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Architettura e funzionamento della memoria; modelli teorici e paradigmi sperimentali per spiegare la formazione dei falsi ricordi; Quali implicazioni nell’ambito della testimonianza?
Il ruolo dello psicologo nei casi di affidamento; la valutazione: aree da indagare, strumenti di indagine, risposta al quesito e aspetti pratici
Danno patrimoniale,non patrimoniale (o morale); danno esistenziale, biologico, psichico; La diagnosi; la consulenza tecnica; metodologie; la valutazione del danno e il problema della quantificazione.
Il mobbing dalla prospettiva psicologica: definizioni, fasi, effetti, problemi valutativi
Differenza del ruolo dello psicologo nel processo civile e penale; nel processo civile: interdizione e inabilitazione, incapacità naturale, capacità di disporre per testamento, capacità di contrarre matrimonio, adozione e affidamento minori, danno biologico di natura psichica, transessualismo; nel processo penale: imputabilità, pericolosità sociale, capacità di partecipare coscientemente al processo, la perizia sui testimoni, le perizie nella fase esecutiva e cautelare, la circonvenzione d’incapace
Pur senza pretesa di esaustività, partiremo dalla nozione e dall’inquadramento sistematico, per procedere con le modalità di gestione dei servizi pubblici e le relative modalità di affidamento.
Partiremo dalla funzione del controllo, per poi analizzare il controllo sugli atti e quello sugli organi. Concluderemo con i controlli interni ed esterni sulla gestione.
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Sempre il TUEL fornisce il sistema normativo complessivo di finanza propria e derivata degli enti locali. Analizzeremo il sistema impositivo e gli investimenti degli enti locali, con un inquadramento analitico, esaustivo ed aggiornato per ogni fattispecie.
Approfondiremo la gestione decentrata dei servizi di competenza statale che, ai sensi dell’art. 14 TUEL, è affidata al Comune, quale organo decentrato dello Stato, con esercizio delle relative funzioni da parte del Sindaco, in veste di Ufficiale del Governo.
Il diritto degli enti locali rappresenta un segmento fondamentale dell’amministrazione pubblica, e, in generale, del diritto amministrativo.
Approcceremo alla materia partendo dai principi e dall’evoluzione normativa, proseguiremo introducendo le caratteristiche principali degli enti locali e concluderemo con le Regioni e gli organi periferici.
In questa lezione tratteremo il sistema elettorale degli enti locali. Approfondiremo lo status degli amministratori locali.
Le peculiarità degli organi di governo dei Comuni e delle Province.
In questa lezione approfondiremo caratteristiche, principi e funzioni di Comuni, Città metropolitane, Roma Capitale e Province ed analizzeremo il fenomeno delle aggregazioni tra enti per l’esercizio associato di determinate funzioni.
In questa lezione comprenderemo gli aspetti e la latitudine caratterizzanti l’autonomia degli enti locali, con particolare riferimento all’autonomia statutaria, regolamentare e amministrativa.
Partendo dalle fonti e dall’evoluzione normativa, ripercorreremo le tematiche e le caratteristiche che contraddistinguono il rapporto di pubblico impiego. Affronteremo il tema della contrattazione collettiva e dell’accesso al pubblico impiego, per poi analizzarne i principali attori, e concluderemo con un cenno alla giurisdizione in materia.
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Introduzione, la disciplina positiva, la legge 7 agosto 1990, n. 241, l’oggetto dell’accesso documentale, i presupposti dell'accesso e i soggetti coinvolti, la tutela della riservatezza, il codice della privacy, i limiti all’ostensione documentale.
Il rito processuale per il diritto di accesso, fonti, termini, misure cautelari, il risarcimento, le parti, la legittimazione a stare in giudizio, la giurisprudenza rilevante, profili penali
Casi e questioni di Diritto alla privacy
Casi e questioni di Diritto alla privacy
Present simple, present continuous, past simple, past continuous, present perfect, future, will, be going to, may, might, will, have to, be allowed to, must/mustn’t.
Present simple, present continuous, past simple, past continuous, present perfect, future, will, be going to, may, might, will, have to, be allowed to, must/mustn’t.
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Connettivi tra frasi, aggettivi, pronomi, avverbi, preposizioni, relative clauses (where, which, who, which, whose, that). Passive form: present simple, past simple, interrogative form. Should, ought to, have better to, should/shouldn’t have to.
Connettivi tra frasi, aggettivi, pronomi, avverbi, preposizioni, relative clauses (where, which, who, which, whose, that). Passive form: present simple, past simple, interrogative form. Should, ought to, have better to, should/shouldn’t have to.
Connettivi tra frasi, aggettivi, pronomi, avverbi, preposizioni, relative clauses (where, which, who, which, whose, that). Passive form: present simple, past simple, interrogative form. Should, ought to, have better to, should/shouldn’t have to.
Present perfect continuous, used to, get/be used to, first conditional, second conditional, Wish + past simple, could, was/were able to, managed to, third conditional, wish + past perfect, mixed conditionals.
Present perfect continuous, used to, get/be used to, first conditional, second conditional, Wish + past simple, could, was/were able to, managed to, third conditional, wish + past perfect, mixed conditionals.
Present perfect continuous, used to, get/be used to, first conditional, second conditional, Wish + past simple, could, was/were able to, managed to, third conditional, wish + past perfect, mixed conditionals.
Past perfect. Before, after, when, by the time, because, already, never. Passive: present perfect passive, present continuous passive, past perfect passive, past continuous passive, will passive, be going to passive. Use of the -ing form. Phrasal verbs (get, make, do).
Past perfect. Before, after, when, by the time, because, already, never. Passive: present perfect passive, present continuous passive, past perfect passive, past continuous passive, will passive, be going to passive. Use of the -ing form. Phrasal verbs (get, make, do).
Past perfect. Before, after, when, by the time, because, already, never. Passive: present perfect passive, present continuous passive, past perfect passive, past continuous passive, will passive, be going to passive. Use of the -ing form. Phrasal verbs (get, make, do).
Parole di uso quotidiano (famiglia, emozioni, oggetti, contesti giuridici ed economici, cibo, vestiti, ambiente, parti del corpo)
Parole di uso quotidiano (famiglia, emozioni, oggetti, contesti giuridici ed economici, cibo, vestiti, ambiente, parti del corpo)
Brevissimi cenni sul sistema giuridico e amministrativo britannico.
La presente lezione ripercorre le principali tappe normative e giurisprudenziali che hanno segnato l'evoluzione del diritto minorile, sul piano del diritto interno ed internazionale.
A livello sovranazionale, la Convenzione di New York dell'89 introduce il concetto di "migliore interesse del minore", gettando così le basi per i successivi impianti normativi che hanno caratterizzato le legislazioni nazionali. Inizia ad emergere la concezione del minore come soggetto portatore di interessi propri ed esclusivi (ratifica in Italia della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza dell'89).
A seguire la Convenzione di Strasburgo del '96 pone le basi della tutela processuale del minore, fino alle Linee guida del Consiglio d'Europa del 2010 che si soffermano sulla tutela del minore anche a procedimento concluso.
Infine, col rilievo progressivamente crescente della tutela dei diritti del minore, si afferma la figura del cd. curatore speciale (cenni).
Una significativa evoluzione giurisprudenziale, sempre più attenta ai diritti del minore, attribuisce un ruolo sempre più rilevante alla figura del curatore speciale. La finalità di tale evoluzione è quella di tutelare il minore in presenza di un conflitto di interessi nei confronti dei genitori, o quando sussistano conflittualità anche solo potenzialmente pregiudizievoli per il minore.
La presente lezione si sofferma su alcune delle più importanti e significative novità della riforma del diritto di famiglia. Un particolare rilievo è dato al ruolo del minore, che da oggetto di protezione divene soggetto giuridico, acquisendo maggior centralità nei procedimenti che lo vedono coinvolto e specifiche tutele anche in fase post-procedimentale.
Inoltre, il legislatore della riforma consente al giudice di vagliare la possibilità di nominare un curatore speciale, proprio al fine di consentire al minore di essere parte processuale, portatore di interessi propri.
La presente lezione conclude il tema relativo alla figura del curatore speciale del minore ex art. 473 - bis.8 c.p.c., alla luce della riforma. In particolare, si pone in rilievo la differenza rispetto alla figura del curatore ex art. 473 - bis.7 c.p.c.
Inoltre, la riforma prevede la disciplina dell'ascolto del minore, che non intende sostituirsi all'ascolto processuale ma è volta a rafforzare la tutela del minore assistito.
L’intento della riforma quindi è proprio questo, ovvero quello di fornire nuovi strumenti normativi, attraverso i quali poter pervenire a provvedimenti finali meno "standardizzati" e più aderenti al caso concreto.
La presente lezione delinea l'evoluzione normativa in materia di affidamento. In particolare, la l. 8 febbraio 2006, n. 54 ha rivisto la disciplina dell’affidamento dei figli minori. Una delle novità più importanti della legge del 2006 è data dall’introduzione dell’art. 709-ter (oggi abrogato) all’interno del codice di procedura civile. Tale norma è stata fortemente innovatrice e denota l’intento del legislatore di garantire un’effettiva tutela dei diritti nel diritto di famiglia.
Una modifica incisiva è data dall’intervento della l. 26 novembre 2021, n. 206, che si inserisce nel dibattito sulla possibilità di cumulare la misura risarcitoria ex art. 709 - ter c.p.c. con la generale misura di coercizione indiretta ex art. 614 - bis c.p.c.
La l. 26 novembre 2021, n. 206, inoltre, mira a migliorare l’efficienza del processo civile e ad “assicurare la semplicità, la concentrazione e l’effettività della tutela e la ragionevole durata del processo”. Proprio in tale ottica si introduce, a livello processuale, il rito unificato in materia di persone, minorenni e famiglie.
La presente lezione affronta la disamina dell'affidamento ai Servizi Sociali, ponendo in evidenza le differenze rispetto alla differente misura dell'affidamento familiare.
L'affidamento familiare, infatti, rappresenta una misura di sostegno per la famiglia d'origine, che, in quanto tale, viene meno quando dette difficoltà risultino superate.
L’affidamento ai Servizi Sociali, invece, viene disposto quando la condotta dei membri della famiglia di origine del minore sia pregiudizievole per quest’ultimo. Si tratta di un rimedio azionabile nei casi di inefficacia o inadeguatezza di misure di sostegno alla famiglia di origine.
Il nuovo art.5-bis della legge 4 maggio 1983, n. 184, introdotto dall'art. 28, comma 1, lett. d) dal D.lgs. 10 ottobre 2022, n. 149, risponde all'esigenza di procedimentalizzare l’attività che i servizi sociali svolgono nelle situazioni in cui l’intervento del giudice limita la responsabilità genitoriale.
La presente lezione affronta il tema caldo ed attuale dell'omogenitorialità e del diritto del minore di essere riconosciuto giuridicamente figlio di entrambi i partner omosessuali che abbiano fatto ricorso alla tecnica di PMA.
La disamina trae spunto dalla pronuncia della Corte Cost. n. 230/2020, dalla quale è possibile delineare i due orientamenti sull'argomento.
Un orientamento riconosce il diritto alla omogenitorialità come un aspetto fondamentale della libertà di scelta del proprio orientamento sessuale e del rispetto del principio di autodeterminazione nel libero svolgimento della vita affettiva e familiare.
Secondo un altro orientamento, invece, confermato dalle più recenti pronunce della Consulta, le coppie omosessuali non possono esercitare il diritto alla genitorialità, data l’assenza nel nostro ordinamento di una normativa che consenta alle coppie dello stesso sesso di accedere alle tecniche di PMA.
La lezione in esame si sofferma sull'evoluzione dell'istituto della responsabilità genitoriale e, correlativamente, sui diritti del minore.
La Riforma del diritto di famiglia del 1975, in un'ottica costituzionalmente orientata, ridefinisce il ruolo di genitori attribuendo la potestà ad entrambi e rimarcando i loro doveri nei confronti dei figli.
Il d.lgs. n. 154/2013, entrato in vigore il 7 febbraio 2014, ha profondamente innovato la materia del diritto di famiglia. Tra le novità più importanti, l’eliminazione del concetto di potestà genitoriale a favore del concetto di responsabilità genitoriale.
Con la l. n. 219 del 2012, si definisce la responsabilità genitoriale che si sostanzia in comportamenti idonei a far sì che il minore possa sviluppare la propria autonomia e autodeterminazione nell’ottica dello sviluppo e della sua identità personale.
La lezione in esame affronta il tema della tutela del minore straniero non accompagnato nel sistema legislativo italiano. La presenza di minori stranieri ha finito col rappresentare un fenomeno specifico all’interno del processo migratorio. La l. 47/2017 rappresenta un testo normativo che ha consentito un riordino della materia, data la forte attualità e le molteplici criticità che la stessa solleva.
La presente lezione (Parte II) ripercorre la normativa italiana che disciplina l'attività lavorativa dei minori d'età: orario di lavoro, attività lavorative vietate ai minori, le tipologie contrattuali utilizzabili per i minori.
Uno spazio è dedicato, infine, allo sfruttamento e abuso del lavoro minorile e agli strumenti giuridici apprestati dall' ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro).
La presente lezione si concentra sulla negoziazione e sulla mediazione familiare. Le nuove forme di famiglia emergenti conducono ad una modificazione delle relazioni familiari, oggi ispirate alla parità di diritti e ruoli ed alla negoziabilità dei termini della convivenza.
Si sviluppa pertanto una diversa conflittualità e la negoziazione può essere un valido strumento per la gestione alternativa del conflitto.
A tal proposito, la finalità della mediazione familiare è proprio quella di attenuare la conflittualità nella crisi della coppia e tentare di ripristinare una comunicazione costruttiva, volta a ricercare una soluzione concordata, negoziata e condivisa, al fine di tutelare il superiore interesse del minore, rendendo così realizzabile il progetto educativo della prole.
La lezione tratta il tema dell'importanza della mediazione familiare quale forma di gestione e risoluzione stragiudiziale dei conflitti familiari.
Il ricorso alla mediazione è sottoposto ad un duplice vaglio, consistente nella valutazione discrezionale del giudice riguardo alla opportunità di rinviare alla mediazione nel caso concreto e nel necessario consenso delle parti all’istituto stesso.
Oggi, l'esplicita previsione nell’art. 6, co. 1 bis l. 10 novembre 2014, n. 162 disciplina la negoziazione assistita cd. familiare, nella materia della crisi delle relazioni familiari
La legge delega n. 206 del 2021 ha recepito le indicazioni della Commissione Luiso, che aveva sottolineato la necessità di estendere l’utilizzo degli strumenti alternativi delle controversie al settore dei conflitti familiari.
La Riforma Cartabia è intervenuta incisivamente in materia di giustizia familiare e minorile.
ll legislatore della riforma ha attribuito un ruolo centrale al giudice, attraverso un più incisivo esercizio della funzione conciliativa in ambito endoprocessuale. Tale funzione viene esercitata con l’adozione di provvedimenti finalizzati a suggerire alle parti di tentare il percorso alternativo al procedimento giurisdizionale, salvo che sorgano episodi di violenza; in questo caso è obbligatoria l'interruzione dell'attività di mediazione.
La mediazione familiare mira alla ricostruzione della vita familiare, con l'obiettivo primario della tutela dell’interesse della prole.
La presente lezione si sofferma ancora sulla mediazione familiare, strumento indispensabile per la ricomposizione degli equlibri familiari, in cui è fondamentale il ruolo del consenso. Quest'ultimo non può, tuttavia, prescindere dal legame con l'organo giurisdizionale.
Con l'entrata in vigore della Costituzione del 1948, si ha l'introduzione di nuovi princìpi, anche nel diritto penale minorile. In particolare, emergono gli artt. 27, terzo comma e 31, secondo comma.
Si consolida un' interpretazione del principio rieducativo come risocializzazione, da intendersi come ritorno del soggetto nella comunità e, quindi, nella vita sociale. Si abbandonano, dunque, le idee di “correzione” e di “trattamento risocializzante” a favore della rieducazione che, peraltro, viene considerata un interesse-dovere dello Stato, a cui è subordinata la pretesa punitiva.
La presente lezione ripercorre i principi ispiratori del processo penale minorile: adeguatezza, minima offensività, autoselettività, residualità della detenzione. Particolare attenzione è data al principio della minima offensività come ratio dei principali istituti.
Inoltre, la riforma del 1988 valorizza e antepone l'intervento sociale preventivo all'intervento penale repressivo e annientante.
Sono espressione della teoria del minimo intervento penale anche le seguenti formule indulgenziali di chiusura del processo: la sentenza di non luogo a procedere per irrilevanza del fatto; il perdono giudiziale; la dichiarazione di estinzione del reato per esito positivo della prova; l'assoluzione per non imputabilità.
La lezione in esame affronta il tema dell'imputabilità del minore. Si tratta di un tema controverso nel diritto penale, anche perché strettamente connesso con la questione del fondamento della punibilità e della finalità della pena.
La lezione si sofferma sulle misure di sicurezza, nonché sulla pericolosità sociale che costituisce il presupposto applicativo.
In particolare, la lezione si sofferma sulle misure del riformatorio giudiziario e della libertà vigilata e sulle declaratorie di incostituzionalità della Corte Cost.: il trattamento penale dei minori deve essere improntato alle specifiche esigenze proprie dell’età minorile, quanto a misure adottabili ed alla loro esecuzione.
La lezione è dedicata ai reati contro i minori: l’abbandono di minore (art. 591 c.p.); l’abuso dei mezzi di correzione e di disciplina (art. 571 c.p.); i maltrattamenti in famiglia (art. 572 c.p.); la sottrazione di minorenni (artt. 573, 574, 574 bis c.p.); le violenze a sfondo sessuale sui minori (art. 609 bis c.p.); la pedopornografia (art. 600 ter c.p.); la corruzione di minorenni (art. 609 quinquies c.p.); la circonvenzione di incapace (art. 643 c.p.); l’adescamento di minorenni (anche detto “grooming”) (art. 609 undecies c.p.).
I reati contro i minori:
La lezione prosegue nella disamina delle figure di reato ai danni dei minori, in linea di continuità con la lezione precedente.
In particolare, la lezione si sofferma sulla sottrazione dei minori e sulle violenze a sfondo sessuale sui minori.
Qualche cenno è dedicato alla prostituzione minorile, alla pornografia minorile, al turismo sessuale e al reato di circonvenzione di incapaci (art. 643 c.p.)
La lezione accenna alla Convenzione di Lanzarote del 2007. Con l’approvazione di questo documento si è giunti al livello più avanzato della protezione del minore: gli Stati aderenti si sono impegnati a rafforzare la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale, adottando criteri e misure comuni sia per la prevenzione del fenomeno, sia per il perseguimento dei colpevoli e la tutela delle vittime. Tra le più importanti novità della Convenzione di Lanzarote, vi è l'introduzione di due nuove figure di reato: l’istigazione a pratiche di pedofilia e di pedopornografia e l’adescamento di minorenni.
La presente lezione delinea i tratti caratterizzanti del processo penale minorile: la responsabilizzazione del minore, finalizzata a sollecitare il recupero spontaneo da parte del minore; l'impronta finalistica del processo penale a carico di imputati minorenni, il quale ha una funzione ulteriore rispetto a quella dell’accertamento della verità, ovvero quella del recupero del minore.
In questo senso, il processo penale minorile si caratterizza come “processo penale della personalità”, oltre che del fatto.
Il rapporto tra rito penale ordinario e processo minorile, è ispirato ai criteri di sussidiarietà e specialità.
La tutela del minore si realizza tramite strumenti che consentano la rapida fuoriuscita del minore dal circuito penale, prima dell’imputazione o dell’emanazione della sentenza. Si prevede, ad esempio, la declaratoria di non imputabilità, in ogni stato e grado del processo, per il minore infraquattordicenne, ma vi sono altri possibili esiti definitori molto rilevanti, la cui ratio è, comunque, quella della minima offensività del processo e della rapida definizione dello stesso.
La presente lezione si sofferma sulle pricipali tutele del minore all'interno del processo penale minorile, in particolare divieto di pubblicazione e di divulgazione (art. 13 del D.P.R. n. 488/1988).
La lezione in questione esamina la fase del giudizio nel processo penale minorile, nelle due importanti fasi dell'udienza preliminare e del dibattimento. Si evidenziano le formule terminative specifiche per i minorenni. Si passa poi all'esame del regime delle impugnazioni dell' appello, del ricorso per Cassazione e dell'opposizione.
La lezione affronta la disamina dei procedimenti speciali nel diritto penale minorile. In particolare, non sono previsti gli istituti dell’applicazione della pena su richiesta delle parti (cd. patteggimento) e il procedimento per decreto (art. 25. D.P.R. 448/1988). Sono invece ammessi il rito abbreviato, il rito immediato e il rito direttissimo.
Infine, qualche cenno è dedicato alla c.d. Riforma Cartabia del processo e del sistema sanzionatorio penale, riforma volta a incentivare il ricorso ai procedimenti speciali in funzione deflattiva, al fine di ridurre il numero dei procedimenti celebrati con rito ordinario.
La presente lezione verte sul D.lgs. n. 218/2021 e si sofferma sulla lettura e analisi del testo normativo. Si tratta di un corpus di disposizioni volte a regolamentare la materia dell’esecuzione delle pene nei confronti di condannati minorenni, priva di una normativa ad hoc fino al 2018.
La finalità che deve connotare l’esecuzione penale minorile è quella di favorire sia percorsi di giustizia riparativa e di mediazione con le vittime di reato, sia la responsabilizzazione, l’educazione e il pieno sviluppo psico - fisico del minorenne.
La lezione in esame tratta la mediazione penale minorile. Quest'ultima è informata al principio della minima offensività del processo, principio secondo cui occorre ridurre al minimo gli interventi giudiziari tutelando i minorenni che siano entrati nel circuito penale.
La finalità dell'istituto è quella di consentire al minore di sviluppare maggiore consapevolezza in ordine ai propri comportamenti, attraverso un processo di responsabilizzazione sul danno causato e sulle possibilità di riparazione; la mediazione può dirsi conclusa con successo quando si raggiunge una nuova visione del fatto, condizione imprescindibile per la ricerca di un accordo che faccia superare il conflitto iniziale.
La presente lezione affronta il tema dell'esecuzione e della vita detentiva all'interno degli istituti penitenziari per i minorenni. Il progetto educativo viene elaborato secondo i principi della personalizzazione delle prescrizioni e della flessibilità esecutiva, tenendo conto delle attitudini e delle caratteristiche della personalità del condannato.
La Corte Costituzionale è intervenuta, ravvisando una violazione degli artt. 27 co. 3 e 31 co. 2, Cost.. Nella normativa ha riscontrato, infatti, una prevalenza delle finalità di prevenzione generale e di difesa sociale su quelle di educazione e risocializzazione, con conseguente violazione dei princìpi di proporzionalità e individualizzazione della pena che presiedono al nuovo ordinamento penitenziario.
La lezione in esame si sofferma sull'istituto della messa alla prova e sulla giustizia riparativa minorile. Si tratta di un’innovazione nel sistema penale minorile, in quanto prevede la sospensione del processo senza la pronuncia di una sentenza di condanna nei confronti del minore.
La Riforma Cartabia (d.lgs. n. 150/22) è intervenuta sull’applicabilità dell’istituto della messa alla prova: da un lato, ampliando il novero dei reati che ne consentono l’accesso e che si prestano all’avvio di percorsi di risocializzazione e riparazione; dall’altro, prevedendo la possibilità di proporne l’applicazione anche per il PM.
La lezione affronta il tema dei reati di figlicidio e infanticidio, mettendo in luce le differenze tra le fattispecie, nonchè gli elementi costitutivi.
La Corte di Cassazione sez. I, 7 ottobre 2010, n. 40993 ha affrontato il problema della definizione del concetto di condizioni di abbandono materiale e morale, elemento specializzante del delitto di infanticidio (art. 578 c.p.), delineando due orientamenti difformi sia in giurisprudenza che in dottrina.
La lezione in esame si sofferma sull'audizione del minore nel processo penale minorile e soprattutto sull'efficace tecnica dell'esame incrociato.
In particolare, il legislatore prevede una deroga alle modalità aggressive dell'esame incrociato, attraverso la trasformazione dell'esame dibattimentale del minore in un esame “filtrato”, in cui vi è un arretramento del ruolo proprio delle parti, in ragione della prioritaria necessità di tutelare la serenità del testimone.
La lezione in esame riprende l'argomento della mediazione penale nella giustizia minorile. Oggetto di quest'ultima è il conflitto da cui ha avuto origine il reato. Reo e vittima diventano protagonisti attivi della risoluzione del conflitto che il reato ha originato, nell’individuazione di una soluzione che possa dare conforto alla vittima e contemporaneamente sappia responsabilizzare il reo.
La presente lezione affronta la disamina di alcune importanti figure professionali nell'ambito della giustizia penale minorile: quella dello psicologo, dell'avvocato difensore del minore autore di reato, del mediatore. La figura dell'educatore è trattata nella lezione precedente.
Evoluzione della normativa in materia di appalti pubblici, dalle norme sulla contabilità dello stato (R.D. 2440 del 1923 e R.D. 827 del 1924) a quelle pro-concorrenziali di derivazioni europea (Direttive 2014/23-2014/24-2014/25). Il D.Lgs. 163/2006, il Dlgs. 150/2014, la genesi del nuovo codice, D.Lgs. 31 marzo 2023 n. 36 e la sua entrata in vigore
Si analizzerà il Titolo I del D.Lgs. 31 marzo 2023 n. 36 dedicato per la prima volta alla codificazione dei principi generali in tema di appalti pubblici. Si analizzeranno i “principi-valori” (principio del risultato, della fiducia, accesso al mercato) a contenuto pluridimensionale e i “principi regole” riferiti a singole fattispecie (quali buona fede, affidamento, solidarietà e sussidiarietà orizzontale, auto-organizzazione amministrativa, autonomia negoziale, conservazione dell’equilibrio contrattuale, tassatività delle cause di esclusione, applicazione dei contratti collettivi di lavoro).
Si analizzerà l'ambito di applicazione del Codice dei Contratti pubblici da un punto di vista oggettivo, ossia a quali contratti si applica il codice dei contratti pubblici.
Ci si soffermerà poi sui settori speciali quali gas ed energia termica, elettricità, acqua, servizi di traporto, servizi dei porti e degli aeroporti, servizi postali, estrazione di gas, carbone e altri combustibili. Segnatamente, si esaminerà in quali casi le imprese pubbliche e i soggetti titolari di diritti speciali o esclusivi in tali settori sono tenuti al rispetto delle norme in materia di appalti pubblici.
Si esamineranno le misure approntate dal nuovo codice dei contratti pubblici per promuovere appalti socialmente responsabili per garantire le pari opportunità generazionali, di genere e di inclusione lavorativa per le persone con disabilità o svantaggiate, la stabilità occupazionale del personale impiegato, nonché l'applicazione dei contratti collettivi nazionali e territoriali di settore.
In questa lezione si vedranno le varie fasi della procedura di affidamento: dalla determina a contrarre adottata dalla stazione appaltante sino alla stipulazione del contratto di appalto.
Si analizzeranno le disposizioni del nuovo codice dei contratti pubblici che introducono il c.d. e-procurement attraverso un sistema di piattaforme interconnesse
Nella presente lezione si partirà dalla definizione di stazione apapltante ed ente concedente per descrivere le varie tipologie di stazioni appaltanti ed enti concedenti come soggetti aggregatori e centrali di committenza. Si analizzerà inoltre il sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti, alla luce delle novità introdotte dal D.Lgs. 36/2023.
In questa lezione si esamineranno i compiti e le funzioni del responsabile unico di progetto (RUP) e le sue nuove competenze alla luce del nuovo codice dei contratti pubblici.
Inoltre, si definiranno gli operatori economici che possono essere controparti contrattuali di un contratto di appalto, con un focus particolare sulle RTI alla luce delle novità introdotte a opera del D.Lgs. 36/2023.
Nella presente lezione si esamineranno le principali caratteristiche della procedura aperta, ristretta, competitiva con negoziazione, dialogo competitivo, partenariato per l’innovazione, procedura negoziata senza pubblicazione del bando.
Nella presente lezione saranno definiti gli appalti c.d. sotto-soglia. Si tratterà dell'affidamento diretto e dei relativi limiti, nonchè del principio di rotazione a presidio della tutela della concorrenza e della massima partecipazione degli operatori economici agli appalti pubblici.
Nel corso della lezione si analizzeranno poi le semplificazioni introdotte dal nuovo codice dei contratti pubblici in riferimento ai c.d. appalti sotto soglia comunitaria.
Nella presente lezione si esaminerà la Parte II del Libro II del D.Lgs. 36/2023, che detta la disciplina degli istituti e delle clausole comuni agli appalti.
Segnatamente si tratterà delle previsioni che consentono la partecipazione alle gare di appalto da parte di PM quali la suddivisione in lotti, nonchè di quelle che mirano a tutelare l'operatore economico, come le clausole di revisione dei prezzi a ricorrere di determinate circostanze. Inoltre si tratterà dello strumento di acquisto dell'accordo quadro e delle relative clausole anti-abuso.
Le stazioni appaltanti potrebbero avere la necessità di avere feedback dal mercato prima di indire una gara, per comprendere anche le caratteristiche dei beni e dei servizi da acquistare e redigere la documentazione di gara. In questa lezione, si esamineranno le consultazioni preliminari di mercato, strumento che le stazioni appaltanti possono utilizzare per raggiungere questo fine. Inoltre, si esaminerà la disciplina sugli avvisi di preinformazione, con cui la stazione appaltante rende nota l’intenzione di bandire appalti per l’anno successivo e in quali casi essi costituiscono documenti di gara veri e propri.
Ogni gara di appalto è corredata da un set di documenti. Secondo il codice dei contratti pubblici questi sono il bando, l'avviso di gara o la lettera d'invito; il disciplinare di gara; il capitolato speciale; nonchè le condizioni contrattuali proposte. Nella presente lezione si esamineranno le cartteristiche dei singoli documenti di gara, la loro generarchia in caso di conflitto e dunque la c.d. lex specialis di gara.
Nella presente lezione, invece, si esamineranno i documenti che l'operatore economico deve presentare per partecipare a una gara d'appalto: la domanda di partecipazione; il documento di gara unico europeo; l'offerta tecnica ed economica; ogni altro documento richiesto per la partecipazione alla procedura di gara. Si esaminerà quindi l'istututo del soccorso istruttorio, che mira a far sanare eventuali errori materiali dell'operatore economico, nell'ottica di leale collaborazione tra amministrazione e operatore economico.
Nella presente lezione si analizzeranno le norme del nuovo codice dei contratti pubblici dedicate ai requisiti generali di partecipazione da parte degli operatori economici. Segnatamente, si esamineranno le cause di esclusione automatica (ossia quelle obbligatorie, in cui alla stazione appaltante non è lasciato alcun margine di apprezzamento valutativo circa la sussistenza dei presupposti) e le cause di esclusione non automatica (che richiedono una valutazione discrezionale della stazione appaltante ad esito di un contraddittorio con l’operatore economico).
Si passerà quindi ad esaminare il procedimento di esclusione dalla gara dell'operatore economico.
Si analizza il contratto di avvalimento, per come riformato a opera dell'art. 104 del Codice dei contratti pubblici.
Si analizzano i criteri di aggiudicazione degli appalti pubblici. Si esamierà il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, del prezzo più basso per forniture e servizi standardizzati e la terza possibilità del prezzo o costo fisso.
Nell'ambito dell'esecuzione del contratto assume particolare importanza il ruolo del direttore dei lavori, che costituisce ausiliario del RUP al fine della corretta esecuzione del contratto di appalto. si esamineranno in questa lezione i compiti e funzioni del direttore dei lavori, nonchè si specificherà chi può essere nominato direttore dei lavori.
Inoltre, nel corso della lezione si tratterà del contratto di subappalto e si analizzeranno le modifiche recepite dal nuovo codice.
Nella presente lezione si tratteranno le cause di modifica dei contratti in corso di esecuzione, nonchè i limiti quali-quantitativi entro cui sono ammesse dalla nuova disciplina sui contratti pubblici.
Può accadere che nel corso dell'esecuzione del contratto di appalto, si verifichi un inadempimento dell'appaltatore oppure l'appatatore si trovi in stato di insolvenza ovvero ancora che la stazione appaltante ritenga più conveniente sciogliersi dal contratto di appalto con quel determinato operatore economico. In questa lezione si esamineranno gli istituti della risoluzione de contratto di appalto, del recesso e dell'insolvenza dell'appaltatore, per come disciplinati dal nuovo codice dei contratti pubblici.
In questa lezione si esamineranno i rimedi alternativi alla tutela giurisduzione contemplati dal codice dei contratti pubblici.
Segnatamente si esaminerà l'istututo dell'accordo bonario, per il caso di riserve. L'arbitrato per la risoluzione delle controversie, nonchè il collegio consultivo tecnico per la risoluzione e la prevenzione di controversie di natura tecnica, quando la sua nomina è obbligatoria e quando solo facoltativa.
In questa lezione si esaminerà il contratto di concessione, quale contratto tipo del partenariato pubblico privato, le caratteristiche del contratto di concessione e segnatamente il trasferimento del rischio operativo in capo al concessionario. Si vedranno le caratteristiche distintive tra il contratto di appalto e quello di concessione.
In questa lezione si esamineranno le norme del codice dei contratti pubblici sulla finanza di progetto, quale particolare modalità di finanziamento delle concessioni. Si porrà in particolare attenzione alla figura del promotore, nonchè della società di scopo.
In questa lezione si esamineranno due contratti tipici di PPP quali sono la locazione finanziaria e il contratto di disponibilità. Si porrà in particolare attenzione alle tipologie di opere per le quali è utile per pubblica amministrazione ricorrere a tali tipologie di contratti.
Piano indicativo, calcolato sulla durata dei video. I quiz, le dispense e gli elaborati aggiungono tempo di esercitazione.
Giulia Angelozzi è un avvocato che si occupa di contenzioso civile in materia di appalti, diritto assicurativo e commerciale. Giulia si è laureata presso l’Università degli Studi di Roma Tre, con lode. Ha collaborato come summer research assistant presso l’Università di Cambridge (Reg...
chi è Giulia Angelozzi ?Linda Brancaleone è dottoressa magistrale in giurisprudenza presso il Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Sociologia dell'Università "Magna Græcia" di Catanzaro, dove si è laureata con una tesi in diritti umani (settore disciplinare IUS/20). Collabora con le cattedre di Filosofi...
chi è Linda Brancaleone ?Il Comitato Scientifico di Formazione Cammino Diritto è composto da professori universitari, magistrati, notai, avvocati e dirigenti pubblici di consolidata preparazione ed esperienza, capaci di accompagnare gli iscritti ai Corsi online in un percorso innovativo ed unico nel panorama nazionale.Il coinvolgimento di numeros...
chi è Formazione Cammino Diritto ?Avvocato del Foro di Milano, Giacomo Conti opera da diversi anni nel campo della compliance privacy e GDPR e del diritto delle nuove tecnologie, con particolare focus sul diritto delle piattaforme online e del rapporto platoform2business e relativo ai profili di tutela dell’utente commerciale. L’avvocato Conti &egrav...
chi è Giacomo Conti ?Laureata in Psicologia Clinica con 110/110 e lode e abilitata alla professione di Psicologa nel 2016 presso l'Università di Bologna, lavora in Germania come psicologa, occupandosi di diagnosi, abilitazione, riabilitazione e promozione del benessere con particolare riferimento al disturbo di adattamento negli Italiani ...
chi è Anna Luce Damone ?Maturità Classica e Laurea in Giurisprudenza conseguita presso l'Università degli Studi di Cagliari. Avvocato iscritto all'Albo. Esperienza di docenza presso la scuola pubblica. Attività di collaborazione presso studio legale. Attività continua di studio e formazione nel diritto ci...
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chi è Raffaele Giaquinto ?Alessio Giaquinto è Avvocato, fondatore e direttore responsabile della Rivista scientifica ANVUR Cammino Diritto. È iscritto nell'Elenco speciale dell'Ordine dei Giornalisti della Campania. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Salerno con una tesi in diritto processual...
chi è Alessio Giaquinto ?E' iscritta all'Ordine degli Avvocati del foro di Roma. Svolge attività accademiche, come Cultore della materia, presso il Dipartimento di Diritto ed economia delle attività produttive, Università degli Studi di Roma "La Sapienza", per l'insegnamento di Diritto del Mercato e degli Strum...
chi è Valeria Lucia ?Saverio Setti è Dirigente presso il I Reparto Reclutamento, Affari Giuridici ed Economici del Personale dello Stato Maggiore, oltre ad essere consulente esterno per la Procura Generale militare presso la Suprema Corte di cassazione e professore a contratto di diritto militare presso l'Università Link Campus di Roma. Formatosi...
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