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Perché Cammino Diritto. Siamo una rivista giuridica scientifica accreditata ANVUR, ISSN 2532-9871, che ogni giorno commenta sentenze e novità normative. I contenuti nascono dalla redazione e arrivano in aula aggiornati: non un catalogo acquistato altrove, ma materiale nostro, scritto e registrato da chi il diritto lo pratica.
Il corso resta a disposizione per dodici mesi dall’iscrizione e rimane consultabile per altri sessanta giorni.
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La lezione in esame intende affrontare la disamina delle varie accezioni entro cui è possibile definire il concetto di Pubblica Amministrazione. Dopo un inquadramento costituzionale, non mancano i criteri qualificatori adottati sul piano normativo, ma soprattutto all'interno del dibattito dottrinale e giurisprudenziale.
La lezione in esame affronta la disamina sulla distinzione tra enti pubblici e soggetti privati. In particolare, si sofferma sui cd. indici di riconoscimento degli enti pubblici, elaborati dalla dottrina maggioritaria, nonchè su altri criteri distintivi elaborati dalla giurisprudenza prevalente.
La disamina prosegue con l'individuazione dei poteri qualificanti che valgono a distinguere un ente pubblico da un soggetto privato: l'autarchia, l'autotutela, l'auto-organizzazione, l'autonomia, l'autogoverno.
La presente lezione verte sull'estensione dei poteri del Legislatore nell’istituzione di nuovi enti pubblici. La Corte Cost. ha individuato precisi vincoli costituzionali in materia di organizzazione degli enti pubblici di cui agli artt. 3, 95 e 97 Cost.
Il problema si è posto in particolare in relazione alle IPAB le quali, pur perseguendo un fine di interesse generale, mancano di un'ossatura pubblicistica.
Nella seconda parte, la lezione affronta un breve excursus storico del processo di pubblicizzazione legislativa, a partire dalla Legge Crispi del 1890 fino al d.lgs. 4 maggio 2001, n. 207.
La presente lezione esamina la struttura del procedimento amministrativo, nonché i princìpi previsti nella L. 241/1990 (imparzialità, trasparenza, pubblicità, efficacia, economicità, nonché i princìpi comunitari).
La trattazione prosegue, poi, e si conclude con l'analisi delle fasi del procedimento amministrativo: iniziativa, istruttoria, decisoria, interativa dell'efficacia (eventuale).
La presente lezione affronta la disamina di una importante figura: il responsabile del procedimento amministrativo, disciplinata dalla L. 241/1990, più volte integrata e modificata, in ultimo con la L. n. 120/2020 (Semplificazione e innovazione digitale).
Gli artt. 4 e 5 evidenziano le funzioni del responsabile del procedimento; l'art. 6 disciplina i compiti e l'art. 6 bis tratta, nello specifico, il conflitto di interessi.
Successivamente, la trattazione si sposta sulle differenti tipologie di deleghe, dando spazio alla posizione della giurisprudenza della Corte di Cassazione e del Consiglio di Stato sul punto.
La presente lezione affronta il tema delle modalità e forme attraverso cui l'ordinamento consente la partecipazione dei cittadini al procedimento amministrativo.
La L. n. 241/1990, c.d. Legge sul procedimento amministrativo, stabilisce la necessità di garantire una disciplina concernente la partecipazione al procedimento amministrativo dei portatori di interessi pubblici o privati.
La ratio dell'istituto in esame si ravvisa nell'esigenza di assicurare, da una parte, una difesa del destinatario e, dall’altra, la collaborazione.
La disamina si sofferma sull'istituto della comunicazione di avvio del procedimento e sulle sue deroghe, di matrice legislativa e giurisprudenziale, nonché sulla comunicazione dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza ex art. 10-bis della L. 241/1990.
La trattazione dedica, inoltre, brevi cenni all’art. 10, che configura il c.d. accesso procedimentale, con il quale i destinatari divengono partecipanti attivi al procedimento, con la possibilità di esercitare il diritto di prendere visione degli atti del procedimento e di presentare memorie scritte e documenti.
Un cenno è poi dedicato alle proposte ed osservazioni ex art. 11 della L. 241/1990 e, in ultima analisi, all' obbligo di motivazione ex art. 3 della L. 241/1990.
La lezione in esame analizza l'istituto della conferenza di servizi, sul piano strutturale e funzionale.
La trattazione individua innanzitutto il quadro normativo di riferimento ed i princìpi di semplificazione ed efficienza, nonché la logica collaborativa cui si ispira l'intera disciplina.
La disamina prosegue con la natura giuridica della conferenza di servizi secondo le due opposte tesi sostenute da dottrina e giurisprudenza.
Ampio spazio è, poi, dedicato ai criteri di classificazione impiegati per distinguere diverse tipologie di conferenza: in base alla funzione (conferenza istruttoria, decisoria, pre-decisoria e ambientale) ed in base alle modalità di svolgimento (conferenza in forma semplificata e in forma simultanea).
La presente lezione esamina il silenzio amministrativo. Il silenzio significativo è quello in cui la norma qualifica il comportamento inerte dell’Amministrazione, protrattosi oltre un certo termine, come equivalente ad un provvedimento a contenuto positivo (silenzio-accoglimento) o negativo (silenzio-diniego).
Si parla, invece, di silenzio non significativo quando l’ordinamento giuridico non attribuisce alcuna qualificazione specifica all’inerzia della P.A., conferendo a quest’ultima il significato di comportamento meramente omissivo (silenzio-inadempimento).
La disamina, infine, si sofferma sulle tutele giurisdizionali ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a.
La presente lezione esamina l'istituto della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) ex art. 19 della L. 241/1990.
La ratio sottesa alla SCIA è quella della liberalizzazione di determinate attività economiche private, il cui esercizio è quindi sottratto ad un regime di preventivo assenso amministrativo, essendo consentito direttamente per effetto della dichiarazione con cui il privato (dichiarazione o segnalazione) attesta la sussistenza dei presupposti prescritti dalla legge.
Somo messe in evidenza anche le cause di esclusione della SCIA previste dall'art. 19 della L. 241/1990, nonché la natura giuridica di quest'ultima.
La disamina si conclude con la tutela del terzo, in conformità al diritto costituzionalmente garantito della difesa ex art. 24 Cost., e in particolare con la questione del termine entro il quale il terzo possa sollecitare i poteri inibitori.
La presente lezione esamina la nozione e i caratteri del provvedimento amministrativo.
La concezione di provvedimento fatta propria dalla dottrina liberale di matrice ottocentesca, basata su una sostanziale identificazione tra attività della P.A. e atto amministrativo, col tempo cede il passo ad un superamento di tale sovrapposizione.
Si giunge, così, alla piena autonomia dogmatico-giuridica dell’atto amministrativo rispetto all’attività dell’Amministrazione.
La lezione procede con la disamina dei caratteri del provvedimento amministrativo: unilateralità; tipicità e nominatività; imperatività/autoritarietà; inoppugnabilità; efficacia ed esecutività.
La presente lezione tratta l'importante tema della invalidità del provvedimento amministrativo, attraverso l'analisi dei principali stati patologici della nullità, e dell'annullabilità, con un cenno alla controversa categoria dell'inesistenza.
La disamina si apre con la trattazione delle varie tipologie di nullità: testuali, strutturali, per violazione o elusione del giudicato, per difetto assoluto di attribuzione.
Si passa, successivamente, all'esame dell'annullabilità ex art. 21 octies della L. 241/1990, nelle tre categorie: incompetenza, violazione di legge e eccesso di potere.
Infine, la lezione si conclude con un breve esame dell'art. 21 octies, comma 2, L. 241/1990, in ordine ai vizi non invalidanti il provvedimento amministrativo.
La lezione in esame verte sul tema dell'autotutela amministrativa. Brevi cenni sono dedicati alla nozione e alle tipologie di autotutela.
La trattazione prosegue con la disamina della revoca in autotutela ex art. 21 quinquies della L. 241/1990 e dell'annullamento d'ufficio ex art. 21 nonies della L. 241/1990.
La lezione si conclude con l'analisi dei provvedimenti a contenuto conservativo: convalida, sanatoria, conversione, riforma, rettifica e conferma, provvedimenti generalmente definiti "atti di convalescenza".
La presente lezione affronta il tema degli accordi tra P.A. e privati, il quale segna il passaggio dal tradizionale esercizio solitario e autoritario del potere ad una modalità di esercizio in forma consensuale e condivisa, che prevede una collaborazione tra Amministrazione e amministrati.
Gli accordi realizzano altresì esigenze di semplificazione e accelerazione del procedimento amministrativo e, quindi, di economicità ed efficienza dell’azione amministrativa (art. 97 Cost. e L. 241/1990).
Esso, inoltre, svolge un’importante funzione di prevenzione del contenzioso.
La disamina prosegue con l'analisi degli accordi ex art. 11 della L. 241/1990, i cd. accordi procedimentali e sostitutivi del provvedimento finale.
La lezione in esame tratta il tema dei contratti pubblici, in particolare i princìpi generali che regolano la materia, l'autonomia contrattuale della P.A. e i limiti normativi.
Particolare rilievo è dato alla riforma culminata con il nuovo Codice di cui al D.Lgs. 36/2023, attuativo della delega conferita dall’art. 1 della L. 78/2022, i cui capisaldi sono dati dal rispetto dei princìpi generali, dalla certezza dei tempi dell'azione amministrativa, dal controllo rigoroso sulla discrezionalità amministrativa in sede giurisdizionale, dalla responsabilità e affidamento, dalla trasparenza e dalla digitalizzazione delle procedure, corollario della prima.
La lezione si conclude con una breve disamina dei principali princìpi ispiratori della riforma della contrattualistica pubblica, ovvero risultato, fiducia e accesso al mercato.
La presente lezione affronta il tema dell'evidenza pubblica, soffermandosi sulle tre fasi della gara: decisione a contrarre, bando e aggiudicazione.
L’art. 17 D.Lgs. 36/2023 sostituisce la determinazione a contrarre con la decisione di contrarre (l'impiego del nuovo verbo "decidere" sembra esprimere una maggiore responsabilizzazione del dirigente che avvia la procedura di affidamento dei contratti pubblici).
Lo stesso art. 17 del nuovo Codice implica una ridefinizione del ruolo del RUP e novità in tema di affidamento diretto.
Quanto all'affidamento diretto, la decisione a contrarre individua l’oggetto, l’importo, il contraente, unitamente alle ragioni della scelta.
La trattazione prosegue con la disamina della nozione, degli aspetti procedurali, nonché della ratio che informa il bando, la proposta di aggiudicazione e l'aggiudicazione quale momento conclusivo della fase pubblicistica.
La lezione in esame tratta l'importante tema della responsabilità civile della P.A. per lesione di diritti soggettivi e interessi legittimi. La trattazione si apre con il suo fondamento costituzionale, fino alla svolta della pronuncia delle SS.UU. n. 500/1999.
Con sentenza n. 500/1999, le SS.UU. hanno quindi affermato la responsabilità civile della P.A., riconducendola al paradigma dell'illecito aquiliano di cui all’art. 2043 c.c. e segnando, in tal modo, la tesi maggioritaria sul tema.
La lezione in oggetto tratta sinteticamente una particolare forma di responsabilità amministrativa: la responsabilità contabile.
Si evidenzia la nozione di responsabilità contabile, nonché i soggetti che incorrono nella stessa, noti come "agenti contabili". Si procede all'accertamento di essa dinnanzi alla Corte dei Conti, tramite processo giurisdizionale con finalità risarcitorie.
Dopo un breve inquadramento, la lezione elenca le caratteristiche generali proprie della responsabilità per danni all'Erario dello Stato.
La lezione in oggetto tratta i ricorsi amministrativi (nozione, classificazione e procedura).
Si evidenzia la ratio propria dei ricorsi amministrativi, informata al principio dell'economia dei mezzi giuridici, poiché evita il ricorso a mezzi giurisdizionali.
Si evidenzia, inoltre, la natura amministrativa dei "rimedi giustiziali", non assimilabile alla funzione giurisdizionale in senso stretto, nonché la differenza circa l´efficacia delle decisioni: le decisioni su ricorsi amministrativi non sono sentenze, ma provvedimenti amministrativi disapplicabili da parte del G.O.; esse, inoltre, non acquisiscono la forza di giudicato e, di conseguenza, non possono avere esecuzione attraverso il rimedio dell’ottemperanza.
La lezione, poi, passa alla classificazione dei ricorsi amministrativi con la distinzione più tradizionale e consolidata, ovvero quella tra ricorsi ordinari e straordinari e, successivamente, delinea le quattro tipologie di ricorsi amministrativi: il ricorso gerarchico proprio, il ricorso gerarchico improprio ed il ricorso in opposizione (mezzi ordinari di impugnazione) ed il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica (rimedio giustiziale di tipo straordinario per tutelare le situazioni giuridiche soggettive lese da provvedimenti definitivi).
La lezione in esame verte sul Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica: nozione, limiti e procedura.
In particolare, si pone in evidenza la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 41 del 19.2.2026 del D.L. 19 febbraio 2026, n. 19 “Ulteriori disposizioni urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e in materia di politiche di coesione”, c.d. decreto legge PNRR. La novella normativa è intervenuta sul d.P.R. n. 1199 del 1971.
Tale intervento normativo segna un’importante cesura rispetto all’assetto tradizionale di questo rimedio alternativo al ricorso al TAR. Si elimina ogni riferimento al Capo dello Stato.
Il titolo del Capo terzo del d.P.R. n. 1199 del 1971 muta, infatti, la denominazione da “Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica” a “Ricorso Straordinario”.
Il ricorso straordinario va proposto al Presidente del Consiglio di Stato (art. 8 del novellato d.P.R. n. 1199 del 1971) e viene deciso da quest’ultimo con un suo decreto conforme al parere del Consiglio di Stato (art. 14 del d.P.R.).
La disamina si conclude con riferimenti normativi e con la giurisprudenza recente sul tema.
La lezione in esame tratta il tema del riparto di giurisdizione tra G.A. e G.O., aprendo la disamina con la sua ratio e la sua genesi a partire dalla L. Crispi del 1889 n. 5992 della IV Sez. del Consiglio di Stato, che ha introdotto il sistema di giustizia amministrativa. In particolare, nasce il criterio del riparto basato sulla distinzione tra diritti soggettivi e interessi legittimi.
La lezione si sofferma, poi, sulla regola della causa petendi, introdotta inizialmente dalla Legge Crispi del 1889, poi confermata dalla L. Tar del 1971, nonché costituzionalizzata nell’art. 103 Cost. e, infine, introdotta negli artt. 7 e 30 del c.p.a.
Successivamente, si passa all'analisi della regola del riparto di giurisdizione in tema di diritti fondamentali ex art. 2 Cost., per concludere con alcune riflessioni critiche circa la indegradabilita’ o inaffievolibilita’ dei diritti fondamentali.
La presente lezione sviluppa i principi generali in materi adi processo amministrativo. In primo luogo, evidenzia la centralità del principio del giusto processo ex art. 111 Cost., cui consegue quello della ragionevole durata del processo.
Alcuni cenni sono dedicati al principio di terzietà e l’imparzialità del giudice: a questo tema risulta strettamente legata la tematica dell’indipendenza del giudice di cui agli artt. 101, ultimo comma, e 108, ultimo comma, Cost..
Ulteriore corollario del principio del giusto processo è l’obbligo di motivazione dei provvedimenti giurisdizionali (art. 111, comma 6, Cost.).
Una menzione è dedicata al principio del doppio grado di giurisdizione, attuato nel processo amministrativo soltanto in seguito all’istituzione dei Tribunali amministrativi regionali (avvenuta per effetto della L. 1034/1971).
Opera, inoltre, il duplice divieto di abuso del diritto e del processo; divieto che, ai sensi dell’art. 2 Cost., dell’art. 1175 c.c. e dell’art. 88 c.p.c., sanziona le condotte sostanziali e i comportamenti processuali non jure di esercizio del diritto.
La disamina prosegue con i princìpi del processo amministrativo di matrice più strettamente processuale (artt. 63 e 64 c.p.a): il principio della domanda, il principio dispositivo con metodo acquisitivo, i principi del contraddittorio procedimentale e dell’accessibilità dei documenti amministrativi, il principio dell’impulso processuale di parte, il principio della concentrazione, della collegialità e dell'oralità.
La lezione verte sul ricorso al TAR, ovvero l'istanza con cui si instaura il processo amministrativo. Una delle principali novità del c.p.a. è data dall’introduzione del principio dell’inderogabilità della competenza del giudice di primo grado e dalla possibilità riconosciuta a quest’ultimo di sollevare la questione d’ufficio, indipendentemente da un rilievo di parte.
La trattazione evidenzia i soggetti legittimati, nonché gli interessi tutelati e i principali atti oggetto di ricorso al TAR.
Si passa, successivamente, ai termini di decadenza entro cui può essere esperito il ricorso, iscrizione a ruolo, i termini per la costituzione delle parti, nonché per il deposito dei documenti, delle memorie e delle repliche.
La fase istruttoria è informata al principio dispositivo attenuato dal metodo acquisitivo. Si fa menzione, poi, dell'udienza di merito e della riunione in camera di consiglio.
La lezione si conclude con la fase decisoria, la quale prevede tre possibili esiti: l'accoglimento del ricorso, il rigetto del ricorso, la modifica parziale dell'atto.
La presente lezione tratta sinteticamente i cd. riti speciali, delineando la relativa disciplina, nonché l'elenco delle materie soggette al rito speciale.
La disamina prosegue con l'art. 119 c.p.a., il quale sostituisce l’art. 23 bis della L. n. 1034 del 1971, prevedendo un rito abbreviato (caratterizzato per lo più da termini dimezzati, salve alcune eccezioni) comune a determinate materie, tassativamente indicate dal comma 1 della disposizione.
Si menziona succintamente anche l'iter procedimentale in caso di procedimento cautelare.
Infine, qualche cenno è dedicato al cd. rito appalti. Il Codice dei contratti pubblici (D.lgs. 36/2023) ha abrogato il rito c.d. “super-speciale” in materia di impugnazioni di atti dell’Amministrazione aggiudicatrice, precedentemente istituito dal D.lgs. 50/2016 con una modifica dell'art.120 c.p.a. attraverso l’art. 209, confermando tuttavia l’impianto processuale previgente, inserendo alcune modifiche (tra cui la precisazione delle modalità di impugnazione degli atti di gara e disciplinando più dettagliatamente i termini e le procedure).
La presente lezione tratta sinteticamente l'istituto dell'appello al Consiglio di Stato ex art. 100 c.p.a., evidenziando in primo luogo la genesi e l'affermazione del principio del doppio grado di giudizio grazie alla Legge TAR (L. 6 dicembre 1971, n. 1034) e, in secondo luogo, i provvedimenti appellabili.
La lezione in esame tratta il giudizio di ottemperanza, individuando in primo luogo la nozione e i presupposti fondamentali.
Si prosegue poi con l'art. 114 del c.p.a., norma che individua le tappe di questo giudizio, i tempi e i termini e focalizza l'attenzione, in particolare, sui poteri attribuiti al giudice dell’esecuzione.
La disamina prosegue con le modalità di instaurazione del giudizio di ottemperanza, evidenziando il superamento della vecchia impostazione normativa. Tale superamento forgia un nuovo modello di giudizio di ottemperanza, questa volta costruito come un giudizio ad impulso di parte.
La lezione in oggetto tratta la tutela cautelare nel processo amministrativo: natura giuridica, disciplina, struttura e funzione.
Si rinviene, poi, il fondamento costituzionale della tutela cautelare agli artt. 24 e 113 Cost.. Sul piano sovranazionale la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, all’art. 6.. sancisce il diritto a un processo equo e in tempi ragionevoli, principio che si riflette nella necessità di strumenti processuali adeguati a evitare danni irreparabili nelle more del giudizio.
La disamina prosegue con l'analisi delle diverse tipologie di tutela cautelare, disciplinate dal Legislatore: la sospensione dell’efficacia dell'atto impugnato; misure cautelari atipiche; misure cautelari ante causam; misure cautelari monocratiche; misure cautelari in corso di esecuzione.
Si delinea brevemente, in ultima analisi, l'iter procedimentale nella tutela cautelare, con una menzione al contributo della giurisprudenza della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato, in particolare, in ordine alla definizione dei confini e dei criteri di applicazione.
Pur senza pretesa di esaustività, partiremo dalla nozione e dall’inquadramento sistematico, per procedere con le modalità di gestione dei servizi pubblici e le relative modalità di affidamento.
Partiremo dalla funzione del controllo, per poi analizzare il controllo sugli atti e quello sugli organi. Concluderemo con i controlli interni ed esterni sulla gestione.
Partiremo dalla funzione del controllo, per poi analizzare il controllo sugli atti e quello sugli organi. Concluderemo con i controlli interni ed esterni sulla gestione.
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Sempre il TUEL fornisce il sistema normativo complessivo di finanza propria e derivata degli enti locali. Analizzeremo il sistema impositivo e gli investimenti degli enti locali, con un inquadramento analitico, esaustivo ed aggiornato per ogni fattispecie.
Approfondiremo la gestione decentrata dei servizi di competenza statale che, ai sensi dell’art. 14 TUEL, è affidata al Comune, quale organo decentrato dello Stato, con esercizio delle relative funzioni da parte del Sindaco, in veste di Ufficiale del Governo.
Il diritto degli enti locali rappresenta un segmento fondamentale dell’amministrazione pubblica, e, in generale, del diritto amministrativo.
Approcceremo alla materia partendo dai principi e dall’evoluzione normativa, proseguiremo introducendo le caratteristiche principali degli enti locali e concluderemo con le Regioni e gli organi periferici.
In questa lezione tratteremo il sistema elettorale degli enti locali. Approfondiremo lo status degli amministratori locali.
Le peculiarità degli organi di governo dei Comuni e delle Province.
In questa lezione approfondiremo caratteristiche, principi e funzioni di Comuni, Città metropolitane, Roma Capitale e Province ed analizzeremo il fenomeno delle aggregazioni tra enti per l’esercizio associato di determinate funzioni.
In questa lezione comprenderemo gli aspetti e la latitudine caratterizzanti l’autonomia degli enti locali, con particolare riferimento all’autonomia statutaria, regolamentare e amministrativa.
Partendo dalle fonti e dall’evoluzione normativa, ripercorreremo le tematiche e le caratteristiche che contraddistinguono il rapporto di pubblico impiego. Affronteremo il tema della contrattazione collettiva e dell’accesso al pubblico impiego, per poi analizzarne i principali attori, e concluderemo con un cenno alla giurisdizione in materia.
Partendo dalle fonti e dall’evoluzione normativa, ripercorreremo le tematiche e le caratteristiche che contraddistinguono il rapporto di pubblico impiego. Affronteremo il tema della contrattazione collettiva e dell’accesso al pubblico impiego, per poi analizzarne i principali attori, e concluderemo con un cenno alla giurisdizione in materia.
Introduzione, la disciplina positiva, la legge 7 agosto 1990, n. 241, l’oggetto dell’accesso documentale, i presupposti dell'accesso e i soggetti coinvolti, la tutela della riservatezza, il codice della privacy, i limiti all’ostensione documentale.
Il rito processuale per il diritto di accesso, fonti, termini, misure cautelari, il risarcimento, le parti, la legittimazione a stare in giudizio, la giurisprudenza rilevante, profili penali
Casi e questioni di Diritto alla privacy
Casi e questioni di Diritto alla privacy
Present simple, present continuous, past simple, past continuous, present perfect, future, will, be going to, may, might, will, have to, be allowed to, must/mustn’t.
Present simple, present continuous, past simple, past continuous, present perfect, future, will, be going to, may, might, will, have to, be allowed to, must/mustn’t.
Present simple, present continuous, past simple, past continuous, present perfect, future, will, be going to, may, might, will, have to, be allowed to, must/mustn’t.
Connettivi tra frasi, aggettivi, pronomi, avverbi, preposizioni, relative clauses (where, which, who, which, whose, that). Passive form: present simple, past simple, interrogative form. Should, ought to, have better to, should/shouldn’t have to.
Connettivi tra frasi, aggettivi, pronomi, avverbi, preposizioni, relative clauses (where, which, who, which, whose, that). Passive form: present simple, past simple, interrogative form. Should, ought to, have better to, should/shouldn’t have to.
Connettivi tra frasi, aggettivi, pronomi, avverbi, preposizioni, relative clauses (where, which, who, which, whose, that). Passive form: present simple, past simple, interrogative form. Should, ought to, have better to, should/shouldn’t have to.
Present perfect continuous, used to, get/be used to, first conditional, second conditional, Wish + past simple, could, was/were able to, managed to, third conditional, wish + past perfect, mixed conditionals.
Present perfect continuous, used to, get/be used to, first conditional, second conditional, Wish + past simple, could, was/were able to, managed to, third conditional, wish + past perfect, mixed conditionals.
Present perfect continuous, used to, get/be used to, first conditional, second conditional, Wish + past simple, could, was/were able to, managed to, third conditional, wish + past perfect, mixed conditionals.
Past perfect. Before, after, when, by the time, because, already, never. Passive: present perfect passive, present continuous passive, past perfect passive, past continuous passive, will passive, be going to passive. Use of the -ing form. Phrasal verbs (get, make, do).
Past perfect. Before, after, when, by the time, because, already, never. Passive: present perfect passive, present continuous passive, past perfect passive, past continuous passive, will passive, be going to passive. Use of the -ing form. Phrasal verbs (get, make, do).
Past perfect. Before, after, when, by the time, because, already, never. Passive: present perfect passive, present continuous passive, past perfect passive, past continuous passive, will passive, be going to passive. Use of the -ing form. Phrasal verbs (get, make, do).
Parole di uso quotidiano (famiglia, emozioni, oggetti, contesti giuridici ed economici, cibo, vestiti, ambiente, parti del corpo)
Parole di uso quotidiano (famiglia, emozioni, oggetti, contesti giuridici ed economici, cibo, vestiti, ambiente, parti del corpo)
Brevissimi cenni sul sistema giuridico e amministrativo britannico.
L'hardware si riferisce a tutti i componenti fisici e tangibili di un computer o di un sistema informatico. È tutto ciò che puoi toccare e vedere. Include il computer stesso (la scatola), la tastiera, il mouse, il monitor, la stampante, e tutti i componenti interni come il processore, la memoria RAM, l'hard disk, la scheda madre e la scheda video. Senza hardware, non esisterebbe il computer!
Il software è l'insieme delle istruzioni, dei programmi e dei dati che dicono all'hardware cosa fare. A differenza dell'hardware, il software è intangibile: non lo puoi toccare, ma è ciò che rende il computer "intelligente" e funzionale. Si divide principalmente in software di sistema (come il sistema operativo) e software applicativo (come i programmi per scrivere, navigare su internet o giocare).
Un sistema operativo (SO) è il software più importante di un computer. È come il "cervello" che gestisce tutte le operazioni di base, permettendo all'hardware e al software di comunicare tra loro. Senza un sistema operativo, un computer non potrebbe funzionare. Gestisce la memoria, i processi, i file e le periferiche (stampanti, mouse, ecc.). Esempi comuni sono Windows, macOS e Linux.
Approfondiamo il cuore del sistema operativo, focalizzandoci su come interagisce con te e gestisce il computer!
Vediamo più nel dettaglio come questo "cervello" ti permette di utilizzare il computer in modo efficace e quali sono le sue responsabilità quotidiane.
La seconda parte sui sistemi operativi si concentra sulle loro funzioni principali e sull'interazione con l'utente. Il SO fornisce un'interfaccia grafica (quello che vedi sullo schermo, con icone e finestre) che ti permette di usare il computer in modo intuitivo. Gestisce anche l'installazione e la disinstallazione dei programmi, la sicurezza, gli aggiornamenti e l'organizzazione dei file e delle cartelle sul disco.
Una rete di computer è un insieme di due o più dispositivi interconnessi (come computer, stampanti, smartphone) che possono comunicare tra loro e condividere risorse (file, stampanti, connessione internet). Lo scopo principale di una rete è facilitare lo scambio di informazioni e la collaborazione tra utenti. Esistono diversi tipi di reti, come le LAN (Local Area Network) che collegano dispositivi in un'area limitata (es. casa, ufficio) e le WAN (Wide Area Network) che coprono aree geografiche più ampie.
Questa sezione approfondisce i componenti e i concetti base delle reti. Si parlerà di server (computer che offrono servizi ad altri dispositivi della rete), client (dispositivi che usufruiscono dei servizi del server), router (dispositivi che indirizzano il traffico di dati tra diverse reti) e switch (dispositivi che collegano i dispositivi all'interno di una singola rete). Verranno spiegati anche i concetti di indirizzo IP e i protocolli di comunicazione che permettono ai dispositivi di "parlarsi".
Internet è la più grande rete di computer al mondo, una "rete di reti" globale che collega miliardi di dispositivi e milioni di reti più piccole. Permette lo scambio di informazioni, la comunicazione e l'accesso a una quantità illimitata di risorse. I suoi servizi più noti includono il World Wide Web (le pagine web che navighiamo), la posta elettronica, i servizi di messaggistica e lo streaming.
La seconda parte su Internet si concentra sui servizi e gli strumenti per navigare. Verranno spiegati i browser web (programmi come Chrome, Firefox, Edge) usati per visualizzare le pagine web, il concetto di URL (l'indirizzo di una pagina web), i motori di ricerca (come Google) per trovare informazioni, e la differenza tra sito web e pagina web. Si parlerà anche della sicurezza base online e dell'importanza di navigare in modo consapevole.
La posta elettronica (email) è un servizio che permette di inviare e ricevere messaggi digitali su una rete, principalmente Internet. È uno degli strumenti di comunicazione più diffusi nel mondo professionale e personale. Per usare la posta elettronica, hai bisogno di un indirizzo email (es. nomecognome@esempio.it) e di un client di posta (un programma o un servizio web) per gestire i tuoi messaggi.
Questa parte approfondisce l'uso pratico della posta elettronica. Si tratterà di come scrivere e inviare un'email, allegare file, gestire la casella di posta (cartelle, spam), rispondere e inoltrare messaggi. Verranno anche spiegate le regole di buona condotta (netiquette) per le comunicazioni via email e i concetti di sicurezza legati al phishing e alle email malevole.
Gli applicativi (o "applicazioni" o "app") sono programmi software specifici progettati per svolgere compiti particolari per l'utente. A differenza del sistema operativo, che gestisce il computer, gli applicativi sono ciò che usiamo per lavorare, divertirci o comunicare. Esempi comuni includono i programmi di videoscrittura, fogli di calcolo, browser web, programmi di grafica, lettori multimediali e videogiochi.
La seconda parte sugli applicativi si concentra sull'installazione, gestione e aggiornamento. Verrà spiegato come scaricare e installare un'applicazione, come disinstallarla, l'importanza degli aggiornamenti per la sicurezza e le nuove funzionalità. Si parlerà anche delle diverse categorie di applicativi (desktop, web, mobile) e dei software a pagamento versus software gratuiti (freeware, open source).
Microsoft PowerPoint è un software per la creazione di presentazioni. Permette di combinare testo, immagini, grafici, video e audio in slide (diapositive) per comunicare idee in modo visivo e coinvolgente. È ampiamente utilizzato in ambito lavorativo, accademico e personale per esporre progetti, lezioni o resoconti.
Questa sezione coprirà le funzionalità base di PowerPoint. Si imparerà a creare una nuova presentazione, inserire testo e immagini, utilizzare layout predefiniti, applicare temi e sfondi, e gestire l'ordine delle slide. Verranno introdotte anche le modalità di visualizzazione e le opzioni di salvataggio del file.
Microsoft Outlook è un client di posta elettronica e un gestore di informazioni personali integrato. Non è solo per le email, ma offre anche funzionalità di calendario, gestione contatti, attività e note. È molto usato in ambienti professionali per organizzare la comunicazione e il lavoro.
La seconda parte su Outlook si concentrerà sull'uso avanzato delle sue funzionalità. Si tratterà di come configurare un account di posta, inviare e ricevere email, organizzare la posta in cartelle, utilizzare il calendario per appuntamenti e riunioni, gestire i contatti e creare attività. Verranno anche toccati aspetti come la configurazione delle firme email e le regole per la gestione automatica dei messaggi.
Microsoft Word è un programma di videoscrittura, il software più diffuso per la creazione, modifica e formattazione di documenti di testo. Permette di scrivere lettere, relazioni, tesi, curricula e qualsiasi altro tipo di testo, offrendo ampie possibilità di personalizzazione grafica.
Funzionalità di base di Word. Si imparerà a scrivere e modificare testo, formattare caratteri (grassetto, corsivo, dimensioni) e paragrafi (allineamento, rientro), inserire elenchi puntati e numerati, tabelle e immagini. Verranno illustrate anche le opzioni di salvataggio e stampa del documento.
Funzionalità più avanzate come l'uso di stili, la creazione di sommari e indici, la revisione del testo (controllo ortografico e grammaticale, commenti), l'utilizzo di intestazioni e piè di pagina, e la stampa unione per creare documenti personalizzati in massa.
Microsoft Excel è un programma per fogli di calcolo, utilizzato per organizzare, analizzare e visualizzare dati numerici in tabelle. È indispensabile per la contabilità, l'analisi finanziaria, la gestione di elenchi e qualsiasi attività che richieda calcoli e organizzazione di dati.
Questa parte si concentrerà sulle funzionalità base di Excel. Si imparerà a inserire dati nelle celle, creare formule semplici (somma, media), formattare celle e tabelle, e utilizzare le funzioni di base. Verranno anche spiegate le opzioni per ordinare e filtrare i dati e la creazione di grafici semplici per rappresentare visivamente le informazioni.
Un database (o "base di dati") è una raccolta organizzata di informazioni (dati) che possono essere facilmente gestite, aggiornate e recuperate. Immagina un archivio digitale molto efficiente. I database sono fondamentali per gestire grandi quantità di dati in modo strutturato, permettendo di trovare rapidamente le informazioni desiderate. Esempi comuni includono i dati dei clienti di un'azienda, i cataloghi di prodotti, o le registrazioni sanitarie.
La seconda parte sui database si concentrerà sui concetti fondamentali e sulla struttura. Si parlerà delle tabelle (dove i dati sono organizzati in righe e colonne), dei campi (le colonne, che rappresentano un tipo specifico di dato, es. "Nome", "Cognome", "Data di Nascita") e dei record (le righe, che rappresentano una singola voce, es. i dati di una persona). Verranno introdotti i concetti di relazioni tra tabelle e l'importanza delle chiavi per identificare i dati in modo univoco.
Entriamo in un campo molto importante e sempre più rilevante: gli aspetti giuridici dell'informatica. Questa è un'area multidisciplinare che fonde diritto e tecnologia, diventando cruciale nel nostro mondo sempre più digitalizzato.
L'informatica nella Pubblica Amministrazione (PA) non è più un semplice strumento di supporto, ma è diventata il motore inarrestabile della trasformazione digitale che sta ridefinendo il rapporto tra Stato, cittadini e imprese. Si tratta di un processo complesso e continuo, volto a modernizzare la PA, rendendola più efficiente, trasparente, accessibile e orientata alle esigenze del cittadino.
L'Intelligenza Artificiale (AI) è un campo dell'informatica che si occupa di creare sistemi o macchine capaci di simulare le capacità intellettuali umane, come l'apprendimento, la risoluzione dei problemi, la comprensione del linguaggio, la percezione e il ragionamento.
Maturità Classica e Laurea in Giurisprudenza conseguita presso l'Università degli Studi di Cagliari. Avvocato iscritto all'Albo. Esperienza di docenza presso la scuola pubblica. Attività di collaborazione presso studio legale. Attività continua di studio e formazione nel diritto ci...
chi è Nicoletta Fois ?E' iscritta all'Ordine degli Avvocati del foro di Roma. Svolge attività accademiche, come Cultore della materia, presso il Dipartimento di Diritto ed economia delle attività produttive, Università degli Studi di Roma "La Sapienza", per l'insegnamento di Diritto del Mercato e degli Strum...
chi è Valeria Lucia ?Saverio Setti è Dirigente presso il I Reparto Reclutamento, Affari Giuridici ed Economici del Personale dello Stato Maggiore, oltre ad essere consulente esterno per la Procura Generale militare presso la Suprema Corte di cassazione e professore a contratto di diritto militare presso l'Università Link Campus di Roma. Formatosi...
chi è Saverio Setti ?Avvocato del Foro di Milano, Giacomo Conti opera da diversi anni nel campo della compliance privacy e GDPR e del diritto delle nuove tecnologie, con particolare focus sul diritto delle piattaforme online e del rapporto platoform2business e relativo ai profili di tutela dell’utente commerciale. L’avvocato Conti &egrav...
chi è Giacomo Conti ?Linda Brancaleone è dottoressa magistrale in giurisprudenza presso il Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Sociologia dell'Università "Magna Græcia" di Catanzaro, dove si è laureata con una tesi in diritti umani (settore disciplinare IUS/20). Collabora con le cattedre di Filosofi...
chi è Linda Brancaleone ?Chi è il Dott. Raffaele Giaquinto: Un Ponte tra Diritto e Digitale Con una carriera che si snoda all'intersezione tra la robustezza del diritto e la dinamicità dell'informatica, il Dott. Raffaele Giaquinto è una figura poliedrica e innovativa. Attualmente Direttore e Responsabile dello Sviluppo So...
chi è Raffaele Giaquinto ?Il Comitato Scientifico di Formazione Cammino Diritto è composto da professori universitari, magistrati, notai, avvocati e dirigenti pubblici di consolidata preparazione ed esperienza, capaci di accompagnare gli iscritti ai Corsi online in un percorso innovativo ed unico nel panorama nazionale.Il coinvolgimento di numeros...
chi è Formazione Cammino Diritto ?Alessio Giaquinto è Avvocato, fondatore e direttore responsabile della Rivista scientifica ANVUR Cammino Diritto. È iscritto nell'Elenco speciale dell'Ordine dei Giornalisti della Campania. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Salerno con una tesi in diritto processual...
chi è Alessio Giaquinto ?

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