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Introduzione al Diritto costituzionale
Il Presidente della Repubblica, nel sistema politico italiano, è il capo dello Stato italiano, rappresentante dell'unità nazionale. Il Presidente della Repubblica si configura come un potere «neutro», ovvero posto al di fuori della tripartizione dei poteri (legislativo, esecutivo o giudiziario). Svolge una funzione di sorveglianza e coordinamento, secondo le norme stabilite dalla Costituzione italiana, di cui è garante.
Prima parte
Il sistema politico italiano è organizzato secondo il principio di separazione dei poteri: il potere legislativo è attribuito al Parlamento, al governo spetta il potere esecutivo, mentre la magistratura, indipendente dall'esecutivo e dal potere legislativo, esercita invece il potere giudiziario; il presidente della repubblica è la massima carica dello Stato e ne rappresenta l'unità.
Seconda parte
La legge fondamentale della Repubblica è la Costituzione, ossia il codice che indica i principi fondamentali, i diritti e i doveri dei cittadini e ne fissa l'ordinamento. Il potere legislativo statale spetta al Parlamento ai sensi dell'art. 70 della Costituzione, suddiviso in due camere: il Senato della Repubblica e la Camera dei deputati.
parte prima
Per pubbliche amministrazioni si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, le Città metropolitane, i Comuni, le Comunità montane e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale.
parte seconda
Il Governo è a capo della Pubblica Amministrazione e risponde dell'operato di questa di fronte al Parlamento.
prima parte
I maggiori strumenti di tutela previsti dalla costituzione a garanzia dei diritto e libertà sono: riserva di legge, riserva di giurisdizione, tutela giurisdizionale, responsabilità del funzionario, sindacato di legittimità costituzionale.
seconda parte
La garanzia dei diritti costituzionali viene assicurata, a monte degli strumenti di protezione predisposti, entro il quadro della legalità ordinaria (principio di legalità), nei confronti dell’azione illegittima dei poteri pubblici (e delle autorità amministrative in particolare), dalla posizione di supremazia delle norme costituzionali nell’ordinamento (principio di costituzionalità).
parte prima
La magistatura è l'organo dello Stato che verifica se le norme giuridiche siano state violate e applica le sanzioni previste attraverso una decisione finale chiamata sentenza. La magistratura è composta da magistrati o giudici. La magistratura è chiamata ad amministare la giustizia in nome del popolo.
Seconda parte
Il Ministro della giustizia ha facoltà di promuovere l'azione disciplinare. I magistrati si distinguono fra loro soltanto per diversità di funzioni. Il pubblico ministero gode delle garanzie stabilite nei suoi riguardi dalle norme sull'ordinamento giudiziario.
prima parte
Le pubbliche amministrazioni, in coerenza con l'ordinamento dell'Unione europea, assicurano l'equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico.
Seconda parte
I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge [95 c.3], in modo che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione.
I principi del diritto amministrativo: dall'organizzazione della P.A. all'azione amministrativa.
Le ordinanze sindacali (aggiornate alle recenti modifiche al T.U.E.L.) Le disposizioni contenute nel Testo unico degli enti locali – D. Lgs. n. 267 del 2000 – attribuiscono al Sindaco, tra l’altro, il potere di emanare ordinanze contingibili e urgenti.
Cosa si intende per pubblico impiego e come è disciplinato. La privatizzazione e gli aspetti che ne sono rimasti esclusi
Altre ipotesi patologiche dell'atto amministrativo. Altre tipologie di vizi, già conosciute al diritto civile, quali la nullità, l’inesistenza e la irregolarità.
Il ricorso gerarchico è una istanza interna stragiudiziale rivolta contro la pubblica amministrazione per gli atti amministrativi.
Un tribunale amministrativo regionale (TAR) è, nell'ordinamento della Repubblica italiana, un organo di giurisdizione amministrativa.Come si redige un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale? A cosa fare attenzione?
Nell'ordinamento giuridico italiano il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica è un peculiare ricorso amministrativo, disciplinato dal Decreto del presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n.1199.
Ha carattere alternativo rispetto ai ricorsi giurisdizionali, e può essere esperito nelle sole materie devolute alla giurisdizione del giudice amministrativo, da chi intenda tutelare un proprio diritto (nelle sole materie di giurisdizione esclusiva) o interesse legittimo, contro atti della pubblica amministrazione.
I caratteri strutturali dell’illecito erariale.
Dall'ottemperanza al rito elettorale, vediamo le peculiarità di alcuni riti speciali del processo amministrativo.
Nel corso della lezione introduttiva verrà approcciata la nuova riforma del processo civile (nota come Riforma Cartabia), andando ad analizzare l'iter di approvazione della novella che ha previsto, dapprima, l'entrata in vigore di una legge di delega e, successivamente, l'emanazione del decreto legislativo di attuazione.
Successivamente, verranno analizzati i principi che hanno ispirato il legislatore della riforma, effettuando altresì una rapida panoramica dei più importanti interventi innovativi.
La lezione si sofferma principalmente su una parte delle modiche apportate al Libro I del codice di rito, analizzando la nuova competenza per valore del giudice di pace, gli adeguamenti intervenuti sulla disciplina del regolamento di competenza nonché la nuova normativa in materia di rilievo di difetto di giurisdizione. In chiusura verranno valutate le innovazioni incidenti sulla composizione dell’organo giudicante, soffermandosi, dapprima, sulla riduzione delle cause attribuite al tribunale in composizione collegiale e, successivamente, sui nuovi profili dinamici influenti sull'attribuzione delle cause alle diverse composizioni dell'organo giurisdizionale.
Le lezione prosegue nell'analisi delle novelle apportate al Libro I del codice di procedura civile, soffermandosi sull'inasprimento del dovere di leale collaborazione delle parti e sulle conseguenze del mancato rispetto di tale principio. Sulla tematica vengono altresì approfondite le nuove sanzioni normative discendenti dalla mancata cooperazione delle parti processuali e dei terzi all'espletamento dell'ordine di esibizione e di ispezione.
Nella seconda parte della lezione verranno invece trattate le novità in materia di forma degli atti (e, nello specifico, il recepimento dei requisiti di chiarezza e sinteticità) nonché le innovazioni incidenti sulle modalità di celebrazione delle udienza (che ora possono essere celebrate da remoto, avvalendosi di collegamenti audiovisivi o del deposito di note scritte).
La lezione apre l'analisi delle riforme apportate al Libro II del codice di rito, soffermandosi sulla disciplina novellata dell'atto di citazione e della sua nullità, nel rito ordinario di cognizione. Oltre a tali aspetti, verranno trattate le innovazioni incidenti sulla costituzione dell'attore e sulla costituzione del convenuto.
La lezione prosegue nell'analisi del rito ordinario riformato, soffermandosi sulle attività riservate al giudice e alle parti in limine litis. Verranno, quindi, vagliati i nuovi istituti delle verifiche preliminari del giudice ex art. 171bis c.p.c. e delle memorie integrative ex art. 171ter c.p.c. In chiusura, verrà analizzata l'influenza della riforma Cartabia sull'intervento volontario del terzo e sulla chiamata delle parti.
La lezione si sofferma sulle attività da compiersi nella nuova udienza di comparizione ex art. 183 c.p.c.; nello specifico, verrà vagliata la nuova disciplina della comparizione personale delle parti, volta a favorire il loro interrogatorio libero e il tentativo di conciliazione. Verrà poi analizzata la nuova normativa del mutamento di rito, da ordinario a semplificato, nonché la conformazione delle nuove ordinanze provvisorie di accoglimento e di rigetto.
La lezione conclude l'analisi della disciplina del nuovo rito ordinario di cognizione, soffermandosi sulla fase decisoria. Nello specifico, verranno vagliate le modalità di definizione della lite (trattazione scritta, mista o orale) applicate davanti al tribunale nella sua duplice composizione (monocratica o collegiale).
La lezione si concentra sulla sostituzione del rito sommario di cognizione con il procedimento semplificato, soffermandosi sulla sua duplice conformazione di rito obbligatorio e discrezionale.
Vengono poi affrontati la conformazione degli atti introduttivi del nuovo rito e il suo iter procedimentale ponendo particolare attenzione anche al mutamento di rito da semplificato ad ordinario.
Nel corso della lezione vengono analizzate tutte le novità normative riguardanti il rito applicato davanti al giudice di pace; nello specifico, sono oggetto di disamina la conformazione degli atti introduttivi, la costituzione delle parti davanti all'organo giurisdizionale e i principali snodi dell'iter processuale.
La lezione introduce il nuovo rito unico fruibile nelle controversie in ambito familiare. Nel corso della trattazione, vengono analizzati gli ambiti di concreta applicazione del nuovo procedimento e le regole per individuare il foro competente per materia e per territorio.
La lezione prosegue nell'analisi del rito unico in materia familiare, soffermandosi sulle attività da compiere in limine litis e, segnatamente, sulla conformazione del ricorso introduttivo - con i documenti ad esso allegati - nonché sulla costituzione dell'attore e del convenuto. Viene poi posta attenzione anche alla disciplina sulle attività preliminari dell'ufficio giudiziario e alla normativa sull'intervento volontario del terzo. La lezione si conclude con una disamina delle memorie integrative provenienti dalle parti da depositarsi prima dell'udienza di comparizione.
La lezione prosegue nell'analisi del rito unico in materia familiare, soffermandosi sugli sviluppi dei diversi snodi procedimentali. Nello specifico, sono oggetto di trattazione le modalità di celebrazione della prima udienza, l'ampiezza delle novità difensive esperibili nel corso della procedura e i poteri officiosi del giudice; vengono poi analizzate la normativa sulla fase decisoria e lo statuto applicabile ai provvedimenti conclusivi (che sono modificabili e appellabili) nonché ai provvedimenti indifferibili e ai provvedimenti temporanei ed urgenti.
Nel corso della lezione vengono analizzate le peculiarità del rito unico in materia familiare quando - per diverse ragioni - un minore venga coinvolto nella procedura.
Nello specifico, la trattazione si soffermerà sulla novella apportata alla figura del curatore speciale del minore nonché sulla rinnovata disciplina del suo ascolto.
La lezione prosegue con l'analisi del rito unico in materia familiare concentrandosi sull'unificazione delle modalità di attuazione/esecuzione dei provvedimenti ottenuti in sede cognitiva. Nello specifico, verranno analizzati gli strumenti di attuazione dei provvedimenti di natura economica (ossia l'Ipoteca giudiziale, l'ordine di prestare idonea garanzia, il sequestro e il pagamento diretto del terzo) nonché i mezzi di attuazione dei provvedimenti di natura personale. In chiusura, sarà vagliata la disciplina delle sanzioni alle inadempienze e alle violazioni di cui all'art. 473bis.39 c.p.c.
La presente lezione conclude il ciclio di incontri in materia di rito unico in materia familiare. Nel corso della trattazione verranno valutate le novità in materia di separazione e divorzio, guardando alle peculiarità degli sviluppi procedimentali in tali cause. Una parte della lezione è inoltre dedicata al procedimento su domanda congiunta. In chiusura, verranno fornite le prime indicazioni sull'istituzione e l'operatività del futuro tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie.
Nel corso di questa lezione verranno introdotte le novità riguardanti il procedimento di appello, concentrandosi in particolare sulla riduzione delle fattispecie di rimessione al primo giudice, sul contenuto riformato dell'atto di citazione in appello e sulle difese dell'appellato (ossia sull'appello incidentale riformato e sul termine di costituzione per questo soggetto).
La lezione si sofferma sulle diverse modalità di celebrazione dell'appello davanti alla corte di appello e al tribunale. Nello specifico, saranno approfondite le nuove modalità di trattazione dell'impugnazione nella forma "ordinaria" (con la nomina del giudice istruttore) e "semplificata" (con la discussione orale della causa). In chiusura, sarà analizzato il nuovo iter processuale per declatoria d'improcedibilità dell'appello.
Nel corso della lezione si concluderà l'analisi della disciplina dell'appello riformato, concentrandosi sull'istituto della sospensiva dell'efficacia esecutiva della sentenza di prime cure; in particolar modo, verranno trattati i nuovi presupposti per la concessione del provvedimento inibitorio, la nuova facoltà di procedere con la riproposizione e la proposizione tardiva dell'istanza nonché gli ulteriori adattamenti minori della normativa.
La lezione si sofferma sul procedimento per cassazione riformato, concentrandosi in particolare sul contenuto novellato del ricorso per cassazione e sulle altre modifiche minori che hanno inciso sulla conformazione degli atti introduttivi e delle attività da compiersi in limine litis.
Nel corso della lezione verranno approfonditi i diversi moduli processuali applicabili davanti alla Suprema Corte per decidere il ricorso per cassazione. Nel dettaglio, dopo aver valutato le fattispecie applicative del rito con pubblica udienza e dei riti camerali, ci si soffermerà sulle modifiche apportate dal novellatore a ciascun procedimento. In chiusura, verrà analizzato il nuovo procedimento per la decisione accelerata ex art. 380bis c.p.c.
La lezione si sofferma sul nuovo istituto del rinvio pregiudiziale in Cassazione ai sensi del nuovo art. 363bis c.p.c, analizzando i presupposti per la sua concessione, gli organi legittimati ad effettuare la rimessione alla Corte e l'iter processuale per addivenire alla pronuncia.
Nel corso della lezione viene analizzata la nuova disciplina della revocazione della sentenza per contrarietà alla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo di cui all'art. 391quater c.p.c. Nello specifico, verranno vagliati l'ambito di applicazione della nuova impugnazione, i presupposti per la sua proposizione e il procedimento applicabile. L'ultima parte della lezione fornisce, invece, brevi indicazioni sulle modalità di tutela del terzo a fronte dell'ipotetica revocazione della sentenza.
Con la presente lezione inizia la trattazione delle modifiche apportata al processo esecutivo. Oggetto dell'analisi saranno le modifiche apportate dalla legge delega (modifiche incidenti sulla competenza per l'espropriazione presso terzi a detrimento della pubblica ammininistrazione e sulla notifica dell’avvenuta iscrizione al ruolo del pignoramento a beneficio del debitore e del terzo debitor debitoris) nonché l'abolizione della formula esecutiva e la ricerca dei beni da pignorare ex art. 492bis c.p.c.
Nel corso della presente lezione continua l'analisi della disciplina riformata dell'esecuzione civile e, nello specifico, dell'espropriazione forzata immobiliare.
Nel dettaglio, la lezione ha ad oggetto la disciplina riformata della custodia del bene pignorato e dell'ordine di liberazione dell'immobile. In chiusura, la lezione si soffermerà sulle novità normative incidenti sul deposito della documentazione ipocatastale e sul nuovo istituto della vendita diretta.
La lezione conclude l'analisi della novelle apportate alla disciplina dell'esecuzione forzata soffermandosi sulla novità apportate alla delega alle operazioni di vendita e, nello specifico, all'attvità di monitoraggio effettuata dal giudice delegato sull'attività del professionista delegato. In materia, viene altresì analizzata la disciplina novellata de reclamo avverso agli atti del professionista delegato.
In chiusura, vengono vagliate le novità in materia di misure di coercizione indiretta ex art. 614bis c.p.c.
Le lezione inizia la trattazione della disciplina riformata delle cd. ADR; nel dettaglio, vengolo analizzate le prime novità in materia di mediazione insistenti, da un lato, sui nuovi incentivi economici legati alla fruizione del procedimento e, d'altro, sulle nuove fattispecie di mediazione obbligatoria. In chiusura, dopo aver vagliato le nuove ipotesi di mediazione obbligatoria per legge, ci si intrattiene sul potenziamento delle fattispecie di mediazione demandata e mediazione obbligatoria per volontà delle parti.
Le lezione introduce le innovazioni apportate all'iter procedimentale della mediazione. Nello specifico, dopo aver analizzato la riforma della normativa sulla competenza dell'organismo di mediazione (con la sua derogabilità) e sugli effetti dell'istanza di mediazione, ci si concentrerà sulle principali novità sul procedimento in senso stretto. Così, saranno oggetto di valutazione la nuova disciplina della convocazione e della comparizione personale delle parti, del primo incontro e della difesa tecnica. Si vaglieranno poi la nuova procedura telematica di mediazione nonché le peculiarità del procedimento di mediazione nelle liti condominiali e quando una delle parti è una pubblica amministrazione.
La lezione affronta la nuova disciplina dei rapporti tra mediazione e processo; nello specifico, viene analizzata l'operatività della condizione di procedibilità legata all'esperimento del tentativo di mediazione obbligatoria, le conseguenze processuali della mancata partecipazione delle parti alla mediazione e, infine, la disciplina della consulenza tecnica in mediazione con i presupposti di sua producibilità in giudizio
La lezione inizia la trattazione delle riforme intervenute in materia di negoziazione assistita; nel dettaglio, sono analizzati il contenuto riformato della convenzione di negoziazione assistita (che di regola verrà redatta usando i modelli predisposti dal CFN), il nuovo procedimento con modalità telematiche e i nuovi profili istruttori. In merito a quest'ultimo argomento, la lezione si sofferma sulla possibilità di acquisire dichiarazione di terzi e dichiarazioni confessorie all'interno della negoziazione assistita che - in presenza di determinati presupposti - sono producibili direttamente in giudizio.
In questa lezione del corso vengono analizzate le novelle intervenute in materia di negoziazione assistita in materia familiare, soffermandosi su l'ampliamento delle fattispecie di negoziazione assistita, la natura dei trasferimenti immobiliari ivi effettuabili, la possibilità di pattuire in negoziazione assistita un assegno divorzile una tantum e di procedere con l'ascolto del minore. In chiusura, viene vagliata il nuovo procedimento di negoziazione assistita in materia giuslavoristica.
In questa lezione vengono esaminate le principali modifiche introdotte del D.L. numero 162 del 2022, convertito in legge lo scorso 30 dicembre 2022, precisamente con la legge numero 199. Il focus è sulla fase pre-processuale.
In questa lezione: le modifiche più significative riguardano l’articolazione del procedimento davanti al tribunale in composizione monocratica, ufficio che assorbe, ad oggi, il flusso di procedimenti in ingresso dalle Procure di gran lunga più cospicuo. È stata disposta innanzitutto un’ampia estensione del catalogo dei reati per cui l’azione penale va esercitata mediante citazione diretta a giudizio, ai sensi dell’art. 550 cod. proc. pen.
In questa lezione: il nuovo articolo 554 bis e 554 ter c.p.p., integrante l’istituto dell’”udienza filtro” predibattimentale, da celebrarsi in camera di consiglio avanti ad un giudice diverso da quello del dibattimento.
In questa lezione: il nuovo articolo 554 bis e 554 ter c.p.p., integrante l’istituto dell’”udienza filtro” predibattimentale, da celebrarsi in camera di consiglio avanti ad un giudice diverso da quello del dibattimento.
In questa lezione si avrà cura di esplicare sistematicamente i nuovi istituti introdotti dal decreto legislativo n. 150 del 10 ottobre 2022, con particolare riferimento alla disciplina organica delle fasi antecedenti al segmento processuale.
Valorizzazione del ruolo deflattivo dei riti alternativi;
In questa lezione verrà approfondito il tema della prescrizione e dell’improcedibilità nell’ambito del procedimento penale.
In questa lezione verrà ripreso il tema dell’improcedibilità per superamento dei termini di durata massima del giudizio di impugnazione e verrà poi approfondita la questione relativa alle sorti degli effetti civili nel caso di estinzione del reato e nel caso di improcedibilità.
In questa lezione si tratterà della digitalizzazione e del processo penale telematico. Verranno introdotte le novità in tema di notificazioni (tra le quali, il domicilio telematico), di controlli maggiormente pregnanti da parte del Giudice di merito sulla reale conoscenza del processo da parte del soggetto nei contronti del quale si procede, di modifiche relative alle misure audio/video per le registrazioni degli interrogatori e da ultimo, le novità in merito ai documenti digitali.
In questo frammento verrà trattata la questione relativa alla modifica dei termini per il deposito degli atti e le problematiche relative ai possibili malfunzionamenti dei sistemi informatici.
In questa lezione verrà trattata la questione relativa alle pene sostitutive delle pene detentive brevi, volendo così evidenziare la volontà del Legislatore di incentivare l'applicazione di trattamenti sanzionatori non carcerari, alla luce del noto disposto dell'art. 27 della Costituzione. Con la c.d. Riforma Cartabia vi è stata una rivisitazione delle tipologie sanzionatorie e un ampliamento del campo applicativo della loro sostituibilità. Si passano in rassegna le tre nuove pene sostitutive della semilibertà, detenzione domiciliare e lavoro di pubblica utilità (trattando anche della pena pecuniaria), affrontando il nodo problematico della loro possibile concorrenza reciproca e della loro concorrenza con la sospensione condizionale della pena.
In questo lezione, continuando con l'approfondimento in merito alle pene sostitutive delle pene detentive brevi, viene fatto un parallelismo con le misure cautelari e successivamente viene trattata la questione specificamente esecutiva delle stesse e analizzate le prescrizioni comuni, con riferimento ulteriore all'operato dell'UEPE.
In questa lezione viene affrontato il tema del processo penale da remoto, passando per l'analisi degli articoli che disciplinando le modalità e le garanzie della partecipazione a distanza; si procede con un'approfondimento in merito alla modifiche operate in tema di interrogatorio della persona sottoposta a misura cautelare personale.
In questa lezione viene trattato l'argomento del "processo in assenza", passando per le novità introdotte dalla c.d. Riforma Cartabia in merito alla comunicazione del domicilio dichiarato o del domicilio eletto (con particolare riferimento all'assenso da parte del difensore domiciliatario e del relativo onere riconosciuto in capo a questo, di comunicazione all'imputato la mancata accettazione) e ripercorrendo gli interventi operati dal Legislatore in relazione al suddetto tema a partire dal 2005, giungendo alla conclusione di una manifesta volontà di superare ogni forma di semplice presunzione legale in merito alla conoscenza del processo da parte del soggetto indagato/imputato, nonchè quella di controlli più pregnanti da parte del Giudice di merito ai fini dell'accertamento di una effettiva conoscenza.
In questo frammento si prosegue con la trattazione del "processo in assenza", approfondendo quanto dettato dall'art. 420 bis c.p.p.
In questo ulteriore frammento si prosegue con la trattazione del "processo in assenza", facendo ora specifico richiamo al caso della latitanza e agli altri modi in cui volontariamente l'imputato si sottrae alla conoscenza della pendenza del processo, per poi passare ad analizzare la neo introdotta disposizione concernete la pronunica da parte del Giudice della "Sentenza di non doversi procedere per mancata conoscenza della pendenza del processo da parte dell'imputato", in sostituzione del previgente caso di "Sospensione del processo per assenza dell'imputato".
In questo ultimo frammento si conclude con il tema relativo al "processo in assenza".
In questa lezione verrà trattata l'importante modifica relativa alla necessità del consenso da parte del difensore d'ufficio alla elezione di domicilio presso di sè.
In questo ultimo frammento, si conclude l'analisi relativa al neo introdotto comma 4 bis, dell'art. 162 c.p.p.
In questa lezione viene trattata la innanzitutto della questione relativa alla "calendarizzazione delle attività processuali", per poi passare a quella relativa alla rinnovazione dell'istruzione dibattimentale come conseguenza al mutamente del Giudice (focus sulla riassunzione delle prove dichiarative già assunte).
In questo prammento vi è un approfondimento ulteriore in merito alla "calendarizzazione" delle attività processuali.
In questa lezione verrà esaminato il "nuovo procedimento per decreto", individuando le modifiche apportare dalla c.d. Riforma Cartabia in merito alla modifica dei termini entro i quali il Pubblico Ministero può avanzare richiesta motivata di emissione del decreto penale di condanna (dai previgenti sei mesi, all'attuale termine di un anno) e in merito alla possibilità di sostituire la pena detentiva con il lavoro di pubblica utilità ai sensi dell'art. 56 bis della legge 24 novembre 1981, n. 689.
In questa lezione verrà affrontata la questione, di rilevante importanza pratica, relativa al "diritto intertemporale". Quale sarà l'incidenza del "ius novum"? Questo è l'interrogativo al quale si risponde.
In questa lezione verrà trattata la questione relativa al "diritto all'oblio", nonchè quella del necessario bilanciamento tra l'interesse pubblico alla conoscenza di un fatto (che è espressione chiara del diritto di manifestazione del pensiero e quindi di cronaca) e il diritto di conservazione della notizia.
In questa lezione si analizzerà la "disciplina organica della giustizia riparativa" in base alle nuove disposizioni introdotte dalla c.d. Riforma Cartabia.
In questo frammento si fa riferimento alla "giustizia riparativa" intesa come una scommessa che si accende sulla persona e sulle capacità positive di essa, nell'ottica di una giustizia dal carattere fondamentalmente performate. Il Legislatore ha introdotto, appunto, disposizioni che invitano e aprono a percorsi di giustizia riparativa. Si analizza anche la figura del Giudice, che da soggetto "distributore di pene", in tale contesto diviene soggetto che avvia al cammino di ricomposizione. Viene da ultimo descritta la figura del mediatore.
In questa lezione si fa riferimento alla non preclusività, ai fini dell'accesso ai programmi di giustizia riparativa, per alcuna fattispecie di reato, senza discrimine anche in merito alla gravita' dello stesso.
Si fa poi riferimento ai soggetti ai quali la c.d. Riforma Cartabia, con il d.leg 150/22, riconosce la facoltà di partecipazione a teli programmi di giustizia.
In questa lezione si esamina nello specifico la figura del "mediatore", passando in rassegna gli esiti del processo di mediazione, con riferimento alla riparazione c.d. simbolica (volta all'ottenimento di scuse formali o dichiarazioni) e c.d. materiale o pecuniaria (volta alla definizione del metro puramente quantitativo della riparazione), ponendo poi in rilievo la difficoltà di bilanciamento tra le due diverse entità, quali il denaro e la sofferenza umana.
In questa lezione si fa riferimento alla causa di non punibilità, contemplata nell'art. 131 bis c.p.p., della "particolare tenuità del fatto", così come modificata dalla c.d. Riforma Cartabia. Le innovazioni principali riguardano la variazione della soglia edittale in virtù della quale può essere riconosciuta tale causa (dai previgenti 5 anni di pena detentiva, ai 2 anni attuali) e la valutazione della condotta susseguente al reato, da intendersi come parametro al fine di stabilire se l’offesa sia di particolare tenuità.
In questa lezione si inizierà a trattatre delle più significative modifiche operate dal Legislatore al "sistema delle impugnazioni", ritenendo fondamentale esporre le questioni dell'improcedibilità dell'azione penale, dell'ampliamento delle cause di inammissibilità dell'atto di appello e dei casi di appello proposto ai soli fini civili.
Verrà approfondito, in particolare, proprio l'aspetto relativo alla devoluzione al giudice civile, con riferimento alle disposizioni neo introdotte dalla Riforma.
In questa lezione verrà trattata la questione dell'"inammissibilità" dell'atto di impugnazione, mettendo in luce l'importanza della specificità e puntualità dei motivi che giustificano la proposizione del gravame, la necessità di depositare unitariamente all'atto di impugnazione delle parti private e dei difensori la dichiarazione o elezione di domicilio ai fini della notificazione del decreto di citazione a giudizio e la necessità di depositare, sempre in modo congiunto all'atto di impugnazione, uno specifico mandato ad impugnare nel caso si sia proceduto in assenza dell'imputato.
In questa lezione si proseguirà con la trattazione delle modifche apportate dalla c.d. Riforma Cartabia rispetto alla modalità di presentazione dell'impugnazione (prevedendo l'onere di deposito telematico in capo ai difensori), analizzando inoltre gli specifici casi di inappellabilità (con riferimento specifico a suddetta facoltà riconosciuta in capo al Pubblico Ministero, con richiamo alla Riforma Orlando), le modalità di svolgimento del giudizio (richiamando la regola, che prevede oggi un rito camerale non partecipato, con l'eccezionalità della forma orale) e i nuovi termini previsti per la proposizione dell'impugnazione da parte del difensore in caso di imputato giudicato in assenza.
In questa lezione si tratterà nello specifico delle modifiche più significative determinate dell'intervento della c.d. Riforma Cartabia nel procedimento in Appello.
Vengono analizzate le principali forme di adempimento atte a garantire il contraddittorio tra le parti, previste con una rigida scansione: possibilità di presentazione di richieste da parte del Procuratore Generale, deposito di motivi nuovi e memorie scritte per tutte le parti, nonchè la presentazione di proposte di concordato e, ancora, memorie di replica. Si passa poi ad esaminare gli atti preliminari al giudizio, riferendosi alle novità introdotte in merito al contenuto del decreto di citazione, alla possibilità di accesso ai programmi di giustizia riparativa, alla modifica dei termini entro i quali è prevista la presentazione innanzi alla Corte e da ultimo, la questione della rinnovazione istruttoria.
In questa lezione verrà trattato il tema delle modifiche apportate al "ricorso in Cassazione", indicando il rito cartolare non partecipato come la regola (con necessario confronto ai casi di deroga), sottolineando la maggior serratezza dei termini da rispettare in merito all'avviso di notificazione dell'udienza, alla richiesta di partecipazione, al deposito di memorie e memorie di replica. Si passerà poi all'analisi delle disposizioni relative all'annullamento con rinvio in attuazione della disciplina del procedimento in assenza, nonchè i rimedi per l'esecuzine delle decisioni della Corte EDU.
In questo ultimo frammento attinente al tema del "ricorso in Cassazione" viene conclusa la trattazione in merito all'innovazivo rimedio dal carattere straordinario a cui è possibile ricorrere al fine di determinare la riapertura di un processo definito con sentenza o decreto penale irrevocabili che siano stati adottati in violazione di diritti riconosciuti della Convenzione EDU.
In questa lezione verranno analizzati due importanti "rimedi restitutori" in relazione alla dichiarazione di assenza dell'imputato: la "remissione in termini" (specificando le condizioni di ammissibilità della richiesta) e la "rescissione del giudicato" (specificando, anche in tal circostanza, le condizioni che ne permettono l'accesso e operando un parallelismo con l'istituto della revisione europea).
In questa lezione verrà trattato il tema attinente al "rinvio pregiudiziale alla Corte di Cassazione" per quanto riguarda le questioni sulla competenza per territorio.
In questo ultimo frammento verrà ultimato l'approfondimento in merito al giudizio incidentale per la definizione della questione di competenza territoriale, analizzando nello specifico le possibili alternative nella decisone della Corte di Cassazione.
In questa lezione verrà trattato l'importante questione relativa all'ampliamento del catalogo dei "reati procedibili a querela di parte". Scopo della Riforma è quello di ridurre il carico giudiziario, rimettendo alla parte-vittima la possibilità di scegliere se lo Stato debba o meno perseguire l'autore del reato.
In questa lezione, proseguendo con l'analisi dell'ampliamento dell'alveo dei reati procedibili a querela, verrà trattata nello specifico la questione attinente alla "remissione della querela", specificando in quali casi ricorre la remissione tacita della stessa.
In questo ultimo frammento di lezione verrà conclusa la trattazione relativa ai reati procedibili a querela di parte, analizzando l'aspetto relativo all'elzione o dichiarazione di domicilio ad opera del querelante (con riferimento a modalità e tempistiche, unitariamente alla facoltà di nominare un difensore) e chiarendo l'aspetto relativo all'applicazione del nuovo regime a partire dall'entrata in vigore della c.d. Riforma Cartabia.
In questo frammento verrà affrontata la questione relativa alla permanenza dell'efficacia delle misure cautelari in atto, per i reati divenuti perseguibili a querela di parte, all'entrata in vigore della Riforma, esponendo gli oneri gravanti sull'Autorità Giudiziaria procedente.
In questa lezione verrà trattato il tema della "costituzione di parte civile" dopo l'intervento della c.d. Riforma Cartabia. Si esporranno le questioni relative alla precisa fissazione dei termini entro i quali poter validamente provvedere a riguardo, nonchè le modalità generali per la presentazione e la facoltà di presentare le liste dei testimoni, periti o consulenti tecnici.
In questa lezione viene dedicata attenzione ai soggetti del procedimento : il giudice, il pubblico ministero, la polizia giudiziaria, l’imputato, la parte civile, il responsabile civile, il civilmente obbligato per la pena pecuniaria la persona offesa del reato, il difensore.
Saranno esplicate le loro attribuzioni, competenze e funzioni, poteri e facoltà.
I registri di cancelleria: come devono essere tenuti presso gli uffici giudiziari.
In questa lezione cercheremo di semplificare la normativa in materia di registri proprio per aiutare i nostri corsisti a memorizzarle meglio.
Tra i principali compiti del cancelliere vi è la formazione di un fascicolo per ogni affare dell’ufficio.
Attualmente la normativa sul patrocinio a spese dello Stato si trova nel Testo unico spese di giustizia D.P.R. 115/2002 dall’art. 74 all’art. 145.
Il patrocinio a spese dello Stato è la concreta applicazione del principio costituzionale del diritto inviolabile di difesa sancito all’art. 24 Cost. per il quale sono garantiti ai non abbienti con appositi istituti i mezzi per agire e difendersi in giudizio.
Nozioni sul Testo Unico in materia di spese di giustizia
Nella lezione verranno analizzati i compiti del cancelliere in materia di spese di giustizia.
L’ordinamento giudiziario può essere definito come il complesso di norme le quali disciplinano l’organizzazione del personale e il funzionamento degli organi deputati al servizio della giustizia. Dette norme trovano il loro fondamento sia nella Carta costituzionale e sia nelle leggi ordinarie. Per tale motivo è possibile distinguere le fonti costituzionali da quelle primarie. Inoltre, accanto ad esse si colloca una terza categoria di fonti c.d. secondarie, le quali sono costituite dagli atti paranormativi emanati dal Consiglio superiore della Magistratura.
Fatta questa premessa di carattere generale si esamineranno i singoli principi dettati dalla Costituzione, la quale prevede una serie di norme volte a tutelare l’autonomia e l’indipendenza della funzione giurisdizionale e dei soggetti ad essa preposta.
In particolare occorrerà soffermarsi sull’art. 102 cost. il quale dispone che la funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolati dalle norme dell’ordinamento giudiziario. Pertanto sarà opportuno analizzare la nozione di giurisdizione: cosa si intende per giurisdizione. La carta costituzionale opera una tripartizione distinguendo il potere giudiziario in: giurisdizione costituzionale, ordinaria e speciale
Si delineerà la differenza tra il concetto di autonomia e quello di indipendenza. Mentre il primo attiene alla struttura organizzativa della magistratura nel suo complesso; l’indipendenza invece fa riferimento al singolo magistrato nella funzione giurisdizionale.
Tra i principi costituzionali assume un ruolo di notevole importanza l’obbligatorietà dell’azione penale, il quale è diretto a garantire l’indipendenza del Pubblico ministero nell’esercizio delle sue funzioni e nel rispetto dell’uguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge penale.
Infine la Costituzione sancisce il principio dell’inamovibilità dei giudici, il quale costituisce una delle più importanti garanzia poste a tutela della loro indipendenza.
Tra le garanzie poste a tutela dell’esercizio della funzione giurisdizionale si colloca il principio di imparzialità del giudice.
Proseguendo si esaminerà il Consiglio Superiore della magistratura. Organo la cui istituzione è finalizzata soprattutto a salvaguardare l’imparzialità e l’indipendenza della magistratura.
In passato si discuteva circa la sua natura giuridica, oggi, a seguito dell’intervento della Corte Costituzionale, si può affermare in modo pacifico che esso ha natura di organo costituzionale.
Dopo aver tracciato in generale le peculiarità del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), si analizzerà la sua struttura e in particolare le funzioni che esso svolge.
Infatti è doveroso evidenziare che il Consiglio superiore della magistratura ha subito un’evoluzione del tempo. A seguito l’entrata in vigore della Carta costituzionale, la maggior parte delle competenze che prima spettavano al Ministro della giustizia sono state devolute al Consiglio Superiore della Magistratura, il quale è legittimato ad adottare tutti gli atti amministrativi riguardanti la carriera e le funzioni dei magistrati. È importante a questo punto delineare i rapporti tra il Consiglio Superiore della Magistratura e il Ministro della giustizia e le differenti funzioni che essi esercitano. Ciò si desume anche dall’art. 110 cost., il quale dispone che, ferma restando le competenze del Consiglio di Superiore della magistratura, al Ministro della giustizia spettano l’organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia.
Infine si soffermerà l’attenzione sui Consigli giudiziari i quali sono organi territoriali che svolgono funzioni di ausilio al Consiglio Superiore della Magistratura.
Dopo aver esaminato i principi costituzionali e gli organi preposti alla tutela della indipendenza e autonomia della funzione giudiziaria, proseguiremo questa disamina analizzando le diverse fasi della carriera dei magistrati.
Sempre tenendo in considerazione i principi che dominano la materia in esame, si deve prendere le mosse innanzi tutto dalla prima fase ovvero l’accesso alla magistratura, il quale avviene mediante concorso, e i requisiti, i quali sono stati oggetto di diversi interventi normativi. In ultimo è intervenuto il D.lgs. n. 160/2006 che ha qualificato il concorso in magistratura come un concorso di secondo livello. Tanto è vero che oggi non è più sufficiente la laurea in giurisprudenza, ma sono necessari anche altri titoli.
Dopo si esamineranno
Inoltre è conveniente attenzionare il passaggio dei magistrati dalle funzioni giudicanti a quella requirente e viceversa. Si deve rilevare che anche se nella realtà il passaggio da una funzione all’altra avviene senza difficoltà, sul punto vi è una corrente di pensiero la quale critica aspramente questa assimilazione tra le due carriere.
Infine, alcune considerazione sugli incarichi direttivi tenendo conto della disciplina dettata sia dal D.lsg. n. 160/2006 e sia dal Testo unico sulla dirigenza giudiziaria approvato con delibera del CSM emanata il 28 luglio del 2015; dei diversi tipi di incarichi e del procedimento mediante il quale essi sono attribuiti.
In questa lezione ci si concentrerà sull’analisi dell’organizzazione degli uffici giudiziari, avendo riguardo non solo agli organi della magistratura giudicante ma anche ai diversi uffici della procura.
La giurisdizione italiana è esercitata da una pluralità di organi pertanto è opportuno esaminare sia la loro organizzazione e sia le funzioni svolte. È importante soffermarci sulla figura del pubblico ministero; delineare la differenza tra le funzioni che il pubblico ministero espleta in ambito civile e quelle che esercita nel procedimento penale; il rapporto tra il procuratore della repubblica e i singoli sostituti procuratori.
I rapporti tra il pubblico ministero e la polizia giudiziaria.
In questa lezione si tratterà dei giudici onorari che insieme ai giudici “togati” costituiscono l’ordinamento giudiziario. Secondo quanto disposto dall’art. 106 cost. la legge sull’ordinamento giudiziario può ammettere la nomina, anche elettiva di magistrati onorari per tutte le funzioni attribuite a singoli giudici.
Si devono altresì analizzare le diverse figure di giudici onorari quali il giudice di Pace, i giudici onorari del Tribunale e viceprocuratori onorari. L’accesso alla magistratura onoraria e le loro funzioni.
In questo incontro ci occuperemo della responsabilità dei magistrati.
Innanzi tutto occorre prendere le mosse dalla nozione di responsabilità e poi esaminare i diversi tipi di responsabilità in cui può incorrere il magistrato, distinguendo tra responsabilità civile, penale e contabile.
A tal proposito si deve rilevare che la responsabilità civile dei magistrati ha delle peculiarità le quali la distinguono dalle ipotesi di responsabilità civile in cui possono incorrere gli altri dipendenti pubblici. Infatti a presidio dell’indipendenza e dell’imparzialità della magistratura, è esclusa l’azione risarcitoria diretta del soggetto danneggiato da un provvedimento giudiziario contro il singolo magistrato.
L’azione risarcitoria diretta contro il singolo magistrato è ammessa solo nel caso in cui sia intervenuta sentenza penale di condanna del magistrato passato in giudicato.
Infine ci soffermeremo sulla responsabilità disciplinare in cui può incorrere ogni pubblico dipendente per violazione delle norme che regolano il rapporto di pubblico impiego; e sugli illeciti distinguendo tra quelli che possono essere commessi durante l’esercizio della funzione e gli illeciti realizzati al di fuori dell’espletamento della propria funzioni.
Proseguendo analizzeremo il procedimento disciplinare che ha natura giurisdizionale ed è disciplinato dalle norme del codice di procedura penale in quanto compatibili; e le misure cautelari le quali possono essere erogate nelle more del procedimento per evitare il pericolo che il magistrato leda il prestigio e l’immagine dell’ordinamento giudiziario.
In conclusione sarà opportuno fare alcune considerazioni sulle diverse tipologie di sanzioni disciplinari.
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Per capacità di calcolo intendiamo l'insieme dei processi che permettono di operare sui numeri tramite operazioni aritmetiche.
Present simple, present continuous, past simple, past continuous, present perfect, future, will, be going to, may, might, will, have to, be allowed to, must/mustn’t.
Present simple, present continuous, past simple, past continuous, present perfect, future, will, be going to, may, might, will, have to, be allowed to, must/mustn’t.
Present simple, present continuous, past simple, past continuous, present perfect, future, will, be going to, may, might, will, have to, be allowed to, must/mustn’t.
Connettivi tra frasi, aggettivi, pronomi, avverbi, preposizioni, relative clauses (where, which, who, which, whose, that). Passive form: present simple, past simple, interrogative form. Should, ought to, have better to, should/shouldn’t have to.
Connettivi tra frasi, aggettivi, pronomi, avverbi, preposizioni, relative clauses (where, which, who, which, whose, that). Passive form: present simple, past simple, interrogative form. Should, ought to, have better to, should/shouldn’t have to.
Connettivi tra frasi, aggettivi, pronomi, avverbi, preposizioni, relative clauses (where, which, who, which, whose, that). Passive form: present simple, past simple, interrogative form. Should, ought to, have better to, should/shouldn’t have to.
Present perfect continuous, used to, get/be used to, first conditional, second conditional, Wish + past simple, could, was/were able to, managed to, third conditional, wish + past perfect, mixed conditionals.
Present perfect continuous, used to, get/be used to, first conditional, second conditional, Wish + past simple, could, was/were able to, managed to, third conditional, wish + past perfect, mixed conditionals.
Present perfect continuous, used to, get/be used to, first conditional, second conditional, Wish + past simple, could, was/were able to, managed to, third conditional, wish + past perfect, mixed conditionals.
Past perfect. Before, after, when, by the time, because, already, never. Passive: present perfect passive, present continuous passive, past perfect passive, past continuous passive, will passive, be going to passive. Use of the -ing form. Phrasal verbs (get, make, do).
Past perfect. Before, after, when, by the time, because, already, never. Passive: present perfect passive, present continuous passive, past perfect passive, past continuous passive, will passive, be going to passive. Use of the -ing form. Phrasal verbs (get, make, do).
Past perfect. Before, after, when, by the time, because, already, never. Passive: present perfect passive, present continuous passive, past perfect passive, past continuous passive, will passive, be going to passive. Use of the -ing form. Phrasal verbs (get, make, do).
Parole di uso quotidiano (famiglia, emozioni, oggetti, contesti giuridici ed economici, cibo, vestiti, ambiente, parti del corpo)
Parole di uso quotidiano (famiglia, emozioni, oggetti, contesti giuridici ed economici, cibo, vestiti, ambiente, parti del corpo)
Brevissimi cenni sul sistema giuridico e amministrativo britannico.
L'hardware si riferisce a tutti i componenti fisici e tangibili di un computer o di un sistema informatico. È tutto ciò che puoi toccare e vedere. Include il computer stesso (la scatola), la tastiera, il mouse, il monitor, la stampante, e tutti i componenti interni come il processore, la memoria RAM, l'hard disk, la scheda madre e la scheda video. Senza hardware, non esisterebbe il computer!
Il software è l'insieme delle istruzioni, dei programmi e dei dati che dicono all'hardware cosa fare. A differenza dell'hardware, il software è intangibile: non lo puoi toccare, ma è ciò che rende il computer "intelligente" e funzionale. Si divide principalmente in software di sistema (come il sistema operativo) e software applicativo (come i programmi per scrivere, navigare su internet o giocare).
Un sistema operativo (SO) è il software più importante di un computer. È come il "cervello" che gestisce tutte le operazioni di base, permettendo all'hardware e al software di comunicare tra loro. Senza un sistema operativo, un computer non potrebbe funzionare. Gestisce la memoria, i processi, i file e le periferiche (stampanti, mouse, ecc.). Esempi comuni sono Windows, macOS e Linux.
Approfondiamo il cuore del sistema operativo, focalizzandoci su come interagisce con te e gestisce il computer!
Vediamo più nel dettaglio come questo "cervello" ti permette di utilizzare il computer in modo efficace e quali sono le sue responsabilità quotidiane.
La seconda parte sui sistemi operativi si concentra sulle loro funzioni principali e sull'interazione con l'utente. Il SO fornisce un'interfaccia grafica (quello che vedi sullo schermo, con icone e finestre) che ti permette di usare il computer in modo intuitivo. Gestisce anche l'installazione e la disinstallazione dei programmi, la sicurezza, gli aggiornamenti e l'organizzazione dei file e delle cartelle sul disco.
Una rete di computer è un insieme di due o più dispositivi interconnessi (come computer, stampanti, smartphone) che possono comunicare tra loro e condividere risorse (file, stampanti, connessione internet). Lo scopo principale di una rete è facilitare lo scambio di informazioni e la collaborazione tra utenti. Esistono diversi tipi di reti, come le LAN (Local Area Network) che collegano dispositivi in un'area limitata (es. casa, ufficio) e le WAN (Wide Area Network) che coprono aree geografiche più ampie.
Questa sezione approfondisce i componenti e i concetti base delle reti. Si parlerà di server (computer che offrono servizi ad altri dispositivi della rete), client (dispositivi che usufruiscono dei servizi del server), router (dispositivi che indirizzano il traffico di dati tra diverse reti) e switch (dispositivi che collegano i dispositivi all'interno di una singola rete). Verranno spiegati anche i concetti di indirizzo IP e i protocolli di comunicazione che permettono ai dispositivi di "parlarsi".
Internet è la più grande rete di computer al mondo, una "rete di reti" globale che collega miliardi di dispositivi e milioni di reti più piccole. Permette lo scambio di informazioni, la comunicazione e l'accesso a una quantità illimitata di risorse. I suoi servizi più noti includono il World Wide Web (le pagine web che navighiamo), la posta elettronica, i servizi di messaggistica e lo streaming.
La seconda parte su Internet si concentra sui servizi e gli strumenti per navigare. Verranno spiegati i browser web (programmi come Chrome, Firefox, Edge) usati per visualizzare le pagine web, il concetto di URL (l'indirizzo di una pagina web), i motori di ricerca (come Google) per trovare informazioni, e la differenza tra sito web e pagina web. Si parlerà anche della sicurezza base online e dell'importanza di navigare in modo consapevole.
La posta elettronica (email) è un servizio che permette di inviare e ricevere messaggi digitali su una rete, principalmente Internet. È uno degli strumenti di comunicazione più diffusi nel mondo professionale e personale. Per usare la posta elettronica, hai bisogno di un indirizzo email (es. nomecognome@esempio.it) e di un client di posta (un programma o un servizio web) per gestire i tuoi messaggi.
Questa parte approfondisce l'uso pratico della posta elettronica. Si tratterà di come scrivere e inviare un'email, allegare file, gestire la casella di posta (cartelle, spam), rispondere e inoltrare messaggi. Verranno anche spiegate le regole di buona condotta (netiquette) per le comunicazioni via email e i concetti di sicurezza legati al phishing e alle email malevole.
Gli applicativi (o "applicazioni" o "app") sono programmi software specifici progettati per svolgere compiti particolari per l'utente. A differenza del sistema operativo, che gestisce il computer, gli applicativi sono ciò che usiamo per lavorare, divertirci o comunicare. Esempi comuni includono i programmi di videoscrittura, fogli di calcolo, browser web, programmi di grafica, lettori multimediali e videogiochi.
La seconda parte sugli applicativi si concentra sull'installazione, gestione e aggiornamento. Verrà spiegato come scaricare e installare un'applicazione, come disinstallarla, l'importanza degli aggiornamenti per la sicurezza e le nuove funzionalità. Si parlerà anche delle diverse categorie di applicativi (desktop, web, mobile) e dei software a pagamento versus software gratuiti (freeware, open source).
Microsoft PowerPoint è un software per la creazione di presentazioni. Permette di combinare testo, immagini, grafici, video e audio in slide (diapositive) per comunicare idee in modo visivo e coinvolgente. È ampiamente utilizzato in ambito lavorativo, accademico e personale per esporre progetti, lezioni o resoconti.
Questa sezione coprirà le funzionalità base di PowerPoint. Si imparerà a creare una nuova presentazione, inserire testo e immagini, utilizzare layout predefiniti, applicare temi e sfondi, e gestire l'ordine delle slide. Verranno introdotte anche le modalità di visualizzazione e le opzioni di salvataggio del file.
Microsoft Outlook è un client di posta elettronica e un gestore di informazioni personali integrato. Non è solo per le email, ma offre anche funzionalità di calendario, gestione contatti, attività e note. È molto usato in ambienti professionali per organizzare la comunicazione e il lavoro.
Roberto Bin è stato Professore Ordinario di Diritto costituzionale presso l´Università di Ferrara. Formatosi nell’Università di Trieste, è stato anche professore di Diritto costituzionale a Macerata. È co-autore di alcuni fortunati manuali di Diritto costituzionale e di Diritto pubb...
chi è Roberto Bin ?Saverio Setti è Dirigente presso il I Reparto Reclutamento, Affari Giuridici ed Economici del Personale dello Stato Maggiore, oltre ad essere consulente esterno per la Procura Generale militare presso la Suprema Corte di cassazione e professore a contratto di diritto militare presso l'Università Link Campus di ...
chi è Saverio Setti ?Avv. Giacomo Pirotta, PhD Assegnista di ricerca in Diritto processuale civile (IUS/15) presso l'Università degli Studi di Milano-Bicocca Avvocato iscritto all'Ordine degli Avvocati di Milano Dottore di ricerca in Scienze giuridiche - curriculum Diritto processuale civile e diritto dell'Unione Europea...
chi è Giacomo Pirotta ?L'Avvocato Ivano Ragnacci è specialista in diritto penale e processuale penale, iscritto al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma sin dall’anno 2009, Patrocinante innanzi le Magistrature Superiori sin dall'anno 2021. Marzo 2023 - Convocato per l'espletamento della prova scritta di settore...
chi è Ivano Ragnacci ?Avvocato penalista del Foro di Salerno. Esercita la professione forense in tutti gli ambiti del diritto penale. Ha partecipato a processi di grande complessità molti, anche di ampia risonanza mediatica. Premio 'Toga D'Oro' all'esame di abilitazione nell'anno 2009 dal C.O.A. di Salerno Dal 2008 &e...
chi è Marco Nigro ?Avvocato penalista iscritto all´Ordine degli Avvocati di Salerno. Laureato in Giurisprudenza presso l´Università degli Studi di Salerno con tesi in Diritto del Lavoro ” Le evoluzioni del diritto del lavoro”. Impegnato in ambito associativo, coltiva la personale passione per filosofia, musica, cin...
chi è Giuseppe Ferlisi ?Il Comitato Scientifico di Formazione Cammino Diritto è composto da professori universitari, magistrati, notai, avvocati e dirigenti pubblici di consolidata preparazione ed esperienza, capaci di accompagnare gli iscritti ai Corsi online in un percorso innovativo ed unico nel panorama nazionale. Il coinvolgimento di num...
chi è Formazione Cammino Diritto ?Abilitata all'esercizio della professione forense. Ha svolto l'attività di Tutor qualificato presso la Scuola di Specializzazione per le professioni Legali "A. Galati" e di Tutor di istituzioni di diritto privato presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Catania. Laurea ma...
chi è Federica Speranza ?Linda Brancaleone è dottoressa magistrale in giurisprudenza presso il Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Sociologia dell'Università "Magna Græcia" di Catanzaro, dove si è laureata con una tesi in diritti umani (settore disciplinare IUS/20). Collabora con le cattedre di Filosofi...
chi è Linda Brancaleone ?Chi è il Dott. Raffaele Giaquinto: Un Ponte tra Diritto e Digitale Con una carriera che si snoda all'intersezione tra la robustezza del diritto e la dinamicità dell'informatica, il Dott. Raffaele Giaquinto è una figura poliedrica e innovativa. Attualmente Direttore e Responsabile dello Sviluppo So...
chi è Raffaele Giaquinto ?Alessio Giaquinto è Avvocato, fondatore e direttore responsabile della Rivista scientifica ANVUR Cammino Diritto. È iscritto nell'Elenco speciale dell'Ordine dei Giornalisti della Campania. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Salerno con una tesi in diritto processual...
chi è Alessio Giaquinto ?Concorsi pubblici ed esami.