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È stato pubblicato il bando del concorso INPS per 1695 Funzionari progettazione, erogazione e controllo dei servizi (PECS).
È uno dei reclutamenti più imponenti dell'anno, con posti distribuiti tra Direzioni regionali, Direzioni di coordinamento metropolitano e Direzione Generale. E la prova scritta è il momento in cui tutto si decide.
Una prova mai vista prima nei concorsi INPS
Dimentica i quiz nozionistici a cui sei abituato. L'Istituto ha scelto per questo concorso una modalità di valutazione completamente nuova, strutturata in due sezioni distinte. La prima si basa su tre brani di carattere tecnico-giuridico con parole e frasi mancanti da completare scegliendo tra le alternative proposte, seguiti da quesiti di comprensione e interpretazione dei testi. La seconda presenta scenari e casi situazionali di carattere operativo, in cui dovrai individuare il comportamento più appropriato rispetto alla situazione descritta.
Attenzione al dettaglio che cambia tutto: ciascuna sezione è valutata in trentesimi, e servono almeno 21/30 in entrambe. Un punteggio brillante nella prima sezione non ti salva se cadi sulla seconda. È una prova che non perdona la preparazione a metà.
Le materie su cui costruire il risultato
I brani della prima sezione attingono a diritto del lavoro e della previdenza sociale, legislazione sociale, pianificazione e controllo di gestione, organizzazione e funzionamento della Pubblica Amministrazione, lingua inglese e competenze informatiche. Ma qui non basta conoscere la teoria: la prova misura la capacità di leggere, interpretare e applicare. Per questo il nostro corso unisce due livelli di preparazione: le videolezioni sulle materie del bando, per costruire le fondamenta, e un training specifico sul formato della prova, con brani simulati da completare e quesiti interpretativi identici per struttura a quelli che troverai davanti.
La seconda sezione: dove si vince il concorso
I casi situazionali valutano capacità decisionale, problem solving, organizzazione del lavoro, gestione delle priorità e competenze relazionali. Sembrano domande di buon senso, ma chi ha affrontato prove di questo tipo sa che le alternative sono costruite per confondere: più risposte sembrano giuste, una sola è la più efficace. La nostra banca di casi situazionali, ambientata nel contesto operativo dell'Istituto, ti allena a riconoscere la logica dietro ogni scenario, con motivazioni dettagliate per ogni opzione e riferimenti normativi a supporto.
Il metodo: simulare, correggere, ripetere
Il simulatore replica la struttura a due sezioni della prova con valutazione separata in trentesimi, così da farti misurare costantemente con la doppia soglia. Ogni simulazione è un check sul tuo livello reale: arriverai alla prova sapendo esattamente dove sei forte e dove non puoi permetterti di sbagliare.
Su circa duemila ammessi alla scrittura dopo la preselezione, poco più di mille diventeranno funzionari INPS. La differenza tra le due metà la fa la preparazione specifica sul formato della prova. Inizia ora: ogni settimana di anticipo è un vantaggio sui tuoi concorrenti.
La lezione in esame intende affrontare la disamina delle varie accezioni entro cui è possibile definire il concetto di Pubblica Amministrazione. Dopo un inquadramento costituzionale, non mancano i criteri qualificatori adottati sul piano normativo, ma soprattutto all'interno del dibattito dottrinale e giurisprudenziale.
La lezione in esame affronta la disamina sulla distinzione tra enti pubblici e soggetti privati. In particolare, si sofferma sui cd. indici di riconoscimento degli enti pubblici, elaborati dalla dottrina maggioritaria, nonchè su altri criteri distintivi elaborati dalla giurisprudenza prevalente.
La disamina prosegue con l'individuazione dei poteri qualificanti che valgono a distinguere un ente pubblico da un soggetto privato: l'autarchia, l'autotutela, l'auto-organizzazione, l'autonomia, l'autogoverno.
La presente lezione verte sull'estensione dei poteri del Legislatore nell’istituzione di nuovi enti pubblici. La Corte Cost. ha individuato precisi vincoli costituzionali in materia di organizzazione degli enti pubblici di cui agli artt. 3, 95 e 97 Cost.
Il problema si è posto in particolare in relazione alle IPAB le quali, pur perseguendo un fine di interesse generale, mancano di un'ossatura pubblicistica.
Nella seconda parte, la lezione affronta un breve excursus storico del processo di pubblicizzazione legislativa, a partire dalla Legge Crispi del 1890 fino al d.lgs. 4 maggio 2001, n. 207.
La presente lezione affronta il dibattuto tema delle cd. società pubbliche, soffermandosi in particolare sui criteri per determinare se e in che misura le società possono essere qualificate come enti pubblici.
In particolare, viene evidenziato l'approccio comunitario, il quale, ai fini della qualificazione pubblicistica della società, attribuisce rilievo non alla veste privatistica, bensì alla titolarità del potere pubblico ed alla sottoposizione al controllo pubblicistico.
La presente lezione sviluppa la nozione comunitaria di Pubblica Amministrazione.
A livello comunitario, la nozione di soggetto pubblico non rappresenta una categoria unitaria, ma è elaborata settore per settore, sia sul piano normativo che giurisprudenziale, adattandosi in modo da estenderne o ridurne l’ampiezza a seconda delle esigenze sottese alla normativa delle singole materie che prendono in considerazione il soggetto pubblico.
La presente lezione affronta la disamina della nozione di organismo di diritto pubblico, secondo il criterio sostanzialistico ed elastico di matrice comunitaria.
Successivamente, la trattazione verte sui tre parametri cumulativi che devono essere contestualmente presenti, ai fini dell'individuazione di un organismo di diritto pubblico: la personalità giuridica, la sottoposizione ad influenza pubblica dominante e l’istituzione in vista del soddisfacimento di bisogni di interesse generale non aventi carattere industriale o commerciale.
Infine, la lezione si sofferma sulla distinzione tra l'organismo pubblico e l'impresa pubblica.
La presente lezione individua i diversi tipi di enti pubblici e la loro classificazione in base alla normativa. La disamina si sofferma su Stato, enti territoriali ed in particolare sugli enti pubblici economici.
In ultima analisi, la lezione tratta la costituzione, la modificazione e l'estinzione degli enti pubblici, con gli opportuni riferimenti normativi.
La presente lezione esamina il fenomeno dell'esercizio di funzioni pubbliche da parte di privati.
La disamina parte dalla definizione di esercizio privato di funzioni pubbliche, poi accenna al dibattito dottrinale circa la sua natura giuridica. Dopodichè si passa alle cause del fenomeno, ai caratteri ed infine al regime giuridico degli atti compiuti nell'esercizio privato delle pubbliche funzioni.
La presente lezione esamina la relazione esistente tra la funzione amministrativa e i poteri pubblici, esaminando in primo luogo la nuova nozione di potere pubblico, nonché il superamento della tradizionale coincidenza tra funzione amministrativa e potere pubblico.
Fenomeno, quest'ultimo, che ha condotto ad un diverso bilanciamento tra interesse pubblico ed interesse privato ed una nuova interpretazione dei rapporti intercorrenti tra P.A. e cittadini.
In ultima analisi, la lezione si sofferma sulla ricostruzione della nozione di interesse legittimo alla luce dell'orientamento del Consiglio di Stato: la sua nuova matrice, dinamica e relazionale, ne impone la qualificazione in termini di pretesa ad un’azione non solo formalmente legittima, ma anche sostanzialmente corretta nell’esercizio del potere pubblico.
La presente lezione incentra il focus sulla nozione di attività amministrativa. Ai fini della qualificazione come attività amministrativa, sono cumulativamente individuabili due elementi, uno di carattere formale/soggettivo (differenziazione che vale inoltre a distinguere l'attività amministrativa dall'attività politica) ed uno di carattere sostanziale/oggettivo.
Successivamente, si passa ad una trattazione didascalica dei principali criteri di classificazione adottati.
La presente lezione delinea i principi nazionali che connotano l'attività amministrativa: legalità, imparzialità, buon andamento, trasparenza e proporzionalità.
Un particolare rilievo è dato al principio di legalità, dato il ruolo centrale di garanzia e tutela del cittadino di fronte al rischio dell’esercizio non corretto e arbitrario del potere pubblico, fattore essenziale di garanzia del cittadino in uno Stato di diritto.
Si passa poi alla disamina del principio di imparzialità: il combinato disposto degli artt. 3 e 97 Cost. disegna un preciso obbligo per la P.A. di svolgere la propria attività nel pieno rispetto della giustizia, evitando ogni discriminazione e arbitrio nell’attuazione dell’interesse pubblico.
Quanto al principio di buon andamento, esso ha fondamento nell’art. 97, comma 2 Cost. e attiene non solo all’organizzazione ma anche all’azione amministrativa. Esso va letto congiuntamente al principio di legalità e di imparzialità, integrando entrambi i princìpi.
La disamina prosegue con il principio di trasparenza, il quale sancisce il diritto fondamentale ad essere informati, a conoscere, ad avere notizia sull’organizzazione e sull’azione amministrativa.
Infine, la lezione si conclude con il principio di proporzionalità, riportando un estratto del Cons. Stato sez. V, sent. depositata il 20 febbraio 2017, la quale richiama quanto già espresso con sentenza del Cons. Stato Sez. IV, sentenza 22 maggio 2013 n. 964).
La lezioni in questione esamina i due principali principi introdotti dall'UE: la sussidiarietà e l'affidamento.
Il principio del legittimo affidamento rappresenta un principio di tutela dell’aspettativa di stabilità alla legittimità per il privato del provvedimento favorevole. In particolare, la disamina si sofferma sulle conseguenze applicative scaturenti dall'adozione di un termine rigido o elastico ai fini dell'affidamento.
Per il principio di sussidiarietà, invece, la Comunità interviene se e nella misura in cui gli obiettivi dell'azione prevista non possono essere sufficientemente realizzati dagli Stati membri e possono dunque, a motivo delle dimensioni o degli effetti dell'azione in questione, essere realizzati meglio a livello comunitario.
La lezione in esame tratta il tema degli strumenti di semplificazione amministrativa, evidenziando gli interventi più significativi in materia quali il Decreto Legge “Semplificazioni” 16 luglio 2020, n. 76 e il Decreto Semplificazioni bis 77/2021 e, successivamente, passando alla disamina dei profili generali della semplificazione amministrativa.
La trattazione prosegue con i più importanti istituti generali di semplificazione del procedimento amministrativo regolati dalla L. 241/1990 ed i principi fondamentali cui la semplificazione si ricollega.
In ultima analisi, qualche cenno è dedicato alle più importanti pronunce giurisprudenziali in materia.
La presente lezione tratta le principali fonti del diritto amministrativo: i regolamenti e gli Statuti.
Dopo una prima disamina riservata alle fonti primarie, la trattazione si sofferma sulle fonti secondarie: collocazione gerachica, forza normativa, natura giuridica.
Particolare attenzione è data alla differenze e analogie tra le fonti normative secondarie e gli atti amministrativi generali, con le conseguenze pratiche sul piano del regime giuridico, della disciplina applicabile e della relativa tutela processuale.
La trattazione prosegue e si conclude con la disamina delle due più importanti fonti secondarie: i regolamenti e gli Statuti, estrinsecazione della potestà normativa della P.A.
La presente lezione analizza nello specifico i regolamenti ed il controllo del G.A.
Nella prima parte, la lezione si sofferma sulla nozione di regolamento amministrativo, i suoi caratteri, la natura giuridica ed i criteri di distinzione rispetto alla categoria degli atti amministrativi generali.
Si evidenzia, inoltre, la differenza di disciplina giuridica tra regolamenti e atti amministrativi generali.
Si passa, poi, alla distinzione tra regolamenti interni ed esterni ed alla classificazione tipologica (regolamenti esecutivi, di attuazione e integrazione, indipendenti, di organizzazione, di delegificazione).
Infine, brevi cenni sono dedicati alla potestà regolamentare statale ed al suo raccordo con la potestà regolamentare delle Regioni.
Nella seconda parte, la lezione si sofferma sulla tutela giurisdizionale, e, successivamente, sulla distinzione tra i cd. regolamenti volizione-azione e volizione-preliminare. Si passa poi al tema della disapplicazione e, in ultima analisi, a quello dei cd. controinteressati.
La presente lezione affronta il tema delle ordinanze di necessità e urgenza, con particolare riguardo ai poteri extra ordinem del Sindaco. La disamina si apre con la nozione, i caratteri e il dibattito dottrinale e giurisprudenziale circa la natura giuridica delle ordinanze contingibili ed urgenti. I principali riferimenti normativi sono individuati negli artt. 50 e 54 del TUEL.
Brevi cenni, infine, sono dedicati ad alcune pronunce giurisprudenziali sul tema, in particolare Corte con sentenza n. 115/2011, ma anche le sentenze del Tar Napoli, sez. V, n. 1153 del 2020 e del Tar Bari, sez. III, 22 maggio 2020, n. 733.
La presente lezione affronta il tema della digitalizzazione nella P.A., evidenziando le principali tappe evolutive del fenomeno.
La disamina affronta quindi il percorso storico-evolutivo della digitalizzazione dell’attività amministrativa in Italia, attraverso l’osservazione degli interventi riformatori susseguitisi a partire dalla L. 241/1990 prima, proseguendo attraverso il D. Lgs. 7 marzo 2005, n. 82 , con cui viene introdotto il primo Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), modificato in attuazione della legge delega n. 124/2015 e, da ultimo, inciso dal recentissimo intervento riformatore, noto come D.L. Semplificazioni (D.L. 76/2020).
La presente lezione si sofferma sulla analisi del Codice dell’Amministrazione Digitale (da ora CAD), adottato con D.lgs. 7 marzo 2005, n. 82.
Successivamente, si passa alla trattazione della struttura e disciplina del CAD, nonché dei principali interventi modificativi rispetto al CAD ed ai vari strumenti di cui si avvale la PA digitale.
La presente lezione analizza il fenomeno della digitalizzazione della P.A. e le sue principali tappe evolutive.
La disamina affronta il percorso storico - evolutivo della digitalizzazione dell’attività amministrativa in Italia, attraverso l’osservazione degli interventi riformatori susseguitisi a partire dalla L. 241/1990 prima, proseguendo attraverso il D. Lgs. 7 marzo 2005, n. 82, con cui viene introdotto il primo Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), modificato in attuazione della Legge delega n. 124/2015 e, da ultimo, inciso dal recentissimo intervento riformatore, noto come D.L. Semplificazioni (D.L. 76/2020).
La lezione in esame analizza le funzioni e le responsabilità del Responsabile per la Transizione Digitale (RTD).
Particolare attenzione è data alla normativa che ha dato impulso all'introduzione della figura del RTD. Alcuni cenni sono poi dedicati al Piano triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione, il documento di indirizzo strategico sulla trasformazione digitale del Paese sullo sviluppo dei sistemi informativi delle PA. L'analisi si sposta poi sull'art. 17 del CAD, disciplinante le funzioni del RTD.
La disamina prosegue evidenziando l'importanza della collaborazione del RTD con alcune figure rilevanti nell’ambito del processo di digitalizzazione e riorganizzazione degli enti.
La presente lezione affronta il tema del potere amministrativo, individuando la sua nozione ed i principi generali in materia.
Si passa poi alla disamina dei princìpi che regolano l'attività amministrativa e, in ultima analisi, alla fondamentale distinzione tra attività amministrativa vincolata e attività amministrativa discrezionale.
La presente lezione tratta il tema della discrezionalità amministrativa, analizzando la sua nozione, il suo oggetto e la sua scansione in due momenti: quello del giudizio e quello della scelta.
La trattazione prosegue con l'analisi del concetto di merito amministrativo, riguardante le valutazioni in concreto perpetrate dalla P.A., l’opportunità del provvedimento stesso.
Alcuni cenni sono dedicati, inoltre, all'utilizzazione della distinzione tra attività discrezionale e attività vincolata quale criterio utile ai fini del riparto di giurisdizione.
La disamina prosegue e si conclude con la distinzione della discrezionalità amministrativa rispetto alla discrezionalità tecnica e mista. Un breve cenno è, infine, dedicato all' accertamento tecnico.
La lezione affronta il tema della discrezionalità tecnica, partendo dalla sua definizione e mettendo in evidenza gli elementi di differeziazione rispetto alla discrezionalità amministrativa. Un'ulteriore distinzione si pone rispetto alla cd. discrezionalità mista e all'accertamento tecnico.
La disamina si sofferma, poi, in particolare, sul modo con cui la discrezionalità tecnica può essere sindacata in sede giurisdizionale e sulla distinzione tra sindacato cd. forte (o sostitutivo) e sindacato cd. debole (o non sostitutivo).
La presente lezione affronta l'ampio tema dell'interesse legittimo, sviluppando la sua definizione, le classificazioni delineate in dottrina, nonché la sua tutela giurisdizionale.
Si evidenzia la distinzione tra diritto soggettivo e interesse legittimo, nonchè l'impostazione teorica offerta dalla cd. teoria normativa. Si passa poi al tema della risarcibilità degli interessi legittimi alla luce della storia sentenza delle S.U. n. 500/1999.
La disamina prosegue con le principali classificazioni in materia di interessi legittimi: diritti risolutivamente / sospensivamente condizionati; interessi pretensivi / interessi oppositivi; interessi partecipativi / interessi procedimentali.
Si prosegue, poi, con le tutele giurisdizionali: da un giudizio sull'atto a un giudizio sul rapporto. SI evidenzia la effettività e pienezza della tutela giurisdizionale, nonché l'ammissibilità in via generale dell' azione di accertamento, sganciata dall'azione di annullamento del provvedimento.
In ultima analisi, si sottolinea la devoluzione degli interessi legittimi alla cognizione del G.A., alla luce dell'art. 7 del C.p.a.
La presente lezione tratta il tema degli interessi collettivi e diffusi, partendo dalla loro definizione e natura giuridica. La trattazione si sposta poi sul problema della qualificazione e della personalizzazione degli interessi super-individuali e sulla relativa tutela giurisdizionale.
La lezione in oggetto verte sulla class action contro la P.A., ovvero l'azione collettiva contro le inefficienze delle Amministrazioni e dei concessionari di pubblici servizi, introdotta con la Legge delega del 4 marzo 2009, n. 15.
Alcuni cenni, poi, sulla tutela giurisdizionale, sui legittimati all'azione e sulla causa petendi, individuata nella lesione diretta, concreta e attuale di “interessi giuridicamente rilevanti ed omogenei per una pluralità di utenti”, in virtù della natura soggettiva della giurisdizione amministrativa.
La disamina prosegue con alcune pronunce del Consiglio di Stato (Consiglio di Stato, V sezione, sent. n. 7493/2022 e sent. n. 7704/2024) e le principali applicazioni della class action.
La presente lezione esamina l'architettura pluralistica della P.A. e, di conseguenza, i rapporti sussistenti tra il centro e la periferia dell'organizzazione amministrativa.
La disamina si sofferma sui principali soggetti (Stato ed enti pubblici), dotati ciascuno di una specifica competenza, riconducibili alla nozione di P.A. in quanto affidatari di un interesse pubblico.
Sono successivamente menzionati i principi costituzionali che informano l'organizzazione della P.A.: gli artt. 1, 5, 28, 95, co. 3, e 97, co. 2, 114, 117 co. 2 lett. m, 118 co. 1 e ult. co., 120.
La trattazione si sposta, poi, sui due modelli generali dell' accentramento e del decentramento, nonché sui caratteri del peculiare regime giuridico degli enti pubblici: autarchia, autotutela, autonomia, autogoverno.
Si passa, inoltre, alla disamina della struttura interna degli enti pubblici, evidenziando la distinzione tra attribuzione e competenza (comprese le regole di riparto) e tra rapporto organico e rapporto di servizio.
Qualche cenno è dedicato agli istituti che determinano uno spostamento nell'esercizio delle competenze, senza incidere sulla loro titolarità: avocazione, sostituzione e delega.
Infine, un ultimo cenno ad un'ipotesi tipica di acompetenza: il funzionario di fatto. Si tratta di un soggetto che esercita potestà pubbliche in assenza di una valida investitura all’ufficio cui appartengono le funzioni “di fatto” esercitate.
La presente lezione tratta gli enti pubblici territoriali, fornendo una visione sintetica delle loro funzioni e competenze. La disamina si sofferma sulle disposizioni costituzionali che riconoscono e disciplinano gli enti territoriali e sulla L. cost. 3/2001, di riforma del Titolo V, Parte II, della Costituzione.
Si evidenzia il rilievo dell'art. 5 Cost., il quale consacra il principio del pluralismo autonomistico in due distinte accezioni (burocratico e autarchico).
La lezione prosegue, poi, con l'individuazione delle caratteristiche e funzioni delle Regioni e con il riparto di competenze alla luce del nuovo art. 117 Cost.
Particolare menzione è infine dedicata all'art. 118 Cost., il quale consacra il criterio di “ragionevole elasticità” nell’allocazione delle funzioni amministrative, nonché le forme di coordinamento tra Stato e Regioni.
In ultima analisi. la trattazione si sofferma sulle autonomie locali (Comuni, Province e Città Metropolitane), la cui principale fonte normativa è rappresentata dal D.Lgs. 18-8-2000, n. 267 (T.U. degli Enti Locali).
La presente lezione tratta il tema il principio di sussidiarietà, in senso verticale e orizzontale, così come disciplinato all'art. 118 Cost.
La sussidiarietà verticale indica il carattere sussidiario dell’azione degli enti centrali rispetto alle articolazioni periferiche più vicine ai cittadini, nel senso che i primi devono intervenire solo laddove si riveli insufficiente o inadeguata l’azione delle seconde.
Il principio di sussidiarietà orizzontale, invece, è sancito dall’art. 118, co. 4 Cost., ai sensi del quale: “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”.
La disamina prosegue con l'analisi della correlazione sussistente tra il principio di sussidiarietà orizzontale e gli enti del Terzo settore, i quali operano al fine di sostenere l’autonoma iniziativa dei cittadini che concorrono al perseguimento del bene comune.
In ultima analisi, brevi cenni sono dedicati al nuovo modello collaborativo ispirato al concetto di Amministrazione condivisa ed alla sussidiarietà orizzontale nel nuovo Codice dei Contratti pubblici (D.lgs. 31 marzo 2023 n. 36).
La presente lezione affronta il tema della struttura organizzativa della P.A., partendo dalla fondamentale distinzione tra organo e ufficio e individuando i rispettivi elementi essenziali, nonché gli aspetti funzionali e strutturali.
La trattazione prosegue con la descrizione di una plausibile classificazione degli organi (e degli uffici) secondo vari criteri.
Particolare attenzione, infine, è dedicata alle relazioni tra la P.A. e le persone fisiche che operano per essa: il rapporto organico ed il rapporto di servizio.
La presente lezione esamina le relazioni organizzative e i rapporti di servizio all'interno della P.A., con particolare riguardo ai rapporti di gerarchia e direzione.
In primo luogo, si evidenzia la distinzione tra relazioni cd. interorganiche (intercorrenti fra organi) e cd. intersoggettive (intercorrenti fra enti). Nell'ambito delle relazioni interorganiche, si distinguono due categorie: i rapporti di sovra-sotto-ordinazione e i rapporti di equiordinazione.
All'interno dei rapporti di sovra-sottordinazione, si distinguono la cd. gerarchia in senso stretto, corrispondente a quella della tradizione, e la cd. gerarchia in senso lato, la quale rappresenta la relazione interorganica di gran lunga più ricorrente nella P.A. contemporanea.
La disamina prosegue con la descrizione dei caratteri delle due tipologie di gerarchia succitate e dei più importanti poteri spettanti all'organi sovraordinato.
La presente lezione esamina le principali tappe dell'evoluzione normativa seguita nel pubblico impiego, dall'Ottocento ad oggi.
Originariamente il rapporto di pubblico impiego eta considerato rapporto di diritto privato (locatio operis), sebbene assoggettato ad una disciplina di diritto civile speciale.
Successivamente, si assiste ad una progressiva accentuazione delle differenze tra lavoro pubblico e privato, con il graduale avvento di una concezione pubblicistica.
Negli anni 90, si vede un mutamento del lavoro pubblico e si assiste alla cd. contrattualizzazione del pubblico impiego, ad opera prima del D.lgs. 29/1993 e portata poi a compimento con il D.lgs. 165/2001 (c.d. Testo Unico del Pubblico Impiego).
La cd. Riforma Madia ha, mutato nuovamente indirizzo, riaffermando il principio di libera contrattazione, salvo espresso divieto normativo.
La presente lezione verte sul tema della dirigenza pubblica, così come disciplinata nell'ordinamento italiano. Essa apre la disamina soffermandosi, in primo luogo, sulla fondamentale distinzione tra la sfera politica e quella amministrativa.
Si evidenzia, inoltre, la rilevanza della complementarietà delle due funzioni, tra le quali è indispensabile un momento di raccordo e collaborazione, secondo un rapporto non più gerarchico, ma di direzione.
La disamina prosegue, poi, con l'analisi della responsabilità dirigenziale nella P.A. e con la definizione dei compiti e dei poteri delle figure dirigenziali apicali ex art. 16, comma 5 del D.lgs. 165/2001.
La trattazione prosegue, poi, con l'analisi dei poteri organizzativi e gestionali dei dirigenti, articolazione e incarichi dirigenziali, con relative modalità di conferimento e valutazione.
Brevi cenni, in ultima analisi, sono dedicati al meccanismo dello spoil system ed alle criticità che lo stesso presenta.
La presente lezione affronta il tema dei controlli nella P.A., individuando in primo luogo nozione e carattere dei controlli.
In particolare, la disamina verte sui controlli sugli atti, sulle distinzioni e sulle classificazioni.
Si passa poi all'esame di alcune questioni processuali: la decorrenza dei termini per l’impugnazione dell’atto soggetto a controllo; l'impugnazione dell’atto di controllo.
La trattazione si conclude, infine, con l'esame dell' impugnazione dell'atto negativo di controllo e dei vari orientamenti a riguardo.
La lezione in oggetto tratta l'istituto dell'accesso, disciplinato dagli artt. 22 e seguenti della L. 7 agosto 1990, n. 241, c.d. Legge sul procedimento amministrativo.
La trattazione si apre con la definizione di accesso documentale, nonché dei soggetti interessati e controinteressati, di documento amministrativo, di interesse giuridicamente rilevante.
Si passa, poi, alla specificazione del concetto di dati personali, categoria all'interno della quale si distinguono i dati cd. sensibili, sensibilissimi e giudiziari.
Si evidenziano, inoltre, i limiti all'accesso, quando vengono in considerazione i dati cd. “sensibili” o “sensibilissimi” di soggetti terzi, nonché il necessario bilanciamento con la riservatezza ai sensi dell'art. 60 del D. Lgs. n. 196/2003 (Codice materia di protezione dei dati personali).
La disamina prosegue, poi, con il tema della trasparenza amministrativa ex D.lgs. n. 33/2013), disciplinante, tra l'altro, il diritto di accesso civico cd. semplice e generalizzato. Si evidenziano, inoltre, riepilogando, le fondamentali differenze tra le tre tipologie di accesso: accesso documentale, accesso civico semplice, accesso civico generalizzato (o universale).
In ultima analisi, la lezione menziona i casi di esclusione del diritto d'accesso ex art. 24 della L. n. 241/1990.
La presente lezione esamina la struttura del procedimento amministrativo, nonché i princìpi previsti nella L. 241/1990 (imparzialità, trasparenza, pubblicità, efficacia, economicità, nonché i princìpi comunitari).
La trattazione prosegue, poi, e si conclude con l'analisi delle fasi del procedimento amministrativo: iniziativa, istruttoria, decisoria, interativa dell'efficacia (eventuale).
La presente lezione affronta la disamina di una importante figura: il responsabile del procedimento amministrativo, disciplinata dalla L. 241/1990, più volte integrata e modificata, in ultimo con la L. n. 120/2020 (Semplificazione e innovazione digitale).
Gli artt. 4 e 5 evidenziano le funzioni del responsabile del procedimento; l'art. 6 disciplina i compiti e l'art. 6 bis tratta, nello specifico, il conflitto di interessi.
Successivamente, la trattazione si sposta sulle differenti tipologie di deleghe, dando spazio alla posizione della giurisprudenza della Corte di Cassazione e del Consiglio di Stato sul punto.
La presente lezione affronta il tema delle modalità e forme attraverso cui l'ordinamento consente la partecipazione dei cittadini al procedimento amministrativo.
La L. n. 241/1990, c.d. Legge sul procedimento amministrativo, stabilisce la necessità di garantire una disciplina concernente la partecipazione al procedimento amministrativo dei portatori di interessi pubblici o privati.
La ratio dell'istituto in esame si ravvisa nell'esigenza di assicurare, da una parte, una difesa del destinatario e, dall’altra, la collaborazione.
La disamina si sofferma sull'istituto della comunicazione di avvio del procedimento e sulle sue deroghe, di matrice legislativa e giurisprudenziale, nonché sulla comunicazione dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza ex art. 10-bis della L. 241/1990.
La trattazione dedica, inoltre, brevi cenni all’art. 10, che configura il c.d. accesso procedimentale, con il quale i destinatari divengono partecipanti attivi al procedimento, con la possibilità di esercitare il diritto di prendere visione degli atti del procedimento e di presentare memorie scritte e documenti.
Un cenno è poi dedicato alle proposte ed osservazioni ex art. 11 della L. 241/1990 e, in ultima analisi, all' obbligo di motivazione ex art. 3 della L. 241/1990.
La lezione in esame analizza l'istituto della conferenza di servizi, sul piano strutturale e funzionale.
La trattazione individua innanzitutto il quadro normativo di riferimento ed i princìpi di semplificazione ed efficienza, nonché la logica collaborativa cui si ispira l'intera disciplina.
La disamina prosegue con la natura giuridica della conferenza di servizi secondo le due opposte tesi sostenute da dottrina e giurisprudenza.
Ampio spazio è, poi, dedicato ai criteri di classificazione impiegati per distinguere diverse tipologie di conferenza: in base alla funzione (conferenza istruttoria, decisoria, pre-decisoria e ambientale) ed in base alle modalità di svolgimento (conferenza in forma semplificata e in forma simultanea).
La presente lezione esamina il silenzio amministrativo. Il silenzio significativo è quello in cui la norma qualifica il comportamento inerte dell’Amministrazione, protrattosi oltre un certo termine, come equivalente ad un provvedimento a contenuto positivo (silenzio-accoglimento) o negativo (silenzio-diniego).
Si parla, invece, di silenzio non significativo quando l’ordinamento giuridico non attribuisce alcuna qualificazione specifica all’inerzia della P.A., conferendo a quest’ultima il significato di comportamento meramente omissivo (silenzio-inadempimento).
La disamina, infine, si sofferma sulle tutele giurisdizionali ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a.
La presente lezione esamina l'istituto della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) ex art. 19 della L. 241/1990.
La ratio sottesa alla SCIA è quella della liberalizzazione di determinate attività economiche private, il cui esercizio è quindi sottratto ad un regime di preventivo assenso amministrativo, essendo consentito direttamente per effetto della dichiarazione con cui il privato (dichiarazione o segnalazione) attesta la sussistenza dei presupposti prescritti dalla legge.
Somo messe in evidenza anche le cause di esclusione della SCIA previste dall'art. 19 della L. 241/1990, nonché la natura giuridica di quest'ultima.
La disamina si conclude con la tutela del terzo, in conformità al diritto costituzionalmente garantito della difesa ex art. 24 Cost., e in particolare con la questione del termine entro il quale il terzo possa sollecitare i poteri inibitori.
La presente lezione esamina la nozione e i caratteri del provvedimento amministrativo.
La concezione di provvedimento fatta propria dalla dottrina liberale di matrice ottocentesca, basata su una sostanziale identificazione tra attività della P.A. e atto amministrativo, col tempo cede il passo ad un superamento di tale sovrapposizione.
Si giunge, così, alla piena autonomia dogmatico-giuridica dell’atto amministrativo rispetto all’attività dell’Amministrazione.
La lezione procede con la disamina dei caratteri del provvedimento amministrativo: unilateralità; tipicità e nominatività; imperatività/autoritarietà; inoppugnabilità; efficacia ed esecutività.
La presente lezione tratta l'importante tema della invalidità del provvedimento amministrativo, attraverso l'analisi dei principali stati patologici della nullità, e dell'annullabilità, con un cenno alla controversa categoria dell'inesistenza.
La disamina si apre con la trattazione delle varie tipologie di nullità: testuali, strutturali, per violazione o elusione del giudicato, per difetto assoluto di attribuzione.
Si passa, successivamente, all'esame dell'annullabilità ex art. 21 octies della L. 241/1990, nelle tre categorie: incompetenza, violazione di legge e eccesso di potere.
Infine, la lezione si conclude con un breve esame dell'art. 21 octies, comma 2, L. 241/1990, in ordine ai vizi non invalidanti il provvedimento amministrativo.
La lezione in esame verte sul tema dell'autotutela amministrativa. Brevi cenni sono dedicati alla nozione e alle tipologie di autotutela.
La trattazione prosegue con la disamina della revoca in autotutela ex art. 21 quinquies della L. 241/1990 e dell'annullamento d'ufficio ex art. 21 nonies della L. 241/1990.
La lezione si conclude con l'analisi dei provvedimenti a contenuto conservativo: convalida, sanatoria, conversione, riforma, rettifica e conferma, provvedimenti generalmente definiti "atti di convalescenza".
La presente lezione affronta il tema degli accordi tra P.A. e privati, il quale segna il passaggio dal tradizionale esercizio solitario e autoritario del potere ad una modalità di esercizio in forma consensuale e condivisa, che prevede una collaborazione tra Amministrazione e amministrati.
Gli accordi realizzano altresì esigenze di semplificazione e accelerazione del procedimento amministrativo e, quindi, di economicità ed efficienza dell’azione amministrativa (art. 97 Cost. e L. 241/1990).
Esso, inoltre, svolge un’importante funzione di prevenzione del contenzioso.
La disamina prosegue con l'analisi degli accordi ex art. 11 della L. 241/1990, i cd. accordi procedimentali e sostitutivi del provvedimento finale.
La lezione in esame tratta il tema dei contratti pubblici, in particolare i princìpi generali che regolano la materia, l'autonomia contrattuale della P.A. e i limiti normativi.
Particolare rilievo è dato alla riforma culminata con il nuovo Codice di cui al D.Lgs. 36/2023, attuativo della delega conferita dall’art. 1 della L. 78/2022, i cui capisaldi sono dati dal rispetto dei princìpi generali, dalla certezza dei tempi dell'azione amministrativa, dal controllo rigoroso sulla discrezionalità amministrativa in sede giurisdizionale, dalla responsabilità e affidamento, dalla trasparenza e dalla digitalizzazione delle procedure, corollario della prima.
La lezione si conclude con una breve disamina dei principali princìpi ispiratori della riforma della contrattualistica pubblica, ovvero risultato, fiducia e accesso al mercato.
La presente lezione affronta il tema dell'evidenza pubblica, soffermandosi sulle tre fasi della gara: decisione a contrarre, bando e aggiudicazione.
L’art. 17 D.Lgs. 36/2023 sostituisce la determinazione a contrarre con la decisione di contrarre (l'impiego del nuovo verbo "decidere" sembra esprimere una maggiore responsabilizzazione del dirigente che avvia la procedura di affidamento dei contratti pubblici).
Lo stesso art. 17 del nuovo Codice implica una ridefinizione del ruolo del RUP e novità in tema di affidamento diretto.
Quanto all'affidamento diretto, la decisione a contrarre individua l’oggetto, l’importo, il contraente, unitamente alle ragioni della scelta.
La trattazione prosegue con la disamina della nozione, degli aspetti procedurali, nonché della ratio che informa il bando, la proposta di aggiudicazione e l'aggiudicazione quale momento conclusivo della fase pubblicistica.
La lezione in esame tratta l'importante tema della responsabilità civile della P.A. per lesione di diritti soggettivi e interessi legittimi. La trattazione si apre con il suo fondamento costituzionale, fino alla svolta della pronuncia delle SS.UU. n. 500/1999.
Con sentenza n. 500/1999, le SS.UU. hanno quindi affermato la responsabilità civile della P.A., riconducendola al paradigma dell'illecito aquiliano di cui all’art. 2043 c.c. e segnando, in tal modo, la tesi maggioritaria sul tema.
La lezione in oggetto tratta sinteticamente una particolare forma di responsabilità amministrativa: la responsabilità contabile.
Si evidenzia la nozione di responsabilità contabile, nonché i soggetti che incorrono nella stessa, noti come "agenti contabili". Si procede all'accertamento di essa dinnanzi alla Corte dei Conti, tramite processo giurisdizionale con finalità risarcitorie.
Dopo un breve inquadramento, la lezione elenca le caratteristiche generali proprie della responsabilità per danni all'Erario dello Stato.
La presente lezione affronta la prima parte relativa all'ambiente e al diritto ambientale, delineando in primo luogo la triplice dimensione in cui si sviluppa tale tematica: pubblica, personale e sociale.
Successivamente, la trattazione si sofferma sui princìpi in materia ambientale di cui al D.lgs. 152/2006 (cd. Testo Unico Ambientale, aggiornato al 22/11/2025), conformi agli artt. 9 e 32 Cost.: il principio dell'azione ambientale, il principio dello sviluppo sostenibile e infine di sussidiarietà e leale collaborazione.
La disamina passa poi all'analisi della tutela degli interessi diffusi e della tutela dei diritti soggettivi dei singoli offerta dagli artt. 844 e 2043 c.c..
Infine, un breve cenno è dedicato al recentissimo intervento normativo in materia ambientale, ovvero il Decreto‑legge 8 agosto 2025, n. 116 → Legge 3 ottobre 2025, n. 147 (cd. decreto “Terra dei Fuochi” / riforma 2025).
La presente lezione affronta la seconda parte del tema "ambiente e diritto ambientale", partendo dalla definizione di danno ambientale offerta dall'art 300 del TUA.
Successivamente, la lezione si sposta sul problema di chi debba rispondere del danno ambientale, che trova una chiara risposta nella regola "chi inquina paga" e sul concetto di solidarietà tra i responsabili.
La trattazione si sofferma poi sulla responsabilità in materia di danno ambientale nel diritto italiano, trattato principalmente come una responsabilità oggettiva, anziché soggettiva, soprattutto quando è imputabile a soggetti che svolgono attività professionali specificatamente legate all’ambiente.
In un'ultima analisi, si passa alla disamina del principio di precauzione ex art. 301 TUA e delle misure di prevenzione ex art. 302 TUA.
La lezione in oggetto verte sulla terza e ultima parte del tema "ambiente e diritto ambientale", con focalizzazione sulle due principali forme di risarcimento del danno: la reintegrazione in forma specifica (artt. 313 e 314 TUA) e la reintegrazione in forma generica.
Si passa successivamente all'esame dei vari tipi di risarcimento e riparazione del danno: primaria, complementare e compensativa.
Quanto alla reintegrazione in forma generica, una breve disamina è dedicata ai criteri di calcolo del risarcimento del danno.
In ultima analisi, la lezione si sofferma sulla transazione sul danno ambientale (art. 306 bis TUA) tra il responsabile del danno e il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, intesa quale via alternativa alla risoluzione giudiziale.
La lezione in oggetto tratta l'istituto dell'espropriazione per pubblica utilità, partendo dal fondamento costituzionale ex art. 42 Cost. e dalle garanzie (riserva di legge, indennizzo a compensazione del sacrificio subito dal privato, sussistenza di pubblico interesse).
La lezione prosegue, poi, con l'analisi e il commento degli artt. 32, 33, 34 TU.Es., a proposito dell'indennizzo, espropriazione parziale di un bene unitario e soggetti legittimati a ricevere l'indennità di esproprio.
L'art. 8 TU.Es. disciplina invece il procedimento espropriativo, mentre l'art. 13 TU.Es. verte sulla dichiarazione di pubblica utilità.
In particolare, L’art. 42-bis del T.U.Es. prevede una forma semplificata di espropriazione nel caso di utilizzazione senza titolo di un bene per scopi di interesse pubblico.
La disamina prosegue con il tema della riconducibilità della cessione volontaria dell'immobile al genus dei contratti ad oggetto pubblico.
In particolare, le principali sentenze del Consiglio di Stato confermano come la disciplina del procedimento espropriativo ex art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001 non contempli la rinuncia abdicativa.
La lezione in esame affronta il tema relativo alle Autorità amministrative indipendenti, in relazione a natura giuridica, funzioni e poteri.
Si tratta di enti pubblici peculiari, in quanto indipendenti dal Governo ed estranei al circuito di responsabilità politica e democratica.
La trattazione si sofferma sugli aspetti oggettivo-funzionali, evidenziando le funzioni giusdicenti delle Authorities (normative, regolatorie, di vigilanza, controllo e monitoraggio, di accertamento, di risoluzione dei conflitti e sanzionatorie). Si individuano, inoltre, i tratti comuni alle Autorità indipendenti che ne consentano una trattazione unitaria.
La disamina prosegue con le criticità rilevate a seguito dei dubbi circa la compatibilità delle Authorities con il nostro sistema costituzionale: si tratta, infatti, di enti che costituiscono una deroga al principio di separazione dei poteri, in quanto svolgono al contempo funzioni amministrative, normative e giusdicenti. Vi sono, tuttavia, diverse disposizioni della Carta fondamentale che costituiscono il fondamento costituzionale delle A.I.
Successivamente, la lezione tratta la questione della natura giuridica delle Autorità indipendenti e della loro collocazione nell'ambito dell'ordinamento.
La giurisprudenza amministrativa ha affermato che il deficit di legittimazione democratica è colmato mediante il rafforzamento delle garanzie procedimentali di partecipazione e contraddittorio e dalla possibilità di un sindacato giurisdizionale pieno, ancorché non sostitutivo, sugli atti regolamentari delle Autorità.
In ultima analisi, la lezione affronta il tema della cd. teoria dei poteri impliciti, secondo cui l’Amministrazione potrebbe esercitare non solo poteri espressamente attribuiti dalla legge, ma anche poteri impliciti, non direttamente previsti dalla legge, ma strumentali al raggiungimento del fine predeterminato.
La lezione in esame tratta i servizi pubblici locali, partendo da nozione, inquadramento e riferimenti normativi.
Si evidenzia la distinzione tra servizi finali e servizi strumentali, nonché il fondamento costituzionale dei servizi pubblici agli artt. 43, 118, 41 comma 3 Cost.
La disamina si sofferma, poi, sull'incidenza del diritto comunitario sulla nuova concezione oggettivistica dei servizi pubblici locali, cui segue l'affermarsi del principio di sussidiarietà ex art. 118 Cost., ripresa anche dal Consiglio di Stato con sent. n. 1555/2009.
Sulla scia dell’ordinamento eurounitario, si parla oggi di servizi di interesse economico generale (SIEG) e della più ampia categoria dei servizi di interesse generale (SIG).
La lezione poi tratta l'aspetto relativo alla tutela degli utenti nei servizi pubblici locali offerta dalla Carta dei servizi.
In ultima analisi, si passa al progetto di riforma dei servizi pubblici locali e, infine, alle scelte gestionali delle Amministrazioni in tema di servizi pubblici locali ai sensi dell'art. 113 TUEL: ricorso al mercato, il partenariato pubblico e l’affidamento in house.
Una breve menzione è dedicata alla sent. Corte Cost. n. 272/2004, che ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l'art. 113 bis TUEL per violazione della competenza esclusiva regionale.
La lezione in esame delinea un breve excursus storico che ha segnato la giustizia amministrativa. La trattazione parte dall'istituzione della IV sezione del Consiglio di Stato, con una sommaria esposizione delle caratteristiche del contenzioso amministrativo.
Con la L.638/1907 si assiste, poi, all'istituzione della V sezione, importante tappa dell'evoluzione legislativa con cui si pose la questione di un “riparto di giurisdizione” in senso stretto tra il giudice civile e il nuovo complesso di giustizia amministrativa.
La lezione prosegue con la disamina della fase di riforma del 1923 ed il Testo Unico del 26 giugno 1924, per poi passare all'avvento della Costituzione repubblicana del 1948 e all'istituzione della VI sezione.
In ultima analisi, la trattazione si chiude con la questione relativa alla ricerca del criterio di riparto tra petitum formale o causa petendi, sviluppando le due differenti interpretazioni della Suprema Corte e del Consiglio di Stato e consacrando, infine, il principio della causa petendi quale criterio unico di riparto.
La lezione in oggetto tratta i ricorsi amministrativi (nozione, classificazione e procedura).
Si evidenzia la ratio propria dei ricorsi amministrativi, informata al principio dell'economia dei mezzi giuridici, poiché evita il ricorso a mezzi giurisdizionali.
Si evidenzia, inoltre, la natura amministrativa dei "rimedi giustiziali", non assimilabile alla funzione giurisdizionale in senso stretto, nonché la differenza circa l´efficacia delle decisioni: le decisioni su ricorsi amministrativi non sono sentenze, ma provvedimenti amministrativi disapplicabili da parte del G.O.; esse, inoltre, non acquisiscono la forza di giudicato e, di conseguenza, non possono avere esecuzione attraverso il rimedio dell’ottemperanza.
La lezione, poi, passa alla classificazione dei ricorsi amministrativi con la distinzione più tradizionale e consolidata, ovvero quella tra ricorsi ordinari e straordinari e, successivamente, delinea le quattro tipologie di ricorsi amministrativi: il ricorso gerarchico proprio, il ricorso gerarchico improprio ed il ricorso in opposizione (mezzi ordinari di impugnazione) ed il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica (rimedio giustiziale di tipo straordinario per tutelare le situazioni giuridiche soggettive lese da provvedimenti definitivi).
La lezione in esame verte sul Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica: nozione, limiti e procedura.
In particolare, si pone in evidenza la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 41 del 19.2.2026 del D.L. 19 febbraio 2026, n. 19 “Ulteriori disposizioni urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e in materia di politiche di coesione”, c.d. decreto legge PNRR. La novella normativa è intervenuta sul d.P.R. n. 1199 del 1971.
Tale intervento normativo segna un’importante cesura rispetto all’assetto tradizionale di questo rimedio alternativo al ricorso al TAR. Si elimina ogni riferimento al Capo dello Stato.
Il titolo del Capo terzo del d.P.R. n. 1199 del 1971 muta, infatti, la denominazione da “Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica” a “Ricorso Straordinario”.
Il ricorso straordinario va proposto al Presidente del Consiglio di Stato (art. 8 del novellato d.P.R. n. 1199 del 1971) e viene deciso da quest’ultimo con un suo decreto conforme al parere del Consiglio di Stato (art. 14 del d.P.R.).
La disamina si conclude con riferimenti normativi e con la giurisprudenza recente sul tema.
La lezione in esame tratta il tema del riparto di giurisdizione tra G.A. e G.O., aprendo la disamina con la sua ratio e la sua genesi a partire dalla L. Crispi del 1889 n. 5992 della IV Sez. del Consiglio di Stato, che ha introdotto il sistema di giustizia amministrativa. In particolare, nasce il criterio del riparto basato sulla distinzione tra diritti soggettivi e interessi legittimi.
La lezione si sofferma, poi, sulla regola della causa petendi, introdotta inizialmente dalla Legge Crispi del 1889, poi confermata dalla L. Tar del 1971, nonché costituzionalizzata nell’art. 103 Cost. e, infine, introdotta negli artt. 7 e 30 del c.p.a.
Successivamente, si passa all'analisi della regola del riparto di giurisdizione in tema di diritti fondamentali ex art. 2 Cost., per concludere con alcune riflessioni critiche circa la indegradabilita’ o inaffievolibilita’ dei diritti fondamentali.
La lezione in esame affronta il tema delle fasi di gara nella procedura degli appalti.
La disamina si apre con le quattro tipologie di procedura di scelta del contraente: la procedura aperta, la procedura ristretta, la procedura competitiva con negoziazione e il dialogo competitivo (artt. 60-64 del Codice dei Contratti pubblici).
Si passa, successivamente, alla trattazione della fase dell'aggiudicazione e della stipula del contratto.
In ultima analisi, di delineano le forme di stipulazione ex art. 18 D.Lgs. 36/2023 (Nuovo Codice dei Contratti pubblici).
La lezione tratta il tema della responsabilità disciplinare nella P.A.
L'analisi parte dal Codice di comportamento dei dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni, introdotto nel nostro ordinamento dall’art. 58-bis, comma 1°, del D.lgs. 29/93, successivamente abrogato e sostituito.
Dopo successivi interventi normativi, è stato emanato il D.P.R. del 16 aprile 2013, n. 62, il nuovo Codice di comportamento, disponendo l’abrogazione di quello precedente. La lezione si sofferma sulle principali disposizioni.
Infine, la trattazione evidenzia le principali novità introdotte dal D.P.R. 81 del 13 giugno 2023.
In ultima analisi, brevi cenni sono dedicati alla disciplina del whistleblowing e agli artt. 8 e 13 del Codice di comportamento dei dipendenti pubblici.
La lezione in oggetto affronta il tema della privatizzazione del pubblico impiego, delineando il processo storico di privatizzazione avviato attraverso la Legge delega n. 421 del 1992, attuata mediante D.lgs. 29/1993. Tale processo ha subito ulteriori sviluppi prima con il D.lgs. 80/1998 e poi con il D.lgs. 165/2001 (Testo unico sul pubblico impiego – TUPI).
La disamina si sofferma, successivamente, sugli atti di macro organizzazione e micro organizzazione.
Un breve cenno è dedicato anche al reclutamento del personale per mezzo di concorsi pubblici ai sensi dell'art. 97 co. 3 Cost.. e al regime delle mansioni dei pubblici dipendenti ex art. 52 del D.lgs. n. 165/2001.
Infine, una breve menzione è dedicata ad altre peculiarità del pubblico impiego.
la lezione in oggetto affronta il tema della normativa europea in materia di e-Government, che si basa su un quadro strategico volto a digitalizzare la P.A., migliorare l’interoperabilità tra gli Stati membri e garantire servizi online sicuri e accessibili.
La disamina si sofferma dapprima sul Piano d’azione e-Europe 2002, poi sul Piano Strategico i2010 e, inoltre, sulla Strategia per il mercato unico digitale.
Si prosegue, poi, con il Piano d’azione per l’e-Government 2016-2020. Si evidenziano, in particolare, i principi ispiratori dell'e-Government.
Infine, una menzione è data al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che, a seguito della pandemia da Covid-19, ha dato un forte impulso al processo di e-Government a livello europeo e nazionale.
La lezione in oggetto tratta il tema della sostenibilità nella P.A. Nel contesto delle politiche eco-sostenibili, volte ad affrontare le sfide ambientali e promuovere uno sviluppo sostenibile, le Amministrazioni locali e centrali lavorano sinergicamente per sviluppare programmi e progetti che contribuiscano alla tutela dell’ambiente e alla lotta contro il cambiamento climatico.
La trattazione segnala i principali interventi in materia fino al Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) 2021-2030, in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo.
In ultima analisi, brevi cenni sono dedicati alle specifiche competenze all’interno delle Amministrazioni pubbliche, che includono: gestione ambientale, efficienza energetica, fonti rinnovabili, economia circolare, pianificazione e progettazione sostenibile.
La lezione in esame affronta il tema dell'innovazione e dell'IA nella P.A., soffermandosi in particolare sulla ratio cui è ispirato il processo di digitalizzazione nella sfera pubblica (Amministrazione Pubblica più efficiente, trasparente e inclusiva), orientato verso l'efficienza e l'innovazione nei servizi ai cittadini.
Tuttavia, si evidenziano le problematiche fondamentali relative alla sicurezza dei dati, alla privacy degli utenti e all’etica dell’automazione dei processi decisionali, che devono essere orientati ad assicurare il pieno bilanciamento dell’innovazione tecnologica con i diritti individuali e i principi democratici.
Brevi cenni sono dedicati ad alcune possibili applicazione dell'IA, ad esempio nella gestione documentale, nella sanità pubblica, nei sistemi di trasporto pubblico.
La lezione in oggetto affronta il tema delle nuove frontiere della digitalizzazione, soffermandosi sui processi di automazione nei procedimenti amministrativi.
La disamina si apre con la nozione di algoritmo, la sua ratio e funzione. Sulla natura giuridica, si fronteggiano due ricostruzioni differenti.
La lezione si sofferma, inoltre, sui principi che informano l'automazione nei procedimenti amministrativi e la decisione algoritmica, inizialmente elaborati dalla giurisprudenza e, successivamente, trasposti sul piano normativo.
La lezione in oggetto segnala alcune recenti e significative pronunce della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato.
In particolare, la Corte Costituzionale interviene in tema di legittimità della limitazione temporale della responsabilità amministrativa (colpa grave) dei funzionari pubblici (sent. n. 132/2024) e ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 21 - nonies della L. n. 241 del 1990 nella parte in cui stabilisce in via generale il termine finale di un anno (dal momento di adozione dell’atto invalido) per l’esercizio da parte dell’Amministrazione del potere di annullamento d’ufficio di provvedimenti ampliativi illegittimi (sent. n. 88/2025).
Le principali sentenze del Consiglio di Stato degli ultimi anni vertono su: discrezionalità tecnica, diritto d'accesso, responsabilità Covid-19, giurisdizione.
In particolare, Il C.d.S. ha emesso alcune sentenze-chiave, segnando profondi cambiamenti nel diritto amministrativo italiano, in materia di appalti, PNRR, concorrenza e responsabilità della P.A..
La presente lezione affronta il tema della tutela degli interessi diffusi, delineando la nozione e gli orientamenti giurisprudenziali che si sono succeduti circa il processo di differenziazione ai fini dell’individuazione del soggetto che può proporre l’azione in giudizio.
La lezione evidenzia, inoltre, la distinzione tra base legale ai fini della legittimazione sostitutiva ai sensi dell’art. 81 c.p.c. e base legale ai fini della individuazione in generale della legittimazione mediante il processo di qualificazione giuridica e differenziazione dell’interesse diffuso.
Brevi cenni, infine, sono dedicati alla partecipazione procedimentale ex art. 9 della L. 241/1990, ed alla caratteristica principale dei cd. interessi plurisoggettivi, ovvero la giuridicità sostanziale dell’interesse.
La presente lezione tratta il principio di leale collaborazione nella relazione tra Stato, Regioni e autonomie locali.
In primo luogo, si pone in evidenza l'importanza del ruolo centrale e strategico delle Conferenze nel raccordo politico - istituzionale tra Stato ed autonomie territoriali.
Si evidenzia, poi, l'incidenza del principio di leale collaborazione prima e poi successivamente alla riforma del titolo V della parte II della Costituzione del 2001.
La lezione cita la cd. "attrazione in sussidiarietà", con le pronunce giurisprudenziali di riferimento.
Nella fase conclusiva, si menziona brevemente il tema, dibattuto in dottrina, dell’idoneità delle Conferenze a rappresentare le sedi di raccordo fra Stato e autonomie territoriali, nei casi in cui la decisione incide sull’allocazione delle competenze legislative.
La lezione in oggetto tratta la responsabilità per danno erariale, il il suo fondamento e la sua natura.
Si delinea la finalità dell'azione della Corte dei Conti, ovvero quella di garantire che eventuali comportamenti illeciti o gravemente negligenti da parte di funzionari e amministratori pubblici non producano conseguenze permanenti per le finanze dello Stato o degli enti territoriali.
La lezione si concentra principalmente sulla "Legge Foti", una riforma che ha previsto, in specifiche circostanze, una riduzione fino al 70% dell’importo del danno erariale accertato, nonché sulla sentenza n. 9 del 23 gennaio 2026 della Corte dei conti - Sezione giurisdizionale per la Toscana.
La presente lezione affronta il tema delle forme di partenariato pubblico-privato, una forma giuridica evoluta di cooperazione tra soggetti pubblici e operatori privati, finalizzata non solo alla realizzazione, ma anche alla gestione integrata di opere e servizi di interesse collettivo.
La lezione delinea la distinzione tra il PPP contrattuale, attuato mediante accordo bilaterale senza creazione di un nuovo soggetto giuridico e il il PPP istituzionalizzato, che postula la costituzione di una società mista pubblico-privata, con soggettività giuridica autonoma.
La disamina si sofferma poi sugli aspetti procedimentali, sulla governance e il controllo, sull'evoluzione del PPP alla luce del Nuovo Codice dei contratti pubblici.
In questa lezione analizzeremo i principi della legislazione e della previdenza sociale, evidenziando il loro fondamento costituzionale e la funzione di tutela dei lavoratori e dei cittadini in stato di bisogno.
In questa lezione affronteremo il tema dei soggetti del sistema sociale, analizzando in particolare gli attori che lo compongono e il ruolo che ciascuno di essi svolge all’interno dell’organizzazione complessiva
In questa lezione analizzeremo il rapporto di lavoro e le principali tutele del lavoratore, insieme agli obblighi previsti dalla normativa vigente. Approfondiremo inoltre i diversi modelli di lavoro, la cessazione del rapporto e i relativi effetti, soffermandoci infine sul tema della salute e sicurezza sul lavoro.
In questa lezione analizzeremo l’evoluzione del sistema dell’assistenza sociale e dei servizi alla persona, approfondendo la legge quadro n. 328/2000 e i suoi principi fondamentali. Ci soffermeremo inoltre sul principio di sussidiarietà e sul suo ruolo all’interno del welfare italiano.
In questa prima parte della lezione parleremo dele prestazioni a sostegno della famiglia, degli anziani, degli invalidi civili e di altre categorie.
In questa seconda parte continueremo ad approfondire il tema delle prestazioni a sostegno delle persone cieche e sorde, analizzandone le principali tipologie e le modalità di erogazione previste dall’ordinamento.
In questa lezione analizzeremo le prestazioni a sostegno di altre categorie, con particolare riferimento agli invalidi particolari. Approfondiremo inoltre il sistema di welfare in Italia, soffermandoci sulle sue principali caratteristiche, e concluderemo con lo studio delle pensioni di guerra e delle relative tutele previste dall’ordinamento.
In questa lezione analizzeremo il sistema sanitario pubblico in Italia, con particolare riferimento al Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Approfondiremo i suoi principi fondamentali, l’organizzazione e le modalità di finanziamento che ne garantiscono il funzionamento.
In questa lezione affronteremo il tema della tutela della salute, analizzandone i principali riferimenti normativi e le diverse forme di protezione previste dall’ordinamento. Approfondiremo la tutela in caso di malattia, i diritti riconosciuti al lavoratore e il funzionamento dell’indennità di malattia. Infine, ci soffermeremo sul ruolo dell’INPS nell’erogazione delle prestazioni e nella gestione delle relative tutele.
In questa lezione analizzeremo la struttura della previdenza sociale, soffermandoci sui suoi elementi fondamentali. In particolare, esamineremo gli enti principali che ne fanno parte, le modalità di finanziamento del sistema e le principali tipologie di prestazioni erogate a tutela dei lavoratori e dei cittadini.
In questa lezione analizzeremo la tutela previdenziale per invalidità, vecchiaia e superstiti, approfondendone le principali caratteristiche. Partiremo dalla definizione e dagli obiettivi della previdenza sociale, per poi esaminare nel dettaglio le forme di tutela previste per la vecchiaia, l’invalidità e i superstiti, evidenziandone finalità e funzionamento all’interno del sistema previdenziale.
In questa lezione affronteremo il tema degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, analizzandone le principali caratteristiche e la disciplina di riferimento. Approfondiremo la tutela assicurativa prevista per i lavoratori, soffermandoci anche sulle differenze tra infortunio e malattia professionale. Infine, esamineremo il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, con particolare attenzione alle disposizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
In questa lezione parleremo degli ammortizzatori sociali e delle misure di sostegno al reddito, analizzandone il ruolo all’interno del sistema di welfare. Approfondiremo le loro finalità principali e le diverse tipologie previste dall’ordinamento, evidenziandone le funzioni di tutela in favore dei lavoratori nei casi di difficoltà economica o perdita del lavoro
In questa lezione parleremo del TFR, ossia il Trattamento di Fine Rapporto, una componente fondamentale della retribuzione differita del lavoratore. Ne analizzeremo la definizione e la funzione, soffermandoci sul metodo di calcolo e sulle modalità di accantonamento nel corso del rapporto di lavoro. Infine, esamineremo i casi in cui il TFR viene erogato e le condizioni previste per la sua corresponsione.
In questa lezione parleremo della previdenza dei lavoratori autonomi, analizzandone il quadro generale e le principali caratteristiche. Approfondiremo le diverse gestioni previdenziali di riferimento e il loro funzionamento, soffermandoci in particolare sul sistema contributivo e sulle modalità di calcolo e versamento dei contributi previdenziali.
In questa lezione affronteremo il tema della previdenza della famiglia, analizzandone la definizione e il ruolo all’interno del sistema di welfare. Approfondiremo le principali misure di sostegno economico, tra cui gli assegni familiari, l’Assegno per il Nucleo Familiare e l’Assegno Unico Universale, evidenziandone caratteristiche, finalità e destinatari.
In questa lezione parleremo della previdenza complementare, analizzandone la natura e il ruolo all’interno del sistema previdenziale italiano. Approfondiremo i suoi principali obiettivi, le diverse tipologie esistenti e le modalità di funzionamento. Infine, esamineremo le prestazioni che essa è in grado di garantire ai lavoratori, sia in fase di accumulo sia al momento dell’erogazione.
In questa lezione parleremo della previdenza dei lavoratori pubblici, analizzandone il quadro generale e le principali caratteristiche. Approfondiremo da chi è gestita e quali garanzie sono previste per i dipendenti pubblici, soffermandoci sulle sue caratteristiche principali e sulle modalità di calcolo della pensione. Infine, esamineremo il Trattamento di Fine Servizio (TFS) e il Trattamento di Fine Rapporto (TFR), evidenziandone disciplina e differenze nell’ambito del pubblico impiego
Il management delle risorse umane: la separazione tra attività politica e attività di gestione
Il management delle risorse umane: la nuova disciplina della dirigenza della P.A.
Nozioni economico-aziendali: economicità ed efficienza
Nozioni economico-aziendali: Efficacia e rendimento
Concetti generali
Nozioni economico-aziendali: Il Performance Management
I Ministeri
Nozioni economico-aziendali: Il Sistema dei Controlli
Le Agenzie
Le Autorità Indipendenti
Il management delle risorse umane: dalla burocrazia al New Public Management
Il management delle risorse umane: la gestione delle risorse umane nella P.A.
Le SERIE ALFANUMERICHE sono esercizi di logica in cui bisogna ricercare le lettere e i numeri che completano, secondo precisi criteri logico-matematici, ...
Serie numeriche, alfabetiche e alfanumeriche - Parte 2
Il Massimo Comun Divisore tra due o più numeri è il più grande tra i divisori che quei numeri hanno in comune. Il minimo comune multiplo, invece, è il più piccolo tra i multipli che due o più numeri hanno in comune...
Divisibilità, MCM e MCD - Parte 2
Per capacità di calcolo intendiamo l'insieme dei processi che permettono di operare sui numeri tramite operazioni aritmetiche.
La lezione ha ad oggetto l'analisi degli avvenimenti immediatamente successivi all'instaurazione del Regno d'Italia (1861), con particolare riferimento all'annosa questione del consolidamento dell'unità nazionale. Dopo aver riunificato il Regno, infatti, si pose la questione di «fare gli italiani» e ciò, anche a causa della prematura scomparsa di Camillo Benso Conte di Cavour, risultò alquanto difficoltoso, stante l'arretratezza del sistema economico e la lacunosità di quello amministrativo. La prima Costituzione del Regno fu lo Statuto albertino, a dimostrazione di un processo di unificazione da taluno definito di “piemontesizzazione”.
La lezione è incentrata sull'analisi delle principali vicende storico-politiche che connotarono l'epoca della c.d. Destra storica, espressione parlamentare di un determinato gruppo politico-sociale che guidò saldamente il Regno d'Italia dal 1861 al 1876. Particolarmente rilevanti furono l'annessione del Veneto a seguito della terza guerra d'indipendenza e quella di Roma dopo la breccia di Porta Pia (1870). La Destra storica si caratterizzò per l'introduzione di un elevata tassazione e per la ricerca di una completa attuazione della laicità dello Stato, perseguita anche mediante la c.d. eversione dell'asse ecclesiastico.
Incentrata sulla disamina delle principali vicende politico-economico-sociali che caratterizzarono il periodo della c.d. Sinistra storica, la lezione si dipana attraverso l'analisi di importanti innovazioni giuridico-sociali (la legge Coppino e la legge Zanardelli,oltre alle estese codificazioni di epoca crispina) sino a lambire la problematica gestione dei moti di piazza che incendiarono la fine del XIX secolo, anticipando i tragici avvenimenti che condurranno la “vecchia” Europa al primo conflitto mondiale.
La lezione analizza la c.d. età giolittiana, estesa grosso modo dal 1901 al 1914. Abile statista, “maestro” del trasformismo parlamentare, Giolitti seppe parlamentarizzare la protesta socialista e nazionalizzare le infrastrutture ferroviarie e le assicurazioni. Tuttavia, anche per i suoi rapporti con i grandi latifondisti, Giolitti non riuscì a far approvare la tanto agognata riforma agraria. In ambito internazionale, i Governi guidati dal Giolitti proseguirono le politiche coloniali avviate dai loro predecessori.
Obiettivo precipuo della lezione è quello di analizzare le principali vicende politico-sociali che indussero l'Italia a scendere nel primo conflitto armato mondiale, nonostante l'esteso fronte neutralista. La sopraggiunta dichiarazione di guerra dimostrò la debolezza intrinseca dello Statuto albertino (che consentiva al sovrano di prendere importanti decisioni scavalcando il Parlamento) e la profonda spaccatura presente nel tessuto sociale italiano, mai come allora dilaniato tra interventisti e neutralisti. La dichiarazione di guerra segnerà anche il tramonto dell'età giolittiana.
La lezione è incentrata sull'analisi delle vicende che connotarono il primo conflitto mondiale a seguito della fuoriuscita della Russia a causa della rivoluzione dell'ottobre del 1917. L'esercito italiano, inizialmente travolto a Caporetto, si riorganizzò sotto la guida del generale Armando Diaz e vinse un'importante battaglia a Vittorio Veneto. Da lì a poco, si giunse all'armistizio di Villa Giusti: l'Italia uscì vittoriosa dal primo conflitto mondiale e ottenne l'annessione del Trentino e dei territori oggi ricompresi nel Friuli-Venezia Giulia. La situazione economico-social-politica era tuttavia drammatica e pronta ad esplodere.
Lezione dedicata ai fattori che favorirono l'avvento del fascismo, con particolare attenzione al rapporto che il "movimento" fascista ebbe con le classi dominanti del Paese, della monarchia e della classe dirigente italiana
Lezione dedicata al dibattito storiografica circa la qualificazione del fascismo come autoritarismo;
Indagine del rapporto tra fascismo e Chiesa Cattolica;
Leggi fascistissime
Lezione dedicata all'antifascismo, con particolare attenzione ai partiti politici italiani che si organizzarono nella lotta contro il regime; focus sulle dinamiche della Resistenza italiana
Lezione dedicata agli esiti del referendum istituzionale del 1946, con particolare attenzione alle scelte della classe dirigente italiana in merito; esiti della Costituente; esclusione delle sinistre dal governo De Gasperi (1947)
Lezione dedicata alle scelte della Democrazia Cristiana all'indomani della vittoria del 1948, con particolare riferimento alle modalità con cui vennero affrontate la "vicenda comunista" e la "questione dell'estrema destra"
Lezione dedicata alle riforme approvate durante la fase del centrismo; attenzione particolare al tentativo (fallito) di approvazione della legge "Truffa" del 1953
Lezione dedicata al periodo di "costituzionalizzazione" dello Stato italiano; panoramica generale circa le più importanti riforme approvate
Lezione dedicata alla prima esperienza di centro-sinistra della Repubblica, attraverso l'analisi del graduale avvicinamento tra DC e PSI fino alla formazione del governo "di centro sinistra organico"
Lezione dedicata alla strategia della tensione italiana ed alla risposta immaginata da DC e PCI per la salvaguardia democratica del Paese (c.d. compromesso storico)
Lezione dedicata all'ascesa del Partito Comunista Italiano degli anni '70, al compromesso storico tra DC e PCI, alla rottura del patto tra i due partiti a seguito del "caso Moro"
La lezione è dedicata all'analisi delle principali vicende storico-politiche che hanno connotato un periodo cruciale nella storia della Repubblica, gli anni '80. Dalla strage di Bologna all'attentato a Papa Giovanni Paolo II, dall'ascesa di Bettino Craxi e del PSI alla caduta del muro di Berlino. Nel 1984 muore Enrico Berlinguer e il Partito comunista, nei cui confronti ancora operava la conventio ad excludendum per il Governo nazionale, si ritrova privato del suo leader politico.
La lezione ha ad oggetto le principali vicende storico-politiche che connotarono gli anni '90, decennio particolarmente rilevante e critico per le sorti della Repubblica. Non solo per le stragi mafiose a danno dei giudici Falcone e Borsellino, ma anche per le conseguenze politico-sociali dischiuse dall'inchiesta Manipulite, con lo scioglimento della DC e del PSI e la formazione di Forza Italia. Da ultimo, poi, con la Bicamerale si tenterà un'ampia modifica della Costituzione, fallita a causa di sopraggiunte divisioni in seno alle forze politiche.
La lezione è incentrata sui principali avvenimenti che hanno caratterizzato gli anni 2000, a partire dalla vittoria del centrodestra alle elezioni politiche del 2001. Dal 2008 si affaccia lo spettro della recessione economica e della crisi finanziaria globale, il quale, come si vedrà nella prossima lezione, avrà importanti effetti sulla stessa stabilità politica italiana. Nel 2007 nascono il PD e il Popolo delle Libertà.
Dal 2010 ad oggi, diverse sono state le vicende che hanno segnato la storia d'Italia: dalla crisi economico-finanziaria che ha condotto alle dimissioni del Governo Berlusconi ed alla nomina del prof. Mario Monti a Presidente del Consiglio dei ministri, all'ascesa di Matteo Renzi; dalla formazione del c.d. Governo Conte I (Lega-M5S) alla formazione del c.d. Governo Conte II (M5S-PD), per arrivare alla nomina ed alle dimissioni del Governo Draghi ed alla vittoria elettorale della coalizione di centrodestra il 25 settembre 2022. Sono questi gli avvenimenti al centro di questa ultima lezione di Storia d'Italia.
L'hardware si riferisce a tutti i componenti fisici e tangibili di un computer o di un sistema informatico. È tutto ciò che puoi toccare e vedere. Include il computer stesso (la scatola), la tastiera, il mouse, il monitor, la stampante, e tutti i componenti interni come il processore, la memoria RAM, l'hard disk, la scheda madre e la scheda video. Senza hardware, non esisterebbe il computer!
Il software è l'insieme delle istruzioni, dei programmi e dei dati che dicono all'hardware cosa fare. A differenza dell'hardware, il software è intangibile: non lo puoi toccare, ma è ciò che rende il computer "intelligente" e funzionale. Si divide principalmente in software di sistema (come il sistema operativo) e software applicativo (come i programmi per scrivere, navigare su internet o giocare).
Un sistema operativo (SO) è il software più importante di un computer. È come il "cervello" che gestisce tutte le operazioni di base, permettendo all'hardware e al software di comunicare tra loro. Senza un sistema operativo, un computer non potrebbe funzionare. Gestisce la memoria, i processi, i file e le periferiche (stampanti, mouse, ecc.). Esempi comuni sono Windows, macOS e Linux.
Approfondiamo il cuore del sistema operativo, focalizzandoci su come interagisce con te e gestisce il computer!
Vediamo più nel dettaglio come questo "cervello" ti permette di utilizzare il computer in modo efficace e quali sono le sue responsabilità quotidiane.
La seconda parte sui sistemi operativi si concentra sulle loro funzioni principali e sull'interazione con l'utente. Il SO fornisce un'interfaccia grafica (quello che vedi sullo schermo, con icone e finestre) che ti permette di usare il computer in modo intuitivo. Gestisce anche l'installazione e la disinstallazione dei programmi, la sicurezza, gli aggiornamenti e l'organizzazione dei file e delle cartelle sul disco.
Una rete di computer è un insieme di due o più dispositivi interconnessi (come computer, stampanti, smartphone) che possono comunicare tra loro e condividere risorse (file, stampanti, connessione internet). Lo scopo principale di una rete è facilitare lo scambio di informazioni e la collaborazione tra utenti. Esistono diversi tipi di reti, come le LAN (Local Area Network) che collegano dispositivi in un'area limitata (es. casa, ufficio) e le WAN (Wide Area Network) che coprono aree geografiche più ampie.
Questa sezione approfondisce i componenti e i concetti base delle reti. Si parlerà di server (computer che offrono servizi ad altri dispositivi della rete), client (dispositivi che usufruiscono dei servizi del server), router (dispositivi che indirizzano il traffico di dati tra diverse reti) e switch (dispositivi che collegano i dispositivi all'interno di una singola rete). Verranno spiegati anche i concetti di indirizzo IP e i protocolli di comunicazione che permettono ai dispositivi di "parlarsi".
Internet è la più grande rete di computer al mondo, una "rete di reti" globale che collega miliardi di dispositivi e milioni di reti più piccole. Permette lo scambio di informazioni, la comunicazione e l'accesso a una quantità illimitata di risorse. I suoi servizi più noti includono il World Wide Web (le pagine web che navighiamo), la posta elettronica, i servizi di messaggistica e lo streaming.
La seconda parte su Internet si concentra sui servizi e gli strumenti per navigare. Verranno spiegati i browser web (programmi come Chrome, Firefox, Edge) usati per visualizzare le pagine web, il concetto di URL (l'indirizzo di una pagina web), i motori di ricerca (come Google) per trovare informazioni, e la differenza tra sito web e pagina web. Si parlerà anche della sicurezza base online e dell'importanza di navigare in modo consapevole.
La posta elettronica (email) è un servizio che permette di inviare e ricevere messaggi digitali su una rete, principalmente Internet. È uno degli strumenti di comunicazione più diffusi nel mondo professionale e personale. Per usare la posta elettronica, hai bisogno di un indirizzo email (es. nomecognome@esempio.it) e di un client di posta (un programma o un servizio web) per gestire i tuoi messaggi.
Questa parte approfondisce l'uso pratico della posta elettronica. Si tratterà di come scrivere e inviare un'email, allegare file, gestire la casella di posta (cartelle, spam), rispondere e inoltrare messaggi. Verranno anche spiegate le regole di buona condotta (netiquette) per le comunicazioni via email e i concetti di sicurezza legati al phishing e alle email malevole.
Gli applicativi (o "applicazioni" o "app") sono programmi software specifici progettati per svolgere compiti particolari per l'utente. A differenza del sistema operativo, che gestisce il computer, gli applicativi sono ciò che usiamo per lavorare, divertirci o comunicare. Esempi comuni includono i programmi di videoscrittura, fogli di calcolo, browser web, programmi di grafica, lettori multimediali e videogiochi.
La seconda parte sugli applicativi si concentra sull'installazione, gestione e aggiornamento. Verrà spiegato come scaricare e installare un'applicazione, come disinstallarla, l'importanza degli aggiornamenti per la sicurezza e le nuove funzionalità. Si parlerà anche delle diverse categorie di applicativi (desktop, web, mobile) e dei software a pagamento versus software gratuiti (freeware, open source).
Microsoft PowerPoint è un software per la creazione di presentazioni. Permette di combinare testo, immagini, grafici, video e audio in slide (diapositive) per comunicare idee in modo visivo e coinvolgente. È ampiamente utilizzato in ambito lavorativo, accademico e personale per esporre progetti, lezioni o resoconti.
Questa sezione coprirà le funzionalità base di PowerPoint. Si imparerà a creare una nuova presentazione, inserire testo e immagini, utilizzare layout predefiniti, applicare temi e sfondi, e gestire l'ordine delle slide. Verranno introdotte anche le modalità di visualizzazione e le opzioni di salvataggio del file.
Microsoft Outlook è un client di posta elettronica e un gestore di informazioni personali integrato. Non è solo per le email, ma offre anche funzionalità di calendario, gestione contatti, attività e note. È molto usato in ambienti professionali per organizzare la comunicazione e il lavoro.
La seconda parte su Outlook si concentrerà sull'uso avanzato delle sue funzionalità. Si tratterà di come configurare un account di posta, inviare e ricevere email, organizzare la posta in cartelle, utilizzare il calendario per appuntamenti e riunioni, gestire i contatti e creare attività. Verranno anche toccati aspetti come la configurazione delle firme email e le regole per la gestione automatica dei messaggi.
Microsoft Word è un programma di videoscrittura, il software più diffuso per la creazione, modifica e formattazione di documenti di testo. Permette di scrivere lettere, relazioni, tesi, curricula e qualsiasi altro tipo di testo, offrendo ampie possibilità di personalizzazione grafica.
Funzionalità di base di Word. Si imparerà a scrivere e modificare testo, formattare caratteri (grassetto, corsivo, dimensioni) e paragrafi (allineamento, rientro), inserire elenchi puntati e numerati, tabelle e immagini. Verranno illustrate anche le opzioni di salvataggio e stampa del documento.
Funzionalità più avanzate come l'uso di stili, la creazione di sommari e indici, la revisione del testo (controllo ortografico e grammaticale, commenti), l'utilizzo di intestazioni e piè di pagina, e la stampa unione per creare documenti personalizzati in massa.
Microsoft Excel è un programma per fogli di calcolo, utilizzato per organizzare, analizzare e visualizzare dati numerici in tabelle. È indispensabile per la contabilità, l'analisi finanziaria, la gestione di elenchi e qualsiasi attività che richieda calcoli e organizzazione di dati.
Questa parte si concentrerà sulle funzionalità base di Excel. Si imparerà a inserire dati nelle celle, creare formule semplici (somma, media), formattare celle e tabelle, e utilizzare le funzioni di base. Verranno anche spiegate le opzioni per ordinare e filtrare i dati e la creazione di grafici semplici per rappresentare visivamente le informazioni.
Un database (o "base di dati") è una raccolta organizzata di informazioni (dati) che possono essere facilmente gestite, aggiornate e recuperate. Immagina un archivio digitale molto efficiente. I database sono fondamentali per gestire grandi quantità di dati in modo strutturato, permettendo di trovare rapidamente le informazioni desiderate. Esempi comuni includono i dati dei clienti di un'azienda, i cataloghi di prodotti, o le registrazioni sanitarie.
La seconda parte sui database si concentrerà sui concetti fondamentali e sulla struttura. Si parlerà delle tabelle (dove i dati sono organizzati in righe e colonne), dei campi (le colonne, che rappresentano un tipo specifico di dato, es. "Nome", "Cognome", "Data di Nascita") e dei record (le righe, che rappresentano una singola voce, es. i dati di una persona). Verranno introdotti i concetti di relazioni tra tabelle e l'importanza delle chiavi per identificare i dati in modo univoco.
Entriamo in un campo molto importante e sempre più rilevante: gli aspetti giuridici dell'informatica. Questa è un'area multidisciplinare che fonde diritto e tecnologia, diventando cruciale nel nostro mondo sempre più digitalizzato.
L'informatica nella Pubblica Amministrazione (PA) non è più un semplice strumento di supporto, ma è diventata il motore inarrestabile della trasformazione digitale che sta ridefinendo il rapporto tra Stato, cittadini e imprese. Si tratta di un processo complesso e continuo, volto a modernizzare la PA, rendendola più efficiente, trasparente, accessibile e orientata alle esigenze del cittadino.
L'Intelligenza Artificiale (AI) è un campo dell'informatica che si occupa di creare sistemi o macchine capaci di simulare le capacità intellettuali umane, come l'apprendimento, la risoluzione dei problemi, la comprensione del linguaggio, la percezione e il ragionamento.
Present simple, present continuous, past simple, past continuous, present perfect, future, will, be going to, may, might, will, have to, be allowed to, must/mustn’t.
Present simple, present continuous, past simple, past continuous, present perfect, future, will, be going to, may, might, will, have to, be allowed to, must/mustn’t.
Present simple, present continuous, past simple, past continuous, present perfect, future, will, be going to, may, might, will, have to, be allowed to, must/mustn’t.
Connettivi tra frasi, aggettivi, pronomi, avverbi, preposizioni, relative clauses (where, which, who, which, whose, that). Passive form: present simple, past simple, interrogative form. Should, ought to, have better to, should/shouldn’t have to.
Connettivi tra frasi, aggettivi, pronomi, avverbi, preposizioni, relative clauses (where, which, who, which, whose, that). Passive form: present simple, past simple, interrogative form. Should, ought to, have better to, should/shouldn’t have to.
Connettivi tra frasi, aggettivi, pronomi, avverbi, preposizioni, relative clauses (where, which, who, which, whose, that). Passive form: present simple, past simple, interrogative form. Should, ought to, have better to, should/shouldn’t have to.
Present perfect continuous, used to, get/be used to, first conditional, second conditional, Wish + past simple, could, was/were able to, managed to, third conditional, wish + past perfect, mixed conditionals.
Present perfect continuous, used to, get/be used to, first conditional, second conditional, Wish + past simple, could, was/were able to, managed to, third conditional, wish + past perfect, mixed conditionals.
Present perfect continuous, used to, get/be used to, first conditional, second conditional, Wish + past simple, could, was/were able to, managed to, third conditional, wish + past perfect, mixed conditionals.
Past perfect. Before, after, when, by the time, because, already, never. Passive: present perfect passive, present continuous passive, past perfect passive, past continuous passive, will passive, be going to passive. Use of the -ing form. Phrasal verbs (get, make, do).
Past perfect. Before, after, when, by the time, because, already, never. Passive: present perfect passive, present continuous passive, past perfect passive, past continuous passive, will passive, be going to passive. Use of the -ing form. Phrasal verbs (get, make, do).
Past perfect. Before, after, when, by the time, because, already, never. Passive: present perfect passive, present continuous passive, past perfect passive, past continuous passive, will passive, be going to passive. Use of the -ing form. Phrasal verbs (get, make, do).
Parole di uso quotidiano (famiglia, emozioni, oggetti, contesti giuridici ed economici, cibo, vestiti, ambiente, parti del corpo)
Parole di uso quotidiano (famiglia, emozioni, oggetti, contesti giuridici ed economici, cibo, vestiti, ambiente, parti del corpo)
Brevissimi cenni sul sistema giuridico e amministrativo britannico.
Laureato in giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Torino Iscritto al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Torino, collabora con lo studio legale “Angeleri e Bossi” dal 2020 Dal 2022 è docente di Diritto del Lavoro per Cammino Diritto e membro del Comitato Scientifico di Camm...
chi è Mattia Angeleri ?Linda Brancaleone è dottoressa magistrale in giurisprudenza presso il Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Sociologia dell'Università "Magna Græcia" di Catanzaro, dove si è laureata con una tesi in diritti umani (settore disciplinare IUS/20). Collabora con le cattedre di Filosofi...
chi è Linda Brancaleone ?Il Comitato Scientifico di Formazione Cammino Diritto è composto da professori universitari, magistrati, notai, avvocati e dirigenti pubblici di consolidata preparazione ed esperienza, capaci di accompagnare gli iscritti ai Corsi online in un percorso innovativo ed unico nel panorama nazionale. Il coinvolgimento di num...
chi è Formazione Cammino Diritto ?Laureata in giurisprudenza presso l´Università Degli Studi di Napoli Federico II, ove ha conseguito anche il Master di II Livello in Criminologia e Diritto Penale- Analisi criminale e politiche. per la sicurezza urbana. Tirocinante ex art. 73 D.L. 69/2013 presso il Tribunale di Napoli, Sezione Lavoro, dal Gennaio 2...
chi è Simona D’Agostino ?Dott. Gianluca Dente è Dirigente del Ministero dell'Economia e delle Finanze - Dipartimento delle Finanze è attualmente direttore della Ragioneria Territoriale dello Stato di Pesaro-Urbino. Servizio affari generali, contenzioso, antiriciclaggio Servizio riscontro e vigilanza su enti, uffici e altre g...
chi è Gianluca Dente ?Maturità Classica e Laurea in Giurisprudenza conseguita presso l'Università degli Studi di Cagliari. Avvocato iscritto all'Albo. Esperienza di docenza presso la scuola pubblica. Attività di collaborazione presso studio legale. Attività continua di studio e formazione nel diritto ci...
chi è Nicoletta Fois ?Chi è il Dott. Raffaele Giaquinto: Un Ponte tra Diritto e Digitale Con una carriera che si snoda all'intersezione tra la robustezza del diritto e la dinamicità dell'informatica, il Dott. Raffaele Giaquinto è una figura poliedrica e innovativa. Attualmente Direttore e Responsabile dello Sviluppo So...
chi è Raffaele Giaquinto ?Dottorando di ricerca in diritto costituzionale comparato presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro"; Master di II livello in Istituzioni parlamentari "Mario Galizia" per consulenti d'Assemblea presso Università Sapienza di Roma; Già consulente presso l'Ufficio ...
chi è Piercarlo Melchiorre ?Istruzione e formazione - Diploma di maturità classica conseguito con il massimo dei voti (100/esimi) presso il Liceo Classico “Quinto Orazio Flacco” di Castellaneta (TA); - Laurea Magistrale in Giurisprudenza conseguita cum laude e plauso della commissione nell’Università degli Studi di Bar...
chi è Franco Sicuro ?


