Sconti per Gruppi!
Registrazione utente
Accesso utenti
Accedi/Registrati con le tue credenziali social
Non sei ancora iscritto o non hai effettuato l'accesso. Per seguire tutte le attività iscriviti senza impegno.

Versione 1.1.23 (Build ufficiale) (a 64 bit)
Copyright 2026 Cammino Diritto Srl Tutti i diritti riservati.
WebMaster Raffaele Giaquinto
Richiesto abilitazione
Corsi Online
Stai per richiedere l'autorizzazione a FCD per poter creare un corso online.
Questa procedura consente di avere un primo contatto con lo staff di FCD.
Prima di tale richiesta ti invitiamo a inserire il tuo curriculum accademico all'interno dell'anagrafica. In seguito potrebbero essere richiesta documentazione attestante i titoli vantati e la relativa idoneità a produrre corsi idonei per FCD.
L'Autorità Nazionale Anticorruzione ha indetto un concorso pubblico per titoli ed esami per l'assunzione a tempo pieno e indeterminato di 19 funzionari amministrativi nella carriera direttiva. Un'occasione concreta di accesso a uno degli enti più strategici del panorama istituzionale italiano, protagonista diretto della lotta alla corruzione, della vigilanza sui contratti pubblici e della tutela della trasparenza nella pubblica amministrazione.
Il corso di preparazione di Cammino Diritto è stato costruito su misura sul programma ufficiale del bando, coprendo tutte le materie previste per la prova scritta e la prova orale, con un'attenzione particolare alle specificità che rendono questo concorso diverso dalla maggior parte delle selezioni pubbliche.
Un concorso selettivo, con una struttura articolata
La procedura si articola in tre fasi: una prova scritta, una prova orale e una valutazione dei titoli, per un totale di 80 punti disponibili. La prova scritta vale fino a 50 punti e richiede la redazione di schemi di provvedimenti, elaborati argomentativi o risposte a quesiti a risposta sintetica: non si tratta di un semplice test a crocette, ma di una verifica reale della padronanza tecnica delle materie. La soglia di superamento è fissata a 35 punti su 50. La prova orale, fino a 20 punti con soglia a 14, aggiunge l'accertamento della lingua inglese a livello B2 e della conoscenza delle tecnologie informatiche e del Codice dell'Amministrazione Digitale. I titoli accademici, professionali e le esperienze qualificate concorrono per ulteriori 10 punti.
Se le domande di partecipazione raggiungono o superano le 400 unità, è prevista anche una prova preselettiva con quesiti a risposta multipla nelle stesse materie: il corso include una sezione di simulazione specifica per affrontarla con metodo.
Le materie: un programma tecnico e specialistico
Il programma del bando copre un ventaglio di discipline volutamente calibrato sulle competenze istituzionali dell'Autorità. Il corso le affronta tutte in modo sistematico e aggiornato.
Il diritto amministrativo è trattato nella versione più recente, con focus su procedimento, provvedimento, accesso agli atti, responsabilità della PA e organizzazione amministrativa. Il codice dei contratti pubblici è quello del D.Lgs. 36/2023, il testo attualmente vigente che ha integralmente sostituito il precedente impianto normativo. La normativa anticorruzione e trasparenza include la Legge 190/2012, il D.Lgs. 33/2013 e il Piano Nazionale Anticorruzione, con particolare attenzione al ruolo che ANAC svolge in questo sistema.
Una materia merita un'attenzione specifica: il whistleblowing. Il D.Lgs. 24/2023, che ha recepito la Direttiva UE 2019/1937, disciplina la tutela delle persone che segnalano violazioni del diritto dell'Unione e delle disposizioni nazionali. Canali di segnalazione interni ed esterni, misure di protezione del segnalatore, protezione dalle ritorsioni, esclusioni e interferenze normative: sono argomenti centrali per chi lavora in ANAC e pesi concorsuali non trascurabili.
Il diritto penale è affrontato con il taglio specifico richiesto dal bando: reati contro la pubblica amministrazione, corruzione, concussione, peculato, responsabilità contabile e disciplinare dei dipendenti pubblici. Il diritto dell'Unione Europea copre le fonti primarie e derivate, il sistema istituzionale e i rapporti con l'ordinamento nazionale. Il diritto civile si concentra su obbligazioni e contratti, con le connessioni alla disciplina pubblicistica. La contabilità pubblica affronta il bilancio dello Stato e degli enti pubblici, le entrate e le spese. Il pubblico impiego include il D.Lgs. 165/2001, il codice di comportamento e il sistema sanzionatorio disciplinare.
La prova orale: inglese B2 e competenze digitali
La prova orale non è una formalità. L'accertamento della lingua inglese avviene attraverso una conversazione che verifica competenze linguistiche di livello almeno B2 del QCER: non basta leggere un testo, occorre sostenere un colloquio. Il corso include un modulo dedicato all'inglese giuridico-amministrativo, con lessico istituzionale, strutture linguistiche per il registro formale e simulazioni di conversazione su temi attinenti all'attività dell'Autorità. Le competenze informatiche e la conoscenza del CAD sono affrontate con il taglio pratico richiesto dalla prova: identità digitale, documento informatico, firme elettroniche, PA digitale.
Perché scegliere il corso di Cammino Diritto
Cammino Diritto è una rivista giuridica accreditata ANVUR con una piattaforma e-learning dedicata alla preparazione ai concorsi pubblici. I corsi sono realizzati da docenti e professionisti del diritto, con contenuti aggiornati alle ultime modifiche normative. La preparazione non si basa su manuali generici ma su materiali costruiti a partire dalle materie effettivamente previste dal bando, nelle versioni normative vigenti al momento del concorso.
Il programma completo copre: diritto costituzionale, diritto dell'Unione Europea, diritto amministrativo, anticorruzione e trasparenza, whistleblowing (D.Lgs. 24/2023), codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023), diritto civile, diritto penale della PA, lavoro pubblico e responsabilità, contabilità pubblica, CAD e informatica, ruolo e attività istituzionale ANAC, lingua inglese B2.
Chi si prepara con metodo, sulle materie giuste, nelle versioni normative aggiornate, parte con un vantaggio reale. Questo corso è costruito esattamente per questo.
Introduzione al Diritto costituzionale
Il Presidente della Repubblica, nel sistema politico italiano, è il capo dello Stato italiano, rappresentante dell'unità nazionale. Il Presidente della Repubblica si configura come un potere «neutro», ovvero posto al di fuori della tripartizione dei poteri (legislativo, esecutivo o giudiziario). Svolge una funzione di sorveglianza e coordinamento, secondo le norme stabilite dalla Costituzione italiana, di cui è garante.
Prima parte
Il sistema politico italiano è organizzato secondo il principio di separazione dei poteri: il potere legislativo è attribuito al Parlamento, al governo spetta il potere esecutivo, mentre la magistratura, indipendente dall'esecutivo e dal potere legislativo, esercita invece il potere giudiziario; il presidente della repubblica è la massima carica dello Stato e ne rappresenta l'unità.
Seconda parte
La legge fondamentale della Repubblica è la Costituzione, ossia il codice che indica i principi fondamentali, i diritti e i doveri dei cittadini e ne fissa l'ordinamento. Il potere legislativo statale spetta al Parlamento ai sensi dell'art. 70 della Costituzione, suddiviso in due camere: il Senato della Repubblica e la Camera dei deputati.
parte prima
Per pubbliche amministrazioni si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, le Città metropolitane, i Comuni, le Comunità montane e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale.
parte seconda
Il Governo è a capo della Pubblica Amministrazione e risponde dell'operato di questa di fronte al Parlamento.
prima parte
I maggiori strumenti di tutela previsti dalla costituzione a garanzia dei diritto e libertà sono: riserva di legge, riserva di giurisdizione, tutela giurisdizionale, responsabilità del funzionario, sindacato di legittimità costituzionale.
seconda parte
La garanzia dei diritti costituzionali viene assicurata, a monte degli strumenti di protezione predisposti, entro il quadro della legalità ordinaria (principio di legalità), nei confronti dell’azione illegittima dei poteri pubblici (e delle autorità amministrative in particolare), dalla posizione di supremazia delle norme costituzionali nell’ordinamento (principio di costituzionalità).
parte prima
La magistatura è l'organo dello Stato che verifica se le norme giuridiche siano state violate e applica le sanzioni previste attraverso una decisione finale chiamata sentenza. La magistratura è composta da magistrati o giudici. La magistratura è chiamata ad amministare la giustizia in nome del popolo.
Seconda parte
Il Ministro della giustizia ha facoltà di promuovere l'azione disciplinare. I magistrati si distinguono fra loro soltanto per diversità di funzioni. Il pubblico ministero gode delle garanzie stabilite nei suoi riguardi dalle norme sull'ordinamento giudiziario.
prima parte
Le pubbliche amministrazioni, in coerenza con l'ordinamento dell'Unione europea, assicurano l'equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico.
Seconda parte
I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge [95 c.3], in modo che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione.
La lezione in esame intende affrontare la disamina delle varie accezioni entro cui è possibile definire il concetto di Pubblica Amministrazione. Dopo un inquadramento costituzionale, non mancano i criteri qualificatori adottati sul piano normativo, ma soprattutto all'interno del dibattito dottrinale e giurisprudenziale.
La lezione in esame affronta la disamina sulla distinzione tra enti pubblici e soggetti privati. In particolare, si sofferma sui cd. indici di riconoscimento degli enti pubblici, elaborati dalla dottrina maggioritaria, nonchè su altri criteri distintivi elaborati dalla giurisprudenza prevalente.
La disamina prosegue con l'individuazione dei poteri qualificanti che valgono a distinguere un ente pubblico da un soggetto privato: l'autarchia, l'autotutela, l'auto-organizzazione, l'autonomia, l'autogoverno.
La presente lezione verte sull'estensione dei poteri del Legislatore nell’istituzione di nuovi enti pubblici. La Corte Cost. ha individuato precisi vincoli costituzionali in materia di organizzazione degli enti pubblici di cui agli artt. 3, 95 e 97 Cost.
Il problema si è posto in particolare in relazione alle IPAB le quali, pur perseguendo un fine di interesse generale, mancano di un'ossatura pubblicistica.
Nella seconda parte, la lezione affronta un breve excursus storico del processo di pubblicizzazione legislativa, a partire dalla Legge Crispi del 1890 fino al d.lgs. 4 maggio 2001, n. 207.
La presente lezione affronta il dibattuto tema delle cd. società pubbliche, soffermandosi in particolare sui criteri per determinare se e in che misura le società possono essere qualificate come enti pubblici.
In particolare, viene evidenziato l'approccio comunitario, il quale, ai fini della qualificazione pubblicistica della società, attribuisce rilievo non alla veste privatistica, bensì alla titolarità del potere pubblico ed alla sottoposizione al controllo pubblicistico.
La presente lezione sviluppa la nozione comunitaria di Pubblica Amministrazione.
A livello comunitario, la nozione di soggetto pubblico non rappresenta una categoria unitaria, ma è elaborata settore per settore, sia sul piano normativo che giurisprudenziale, adattandosi in modo da estenderne o ridurne l’ampiezza a seconda delle esigenze sottese alla normativa delle singole materie che prendono in considerazione il soggetto pubblico.
La presente lezione affronta la disamina della nozione di organismo di diritto pubblico, secondo il criterio sostanzialistico ed elastico di matrice comunitaria.
Successivamente, la trattazione verte sui tre parametri cumulativi che devono essere contestualmente presenti, ai fini dell'individuazione di un organismo di diritto pubblico: la personalità giuridica, la sottoposizione ad influenza pubblica dominante e l’istituzione in vista del soddisfacimento di bisogni di interesse generale non aventi carattere industriale o commerciale.
Infine, la lezione si sofferma sulla distinzione tra l'organismo pubblico e l'impresa pubblica.
La presente lezione individua i diversi tipi di enti pubblici e la loro classificazione in base alla normativa. La disamina si sofferma su Stato, enti territoriali ed in particolare sugli enti pubblici economici.
In ultima analisi, la lezione tratta la costituzione, la modificazione e l'estinzione degli enti pubblici, con gli opportuni riferimenti normativi.
La presente lezione esamina il fenomeno dell'esercizio di funzioni pubbliche da parte di privati.
La disamina parte dalla definizione di esercizio privato di funzioni pubbliche, poi accenna al dibattito dottrinale circa la sua natura giuridica. Dopodichè si passa alle cause del fenomeno, ai caratteri ed infine al regime giuridico degli atti compiuti nell'esercizio privato delle pubbliche funzioni.
La presente lezione esamina la relazione esistente tra la funzione amministrativa e i poteri pubblici, esaminando in primo luogo la nuova nozione di potere pubblico, nonché il superamento della tradizionale coincidenza tra funzione amministrativa e potere pubblico.
Fenomeno, quest'ultimo, che ha condotto ad un diverso bilanciamento tra interesse pubblico ed interesse privato ed una nuova interpretazione dei rapporti intercorrenti tra P.A. e cittadini.
In ultima analisi, la lezione si sofferma sulla ricostruzione della nozione di interesse legittimo alla luce dell'orientamento del Consiglio di Stato: la sua nuova matrice, dinamica e relazionale, ne impone la qualificazione in termini di pretesa ad un’azione non solo formalmente legittima, ma anche sostanzialmente corretta nell’esercizio del potere pubblico.
La presente lezione incentra il focus sulla nozione di attività amministrativa. Ai fini della qualificazione come attività amministrativa, sono cumulativamente individuabili due elementi, uno di carattere formale/soggettivo (differenziazione che vale inoltre a distinguere l'attività amministrativa dall'attività politica) ed uno di carattere sostanziale/oggettivo.
Successivamente, si passa ad una trattazione didascalica dei principali criteri di classificazione adottati.
La presente lezione delinea i principi nazionali che connotano l'attività amministrativa: legalità, imparzialità, buon andamento, trasparenza e proporzionalità.
Un particolare rilievo è dato al principio di legalità, dato il ruolo centrale di garanzia e tutela del cittadino di fronte al rischio dell’esercizio non corretto e arbitrario del potere pubblico, fattore essenziale di garanzia del cittadino in uno Stato di diritto.
Si passa poi alla disamina del principio di imparzialità: il combinato disposto degli artt. 3 e 97 Cost. disegna un preciso obbligo per la P.A. di svolgere la propria attività nel pieno rispetto della giustizia, evitando ogni discriminazione e arbitrio nell’attuazione dell’interesse pubblico.
Quanto al principio di buon andamento, esso ha fondamento nell’art. 97, comma 2 Cost. e attiene non solo all’organizzazione ma anche all’azione amministrativa. Esso va letto congiuntamente al principio di legalità e di imparzialità, integrando entrambi i princìpi.
La disamina prosegue con il principio di trasparenza, il quale sancisce il diritto fondamentale ad essere informati, a conoscere, ad avere notizia sull’organizzazione e sull’azione amministrativa.
Infine, la lezione si conclude con il principio di proporzionalità, riportando un estratto del Cons. Stato sez. V, sent. depositata il 20 febbraio 2017, la quale richiama quanto già espresso con sentenza del Cons. Stato Sez. IV, sentenza 22 maggio 2013 n. 964).
La lezioni in questione esamina i due principali principi introdotti dall'UE: la sussidiarietà e l'affidamento.
Il principio del legittimo affidamento rappresenta un principio di tutela dell’aspettativa di stabilità alla legittimità per il privato del provvedimento favorevole. In particolare, la disamina si sofferma sulle conseguenze applicative scaturenti dall'adozione di un termine rigido o elastico ai fini dell'affidamento.
Per il principio di sussidiarietà, invece, la Comunità interviene se e nella misura in cui gli obiettivi dell'azione prevista non possono essere sufficientemente realizzati dagli Stati membri e possono dunque, a motivo delle dimensioni o degli effetti dell'azione in questione, essere realizzati meglio a livello comunitario.
La lezione in esame tratta il tema degli strumenti di semplificazione amministrativa, evidenziando gli interventi più significativi in materia quali il Decreto Legge “Semplificazioni” 16 luglio 2020, n. 76 e il Decreto Semplificazioni bis 77/2021 e, successivamente, passando alla disamina dei profili generali della semplificazione amministrativa.
La trattazione prosegue con i più importanti istituti generali di semplificazione del procedimento amministrativo regolati dalla L. 241/1990 ed i principi fondamentali cui la semplificazione si ricollega.
In ultima analisi, qualche cenno è dedicato alle più importanti pronunce giurisprudenziali in materia.
La presente lezione tratta le principali fonti del diritto amministrativo: i regolamenti e gli Statuti.
Dopo una prima disamina riservata alle fonti primarie, la trattazione si sofferma sulle fonti secondarie: collocazione gerachica, forza normativa, natura giuridica.
Particolare attenzione è data alla differenze e analogie tra le fonti normative secondarie e gli atti amministrativi generali, con le conseguenze pratiche sul piano del regime giuridico, della disciplina applicabile e della relativa tutela processuale.
La trattazione prosegue e si conclude con la disamina delle due più importanti fonti secondarie: i regolamenti e gli Statuti, estrinsecazione della potestà normativa della P.A.
La presente lezione analizza nello specifico i regolamenti ed il controllo del G.A.
Nella prima parte, la lezione si sofferma sulla nozione di regolamento amministrativo, i suoi caratteri, la natura giuridica ed i criteri di distinzione rispetto alla categoria degli atti amministrativi generali.
Si evidenzia, inoltre, la differenza di disciplina giuridica tra regolamenti e atti amministrativi generali.
Si passa, poi, alla distinzione tra regolamenti interni ed esterni ed alla classificazione tipologica (regolamenti esecutivi, di attuazione e integrazione, indipendenti, di organizzazione, di delegificazione).
Infine, brevi cenni sono dedicati alla potestà regolamentare statale ed al suo raccordo con la potestà regolamentare delle Regioni.
Nella seconda parte, la lezione si sofferma sulla tutela giurisdizionale, e, successivamente, sulla distinzione tra i cd. regolamenti volizione-azione e volizione-preliminare. Si passa poi al tema della disapplicazione e, in ultima analisi, a quello dei cd. controinteressati.
La presente lezione affronta il tema delle ordinanze di necessità e urgenza, con particolare riguardo ai poteri extra ordinem del Sindaco. La disamina si apre con la nozione, i caratteri e il dibattito dottrinale e giurisprudenziale circa la natura giuridica delle ordinanze contingibili ed urgenti. I principali riferimenti normativi sono individuati negli artt. 50 e 54 del TUEL.
Brevi cenni, infine, sono dedicati ad alcune pronunce giurisprudenziali sul tema, in particolare Corte con sentenza n. 115/2011, ma anche le sentenze del Tar Napoli, sez. V, n. 1153 del 2020 e del Tar Bari, sez. III, 22 maggio 2020, n. 733.
La presente lezione affronta il tema della digitalizzazione nella P.A., evidenziando le principali tappe evolutive del fenomeno.
La disamina affronta quindi il percorso storico-evolutivo della digitalizzazione dell’attività amministrativa in Italia, attraverso l’osservazione degli interventi riformatori susseguitisi a partire dalla L. 241/1990 prima, proseguendo attraverso il D. Lgs. 7 marzo 2005, n. 82 , con cui viene introdotto il primo Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), modificato in attuazione della legge delega n. 124/2015 e, da ultimo, inciso dal recentissimo intervento riformatore, noto come D.L. Semplificazioni (D.L. 76/2020).
La presente lezione si sofferma sulla analisi del Codice dell’Amministrazione Digitale (da ora CAD), adottato con D.lgs. 7 marzo 2005, n. 82.
Successivamente, si passa alla trattazione della struttura e disciplina del CAD, nonché dei principali interventi modificativi rispetto al CAD ed ai vari strumenti di cui si avvale la PA digitale.
La presente lezione analizza il fenomeno della digitalizzazione della P.A. e le sue principali tappe evolutive.
La disamina affronta il percorso storico - evolutivo della digitalizzazione dell’attività amministrativa in Italia, attraverso l’osservazione degli interventi riformatori susseguitisi a partire dalla L. 241/1990 prima, proseguendo attraverso il D. Lgs. 7 marzo 2005, n. 82, con cui viene introdotto il primo Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), modificato in attuazione della Legge delega n. 124/2015 e, da ultimo, inciso dal recentissimo intervento riformatore, noto come D.L. Semplificazioni (D.L. 76/2020).
La lezione in esame analizza le funzioni e le responsabilità del Responsabile per la Transizione Digitale (RTD).
Particolare attenzione è data alla normativa che ha dato impulso all'introduzione della figura del RTD. Alcuni cenni sono poi dedicati al Piano triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione, il documento di indirizzo strategico sulla trasformazione digitale del Paese sullo sviluppo dei sistemi informativi delle PA. L'analisi si sposta poi sull'art. 17 del CAD, disciplinante le funzioni del RTD.
La disamina prosegue evidenziando l'importanza della collaborazione del RTD con alcune figure rilevanti nell’ambito del processo di digitalizzazione e riorganizzazione degli enti.
La presente lezione affronta il tema del potere amministrativo, individuando la sua nozione ed i principi generali in materia.
Si passa poi alla disamina dei princìpi che regolano l'attività amministrativa e, in ultima analisi, alla fondamentale distinzione tra attività amministrativa vincolata e attività amministrativa discrezionale.
La presente lezione tratta il tema della discrezionalità amministrativa, analizzando la sua nozione, il suo oggetto e la sua scansione in due momenti: quello del giudizio e quello della scelta.
La trattazione prosegue con l'analisi del concetto di merito amministrativo, riguardante le valutazioni in concreto perpetrate dalla P.A., l’opportunità del provvedimento stesso.
Alcuni cenni sono dedicati, inoltre, all'utilizzazione della distinzione tra attività discrezionale e attività vincolata quale criterio utile ai fini del riparto di giurisdizione.
La disamina prosegue e si conclude con la distinzione della discrezionalità amministrativa rispetto alla discrezionalità tecnica e mista. Un breve cenno è, infine, dedicato all' accertamento tecnico.
La lezione affronta il tema della discrezionalità tecnica, partendo dalla sua definizione e mettendo in evidenza gli elementi di differeziazione rispetto alla discrezionalità amministrativa. Un'ulteriore distinzione si pone rispetto alla cd. discrezionalità mista e all'accertamento tecnico.
La disamina si sofferma, poi, in particolare, sul modo con cui la discrezionalità tecnica può essere sindacata in sede giurisdizionale e sulla distinzione tra sindacato cd. forte (o sostitutivo) e sindacato cd. debole (o non sostitutivo).
La presente lezione affronta l'ampio tema dell'interesse legittimo, sviluppando la sua definizione, le classificazioni delineate in dottrina, nonché la sua tutela giurisdizionale.
Si evidenzia la distinzione tra diritto soggettivo e interesse legittimo, nonchè l'impostazione teorica offerta dalla cd. teoria normativa. Si passa poi al tema della risarcibilità degli interessi legittimi alla luce della storia sentenza delle S.U. n. 500/1999.
La disamina prosegue con le principali classificazioni in materia di interessi legittimi: diritti risolutivamente / sospensivamente condizionati; interessi pretensivi / interessi oppositivi; interessi partecipativi / interessi procedimentali.
Si prosegue, poi, con le tutele giurisdizionali: da un giudizio sull'atto a un giudizio sul rapporto. SI evidenzia la effettività e pienezza della tutela giurisdizionale, nonché l'ammissibilità in via generale dell' azione di accertamento, sganciata dall'azione di annullamento del provvedimento.
In ultima analisi, si sottolinea la devoluzione degli interessi legittimi alla cognizione del G.A., alla luce dell'art. 7 del C.p.a.
La presente lezione tratta il tema degli interessi collettivi e diffusi, partendo dalla loro definizione e natura giuridica. La trattazione si sposta poi sul problema della qualificazione e della personalizzazione degli interessi super-individuali e sulla relativa tutela giurisdizionale.
La lezione in oggetto verte sulla class action contro la P.A., ovvero l'azione collettiva contro le inefficienze delle Amministrazioni e dei concessionari di pubblici servizi, introdotta con la Legge delega del 4 marzo 2009, n. 15.
Alcuni cenni, poi, sulla tutela giurisdizionale, sui legittimati all'azione e sulla causa petendi, individuata nella lesione diretta, concreta e attuale di “interessi giuridicamente rilevanti ed omogenei per una pluralità di utenti”, in virtù della natura soggettiva della giurisdizione amministrativa.
La disamina prosegue con alcune pronunce del Consiglio di Stato (Consiglio di Stato, V sezione, sent. n. 7493/2022 e sent. n. 7704/2024) e le principali applicazioni della class action.
La presente lezione esamina l'architettura pluralistica della P.A. e, di conseguenza, i rapporti sussistenti tra il centro e la periferia dell'organizzazione amministrativa.
La disamina si sofferma sui principali soggetti (Stato ed enti pubblici), dotati ciascuno di una specifica competenza, riconducibili alla nozione di P.A. in quanto affidatari di un interesse pubblico.
Sono successivamente menzionati i principi costituzionali che informano l'organizzazione della P.A.: gli artt. 1, 5, 28, 95, co. 3, e 97, co. 2, 114, 117 co. 2 lett. m, 118 co. 1 e ult. co., 120.
La trattazione si sposta, poi, sui due modelli generali dell' accentramento e del decentramento, nonché sui caratteri del peculiare regime giuridico degli enti pubblici: autarchia, autotutela, autonomia, autogoverno.
Si passa, inoltre, alla disamina della struttura interna degli enti pubblici, evidenziando la distinzione tra attribuzione e competenza (comprese le regole di riparto) e tra rapporto organico e rapporto di servizio.
Qualche cenno è dedicato agli istituti che determinano uno spostamento nell'esercizio delle competenze, senza incidere sulla loro titolarità: avocazione, sostituzione e delega.
Infine, un ultimo cenno ad un'ipotesi tipica di acompetenza: il funzionario di fatto. Si tratta di un soggetto che esercita potestà pubbliche in assenza di una valida investitura all’ufficio cui appartengono le funzioni “di fatto” esercitate.
La presente lezione tratta gli enti pubblici territoriali, fornendo una visione sintetica delle loro funzioni e competenze. La disamina si sofferma sulle disposizioni costituzionali che riconoscono e disciplinano gli enti territoriali e sulla L. cost. 3/2001, di riforma del Titolo V, Parte II, della Costituzione.
Si evidenzia il rilievo dell'art. 5 Cost., il quale consacra il principio del pluralismo autonomistico in due distinte accezioni (burocratico e autarchico).
La lezione prosegue, poi, con l'individuazione delle caratteristiche e funzioni delle Regioni e con il riparto di competenze alla luce del nuovo art. 117 Cost.
Particolare menzione è infine dedicata all'art. 118 Cost., il quale consacra il criterio di “ragionevole elasticità” nell’allocazione delle funzioni amministrative, nonché le forme di coordinamento tra Stato e Regioni.
In ultima analisi. la trattazione si sofferma sulle autonomie locali (Comuni, Province e Città Metropolitane), la cui principale fonte normativa è rappresentata dal D.Lgs. 18-8-2000, n. 267 (T.U. degli Enti Locali).
La presente lezione tratta il tema il principio di sussidiarietà, in senso verticale e orizzontale, così come disciplinato all'art. 118 Cost.
La sussidiarietà verticale indica il carattere sussidiario dell’azione degli enti centrali rispetto alle articolazioni periferiche più vicine ai cittadini, nel senso che i primi devono intervenire solo laddove si riveli insufficiente o inadeguata l’azione delle seconde.
Il principio di sussidiarietà orizzontale, invece, è sancito dall’art. 118, co. 4 Cost., ai sensi del quale: “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”.
La disamina prosegue con l'analisi della correlazione sussistente tra il principio di sussidiarietà orizzontale e gli enti del Terzo settore, i quali operano al fine di sostenere l’autonoma iniziativa dei cittadini che concorrono al perseguimento del bene comune.
In ultima analisi, brevi cenni sono dedicati al nuovo modello collaborativo ispirato al concetto di Amministrazione condivisa ed alla sussidiarietà orizzontale nel nuovo Codice dei Contratti pubblici (D.lgs. 31 marzo 2023 n. 36).
La presente lezione affronta il tema della struttura organizzativa della P.A., partendo dalla fondamentale distinzione tra organo e ufficio e individuando i rispettivi elementi essenziali, nonché gli aspetti funzionali e strutturali.
La trattazione prosegue con la descrizione di una plausibile classificazione degli organi (e degli uffici) secondo vari criteri.
Particolare attenzione, infine, è dedicata alle relazioni tra la P.A. e le persone fisiche che operano per essa: il rapporto organico ed il rapporto di servizio.
La presente lezione esamina le relazioni organizzative e i rapporti di servizio all'interno della P.A., con particolare riguardo ai rapporti di gerarchia e direzione.
In primo luogo, si evidenzia la distinzione tra relazioni cd. interorganiche (intercorrenti fra organi) e cd. intersoggettive (intercorrenti fra enti). Nell'ambito delle relazioni interorganiche, si distinguono due categorie: i rapporti di sovra-sotto-ordinazione e i rapporti di equiordinazione.
All'interno dei rapporti di sovra-sottordinazione, si distinguono la cd. gerarchia in senso stretto, corrispondente a quella della tradizione, e la cd. gerarchia in senso lato, la quale rappresenta la relazione interorganica di gran lunga più ricorrente nella P.A. contemporanea.
La disamina prosegue con la descrizione dei caratteri delle due tipologie di gerarchia succitate e dei più importanti poteri spettanti all'organi sovraordinato.
La presente lezione esamina le principali tappe dell'evoluzione normativa seguita nel pubblico impiego, dall'Ottocento ad oggi.
Originariamente il rapporto di pubblico impiego eta considerato rapporto di diritto privato (locatio operis), sebbene assoggettato ad una disciplina di diritto civile speciale.
Successivamente, si assiste ad una progressiva accentuazione delle differenze tra lavoro pubblico e privato, con il graduale avvento di una concezione pubblicistica.
Negli anni 90, si vede un mutamento del lavoro pubblico e si assiste alla cd. contrattualizzazione del pubblico impiego, ad opera prima del D.lgs. 29/1993 e portata poi a compimento con il D.lgs. 165/2001 (c.d. Testo Unico del Pubblico Impiego).
La cd. Riforma Madia ha, mutato nuovamente indirizzo, riaffermando il principio di libera contrattazione, salvo espresso divieto normativo.
La presente lezione verte sul tema della dirigenza pubblica, così come disciplinata nell'ordinamento italiano. Essa apre la disamina soffermandosi, in primo luogo, sulla fondamentale distinzione tra la sfera politica e quella amministrativa.
Si evidenzia, inoltre, la rilevanza della complementarietà delle due funzioni, tra le quali è indispensabile un momento di raccordo e collaborazione, secondo un rapporto non più gerarchico, ma di direzione.
La disamina prosegue, poi, con l'analisi della responsabilità dirigenziale nella P.A. e con la definizione dei compiti e dei poteri delle figure dirigenziali apicali ex art. 16, comma 5 del D.lgs. 165/2001.
La trattazione prosegue, poi, con l'analisi dei poteri organizzativi e gestionali dei dirigenti, articolazione e incarichi dirigenziali, con relative modalità di conferimento e valutazione.
Brevi cenni, in ultima analisi, sono dedicati al meccanismo dello spoil system ed alle criticità che lo stesso presenta.
La presente lezione affronta il tema dei controlli nella P.A., individuando in primo luogo nozione e carattere dei controlli.
In particolare, la disamina verte sui controlli sugli atti, sulle distinzioni e sulle classificazioni.
Si passa poi all'esame di alcune questioni processuali: la decorrenza dei termini per l’impugnazione dell’atto soggetto a controllo; l'impugnazione dell’atto di controllo.
La trattazione si conclude, infine, con l'esame dell' impugnazione dell'atto negativo di controllo e dei vari orientamenti a riguardo.
La lezione in oggetto tratta l'istituto dell'accesso, disciplinato dagli artt. 22 e seguenti della L. 7 agosto 1990, n. 241, c.d. Legge sul procedimento amministrativo.
La trattazione si apre con la definizione di accesso documentale, nonché dei soggetti interessati e controinteressati, di documento amministrativo, di interesse giuridicamente rilevante.
Si passa, poi, alla specificazione del concetto di dati personali, categoria all'interno della quale si distinguono i dati cd. sensibili, sensibilissimi e giudiziari.
Si evidenziano, inoltre, i limiti all'accesso, quando vengono in considerazione i dati cd. “sensibili” o “sensibilissimi” di soggetti terzi, nonché il necessario bilanciamento con la riservatezza ai sensi dell'art. 60 del D. Lgs. n. 196/2003 (Codice materia di protezione dei dati personali).
La disamina prosegue, poi, con il tema della trasparenza amministrativa ex D.lgs. n. 33/2013), disciplinante, tra l'altro, il diritto di accesso civico cd. semplice e generalizzato. Si evidenziano, inoltre, riepilogando, le fondamentali differenze tra le tre tipologie di accesso: accesso documentale, accesso civico semplice, accesso civico generalizzato (o universale).
In ultima analisi, la lezione menziona i casi di esclusione del diritto d'accesso ex art. 24 della L. n. 241/1990.
La presente lezione esamina la struttura del procedimento amministrativo, nonché i princìpi previsti nella L. 241/1990 (imparzialità, trasparenza, pubblicità, efficacia, economicità, nonché i princìpi comunitari).
La trattazione prosegue, poi, e si conclude con l'analisi delle fasi del procedimento amministrativo: iniziativa, istruttoria, decisoria, interativa dell'efficacia (eventuale).
La presente lezione affronta la disamina di una importante figura: il responsabile del procedimento amministrativo, disciplinata dalla L. 241/1990, più volte integrata e modificata, in ultimo con la L. n. 120/2020 (Semplificazione e innovazione digitale).
Gli artt. 4 e 5 evidenziano le funzioni del responsabile del procedimento; l'art. 6 disciplina i compiti e l'art. 6 bis tratta, nello specifico, il conflitto di interessi.
Successivamente, la trattazione si sposta sulle differenti tipologie di deleghe, dando spazio alla posizione della giurisprudenza della Corte di Cassazione e del Consiglio di Stato sul punto.
La presente lezione affronta il tema delle modalità e forme attraverso cui l'ordinamento consente la partecipazione dei cittadini al procedimento amministrativo.
La L. n. 241/1990, c.d. Legge sul procedimento amministrativo, stabilisce la necessità di garantire una disciplina concernente la partecipazione al procedimento amministrativo dei portatori di interessi pubblici o privati.
La ratio dell'istituto in esame si ravvisa nell'esigenza di assicurare, da una parte, una difesa del destinatario e, dall’altra, la collaborazione.
La disamina si sofferma sull'istituto della comunicazione di avvio del procedimento e sulle sue deroghe, di matrice legislativa e giurisprudenziale, nonché sulla comunicazione dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza ex art. 10-bis della L. 241/1990.
La trattazione dedica, inoltre, brevi cenni all’art. 10, che configura il c.d. accesso procedimentale, con il quale i destinatari divengono partecipanti attivi al procedimento, con la possibilità di esercitare il diritto di prendere visione degli atti del procedimento e di presentare memorie scritte e documenti.
Un cenno è poi dedicato alle proposte ed osservazioni ex art. 11 della L. 241/1990 e, in ultima analisi, all' obbligo di motivazione ex art. 3 della L. 241/1990.
La lezione in esame analizza l'istituto della conferenza di servizi, sul piano strutturale e funzionale.
La trattazione individua innanzitutto il quadro normativo di riferimento ed i princìpi di semplificazione ed efficienza, nonché la logica collaborativa cui si ispira l'intera disciplina.
La disamina prosegue con la natura giuridica della conferenza di servizi secondo le due opposte tesi sostenute da dottrina e giurisprudenza.
Ampio spazio è, poi, dedicato ai criteri di classificazione impiegati per distinguere diverse tipologie di conferenza: in base alla funzione (conferenza istruttoria, decisoria, pre-decisoria e ambientale) ed in base alle modalità di svolgimento (conferenza in forma semplificata e in forma simultanea).
La presente lezione esamina il silenzio amministrativo. Il silenzio significativo è quello in cui la norma qualifica il comportamento inerte dell’Amministrazione, protrattosi oltre un certo termine, come equivalente ad un provvedimento a contenuto positivo (silenzio-accoglimento) o negativo (silenzio-diniego).
Si parla, invece, di silenzio non significativo quando l’ordinamento giuridico non attribuisce alcuna qualificazione specifica all’inerzia della P.A., conferendo a quest’ultima il significato di comportamento meramente omissivo (silenzio-inadempimento).
La disamina, infine, si sofferma sulle tutele giurisdizionali ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a.
La presente lezione esamina l'istituto della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) ex art. 19 della L. 241/1990.
La ratio sottesa alla SCIA è quella della liberalizzazione di determinate attività economiche private, il cui esercizio è quindi sottratto ad un regime di preventivo assenso amministrativo, essendo consentito direttamente per effetto della dichiarazione con cui il privato (dichiarazione o segnalazione) attesta la sussistenza dei presupposti prescritti dalla legge.
Somo messe in evidenza anche le cause di esclusione della SCIA previste dall'art. 19 della L. 241/1990, nonché la natura giuridica di quest'ultima.
La disamina si conclude con la tutela del terzo, in conformità al diritto costituzionalmente garantito della difesa ex art. 24 Cost., e in particolare con la questione del termine entro il quale il terzo possa sollecitare i poteri inibitori.
La presente lezione esamina la nozione e i caratteri del provvedimento amministrativo.
La concezione di provvedimento fatta propria dalla dottrina liberale di matrice ottocentesca, basata su una sostanziale identificazione tra attività della P.A. e atto amministrativo, col tempo cede il passo ad un superamento di tale sovrapposizione.
Si giunge, così, alla piena autonomia dogmatico-giuridica dell’atto amministrativo rispetto all’attività dell’Amministrazione.
La lezione procede con la disamina dei caratteri del provvedimento amministrativo: unilateralità; tipicità e nominatività; imperatività/autoritarietà; inoppugnabilità; efficacia ed esecutività.
La presente lezione tratta l'importante tema della invalidità del provvedimento amministrativo, attraverso l'analisi dei principali stati patologici della nullità, e dell'annullabilità, con un cenno alla controversa categoria dell'inesistenza.
La disamina si apre con la trattazione delle varie tipologie di nullità: testuali, strutturali, per violazione o elusione del giudicato, per difetto assoluto di attribuzione.
Si passa, successivamente, all'esame dell'annullabilità ex art. 21 octies della L. 241/1990, nelle tre categorie: incompetenza, violazione di legge e eccesso di potere.
Infine, la lezione si conclude con un breve esame dell'art. 21 octies, comma 2, L. 241/1990, in ordine ai vizi non invalidanti il provvedimento amministrativo.
La lezione in esame verte sul tema dell'autotutela amministrativa. Brevi cenni sono dedicati alla nozione e alle tipologie di autotutela.
La trattazione prosegue con la disamina della revoca in autotutela ex art. 21 quinquies della L. 241/1990 e dell'annullamento d'ufficio ex art. 21 nonies della L. 241/1990.
La lezione si conclude con l'analisi dei provvedimenti a contenuto conservativo: convalida, sanatoria, conversione, riforma, rettifica e conferma, provvedimenti generalmente definiti "atti di convalescenza".
La presente lezione affronta il tema degli accordi tra P.A. e privati, il quale segna il passaggio dal tradizionale esercizio solitario e autoritario del potere ad una modalità di esercizio in forma consensuale e condivisa, che prevede una collaborazione tra Amministrazione e amministrati.
Gli accordi realizzano altresì esigenze di semplificazione e accelerazione del procedimento amministrativo e, quindi, di economicità ed efficienza dell’azione amministrativa (art. 97 Cost. e L. 241/1990).
Esso, inoltre, svolge un’importante funzione di prevenzione del contenzioso.
La disamina prosegue con l'analisi degli accordi ex art. 11 della L. 241/1990, i cd. accordi procedimentali e sostitutivi del provvedimento finale.
La lezione in esame tratta il tema dei contratti pubblici, in particolare i princìpi generali che regolano la materia, l'autonomia contrattuale della P.A. e i limiti normativi.
Particolare rilievo è dato alla riforma culminata con il nuovo Codice di cui al D.Lgs. 36/2023, attuativo della delega conferita dall’art. 1 della L. 78/2022, i cui capisaldi sono dati dal rispetto dei princìpi generali, dalla certezza dei tempi dell'azione amministrativa, dal controllo rigoroso sulla discrezionalità amministrativa in sede giurisdizionale, dalla responsabilità e affidamento, dalla trasparenza e dalla digitalizzazione delle procedure, corollario della prima.
La lezione si conclude con una breve disamina dei principali princìpi ispiratori della riforma della contrattualistica pubblica, ovvero risultato, fiducia e accesso al mercato.
La presente lezione affronta il tema dell'evidenza pubblica, soffermandosi sulle tre fasi della gara: decisione a contrarre, bando e aggiudicazione.
L’art. 17 D.Lgs. 36/2023 sostituisce la determinazione a contrarre con la decisione di contrarre (l'impiego del nuovo verbo "decidere" sembra esprimere una maggiore responsabilizzazione del dirigente che avvia la procedura di affidamento dei contratti pubblici).
Lo stesso art. 17 del nuovo Codice implica una ridefinizione del ruolo del RUP e novità in tema di affidamento diretto.
Quanto all'affidamento diretto, la decisione a contrarre individua l’oggetto, l’importo, il contraente, unitamente alle ragioni della scelta.
La trattazione prosegue con la disamina della nozione, degli aspetti procedurali, nonché della ratio che informa il bando, la proposta di aggiudicazione e l'aggiudicazione quale momento conclusivo della fase pubblicistica.
La lezione in esame tratta l'importante tema della responsabilità civile della P.A. per lesione di diritti soggettivi e interessi legittimi. La trattazione si apre con il suo fondamento costituzionale, fino alla svolta della pronuncia delle SS.UU. n. 500/1999.
Con sentenza n. 500/1999, le SS.UU. hanno quindi affermato la responsabilità civile della P.A., riconducendola al paradigma dell'illecito aquiliano di cui all’art. 2043 c.c. e segnando, in tal modo, la tesi maggioritaria sul tema.
La lezione in oggetto tratta sinteticamente una particolare forma di responsabilità amministrativa: la responsabilità contabile.
Si evidenzia la nozione di responsabilità contabile, nonché i soggetti che incorrono nella stessa, noti come "agenti contabili". Si procede all'accertamento di essa dinnanzi alla Corte dei Conti, tramite processo giurisdizionale con finalità risarcitorie.
Dopo un breve inquadramento, la lezione elenca le caratteristiche generali proprie della responsabilità per danni all'Erario dello Stato.
La presente lezione affronta la prima parte relativa all'ambiente e al diritto ambientale, delineando in primo luogo la triplice dimensione in cui si sviluppa tale tematica: pubblica, personale e sociale.
Successivamente, la trattazione si sofferma sui princìpi in materia ambientale di cui al D.lgs. 152/2006 (cd. Testo Unico Ambientale, aggiornato al 22/11/2025), conformi agli artt. 9 e 32 Cost.: il principio dell'azione ambientale, il principio dello sviluppo sostenibile e infine di sussidiarietà e leale collaborazione.
La disamina passa poi all'analisi della tutela degli interessi diffusi e della tutela dei diritti soggettivi dei singoli offerta dagli artt. 844 e 2043 c.c..
Infine, un breve cenno è dedicato al recentissimo intervento normativo in materia ambientale, ovvero il Decreto‑legge 8 agosto 2025, n. 116 → Legge 3 ottobre 2025, n. 147 (cd. decreto “Terra dei Fuochi” / riforma 2025).
La presente lezione affronta la seconda parte del tema "ambiente e diritto ambientale", partendo dalla definizione di danno ambientale offerta dall'art 300 del TUA.
Successivamente, la lezione si sposta sul problema di chi debba rispondere del danno ambientale, che trova una chiara risposta nella regola "chi inquina paga" e sul concetto di solidarietà tra i responsabili.
La trattazione si sofferma poi sulla responsabilità in materia di danno ambientale nel diritto italiano, trattato principalmente come una responsabilità oggettiva, anziché soggettiva, soprattutto quando è imputabile a soggetti che svolgono attività professionali specificatamente legate all’ambiente.
In un'ultima analisi, si passa alla disamina del principio di precauzione ex art. 301 TUA e delle misure di prevenzione ex art. 302 TUA.
La lezione in oggetto verte sulla terza e ultima parte del tema "ambiente e diritto ambientale", con focalizzazione sulle due principali forme di risarcimento del danno: la reintegrazione in forma specifica (artt. 313 e 314 TUA) e la reintegrazione in forma generica.
Si passa successivamente all'esame dei vari tipi di risarcimento e riparazione del danno: primaria, complementare e compensativa.
Quanto alla reintegrazione in forma generica, una breve disamina è dedicata ai criteri di calcolo del risarcimento del danno.
In ultima analisi, la lezione si sofferma sulla transazione sul danno ambientale (art. 306 bis TUA) tra il responsabile del danno e il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, intesa quale via alternativa alla risoluzione giudiziale.
La lezione in oggetto tratta l'istituto dell'espropriazione per pubblica utilità, partendo dal fondamento costituzionale ex art. 42 Cost. e dalle garanzie (riserva di legge, indennizzo a compensazione del sacrificio subito dal privato, sussistenza di pubblico interesse).
La lezione prosegue, poi, con l'analisi e il commento degli artt. 32, 33, 34 TU.Es., a proposito dell'indennizzo, espropriazione parziale di un bene unitario e soggetti legittimati a ricevere l'indennità di esproprio.
L'art. 8 TU.Es. disciplina invece il procedimento espropriativo, mentre l'art. 13 TU.Es. verte sulla dichiarazione di pubblica utilità.
In particolare, L’art. 42-bis del T.U.Es. prevede una forma semplificata di espropriazione nel caso di utilizzazione senza titolo di un bene per scopi di interesse pubblico.
La disamina prosegue con il tema della riconducibilità della cessione volontaria dell'immobile al genus dei contratti ad oggetto pubblico.
In particolare, le principali sentenze del Consiglio di Stato confermano come la disciplina del procedimento espropriativo ex art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001 non contempli la rinuncia abdicativa.
La lezione in esame affronta il tema relativo alle Autorità amministrative indipendenti, in relazione a natura giuridica, funzioni e poteri.
Si tratta di enti pubblici peculiari, in quanto indipendenti dal Governo ed estranei al circuito di responsabilità politica e democratica.
La trattazione si sofferma sugli aspetti oggettivo-funzionali, evidenziando le funzioni giusdicenti delle Authorities (normative, regolatorie, di vigilanza, controllo e monitoraggio, di accertamento, di risoluzione dei conflitti e sanzionatorie). Si individuano, inoltre, i tratti comuni alle Autorità indipendenti che ne consentano una trattazione unitaria.
La disamina prosegue con le criticità rilevate a seguito dei dubbi circa la compatibilità delle Authorities con il nostro sistema costituzionale: si tratta, infatti, di enti che costituiscono una deroga al principio di separazione dei poteri, in quanto svolgono al contempo funzioni amministrative, normative e giusdicenti. Vi sono, tuttavia, diverse disposizioni della Carta fondamentale che costituiscono il fondamento costituzionale delle A.I.
Successivamente, la lezione tratta la questione della natura giuridica delle Autorità indipendenti e della loro collocazione nell'ambito dell'ordinamento.
La giurisprudenza amministrativa ha affermato che il deficit di legittimazione democratica è colmato mediante il rafforzamento delle garanzie procedimentali di partecipazione e contraddittorio e dalla possibilità di un sindacato giurisdizionale pieno, ancorché non sostitutivo, sugli atti regolamentari delle Autorità.
In ultima analisi, la lezione affronta il tema della cd. teoria dei poteri impliciti, secondo cui l’Amministrazione potrebbe esercitare non solo poteri espressamente attribuiti dalla legge, ma anche poteri impliciti, non direttamente previsti dalla legge, ma strumentali al raggiungimento del fine predeterminato.
La lezione in esame tratta i servizi pubblici locali, partendo da nozione, inquadramento e riferimenti normativi.
Si evidenzia la distinzione tra servizi finali e servizi strumentali, nonché il fondamento costituzionale dei servizi pubblici agli artt. 43, 118, 41 comma 3 Cost.
La disamina si sofferma, poi, sull'incidenza del diritto comunitario sulla nuova concezione oggettivistica dei servizi pubblici locali, cui segue l'affermarsi del principio di sussidiarietà ex art. 118 Cost., ripresa anche dal Consiglio di Stato con sent. n. 1555/2009.
Sulla scia dell’ordinamento eurounitario, si parla oggi di servizi di interesse economico generale (SIEG) e della più ampia categoria dei servizi di interesse generale (SIG).
La lezione poi tratta l'aspetto relativo alla tutela degli utenti nei servizi pubblici locali offerta dalla Carta dei servizi.
In ultima analisi, si passa al progetto di riforma dei servizi pubblici locali e, infine, alle scelte gestionali delle Amministrazioni in tema di servizi pubblici locali ai sensi dell'art. 113 TUEL: ricorso al mercato, il partenariato pubblico e l’affidamento in house.
Una breve menzione è dedicata alla sent. Corte Cost. n. 272/2004, che ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l'art. 113 bis TUEL per violazione della competenza esclusiva regionale.
La lezione in esame delinea un breve excursus storico che ha segnato la giustizia amministrativa. La trattazione parte dall'istituzione della IV sezione del Consiglio di Stato, con una sommaria esposizione delle caratteristiche del contenzioso amministrativo.
Con la L.638/1907 si assiste, poi, all'istituzione della V sezione, importante tappa dell'evoluzione legislativa con cui si pose la questione di un “riparto di giurisdizione” in senso stretto tra il giudice civile e il nuovo complesso di giustizia amministrativa.
La lezione prosegue con la disamina della fase di riforma del 1923 ed il Testo Unico del 26 giugno 1924, per poi passare all'avvento della Costituzione repubblicana del 1948 e all'istituzione della VI sezione.
In ultima analisi, la trattazione si chiude con la questione relativa alla ricerca del criterio di riparto tra petitum formale o causa petendi, sviluppando le due differenti interpretazioni della Suprema Corte e del Consiglio di Stato e consacrando, infine, il principio della causa petendi quale criterio unico di riparto.
La lezione in oggetto tratta i ricorsi amministrativi (nozione, classificazione e procedura).
Si evidenzia la ratio propria dei ricorsi amministrativi, informata al principio dell'economia dei mezzi giuridici, poiché evita il ricorso a mezzi giurisdizionali.
Si evidenzia, inoltre, la natura amministrativa dei "rimedi giustiziali", non assimilabile alla funzione giurisdizionale in senso stretto, nonché la differenza circa l´efficacia delle decisioni: le decisioni su ricorsi amministrativi non sono sentenze, ma provvedimenti amministrativi disapplicabili da parte del G.O.; esse, inoltre, non acquisiscono la forza di giudicato e, di conseguenza, non possono avere esecuzione attraverso il rimedio dell’ottemperanza.
La lezione, poi, passa alla classificazione dei ricorsi amministrativi con la distinzione più tradizionale e consolidata, ovvero quella tra ricorsi ordinari e straordinari e, successivamente, delinea le quattro tipologie di ricorsi amministrativi: il ricorso gerarchico proprio, il ricorso gerarchico improprio ed il ricorso in opposizione (mezzi ordinari di impugnazione) ed il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica (rimedio giustiziale di tipo straordinario per tutelare le situazioni giuridiche soggettive lese da provvedimenti definitivi).
La lezione in esame verte sul Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica: nozione, limiti e procedura.
In particolare, si pone in evidenza la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 41 del 19.2.2026 del D.L. 19 febbraio 2026, n. 19 “Ulteriori disposizioni urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e in materia di politiche di coesione”, c.d. decreto legge PNRR. La novella normativa è intervenuta sul d.P.R. n. 1199 del 1971.
Tale intervento normativo segna un’importante cesura rispetto all’assetto tradizionale di questo rimedio alternativo al ricorso al TAR. Si elimina ogni riferimento al Capo dello Stato.
Il titolo del Capo terzo del d.P.R. n. 1199 del 1971 muta, infatti, la denominazione da “Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica” a “Ricorso Straordinario”.
Il ricorso straordinario va proposto al Presidente del Consiglio di Stato (art. 8 del novellato d.P.R. n. 1199 del 1971) e viene deciso da quest’ultimo con un suo decreto conforme al parere del Consiglio di Stato (art. 14 del d.P.R.).
La disamina si conclude con riferimenti normativi e con la giurisprudenza recente sul tema.
La lezione in esame tratta il tema del riparto di giurisdizione tra G.A. e G.O., aprendo la disamina con la sua ratio e la sua genesi a partire dalla L. Crispi del 1889 n. 5992 della IV Sez. del Consiglio di Stato, che ha introdotto il sistema di giustizia amministrativa. In particolare, nasce il criterio del riparto basato sulla distinzione tra diritti soggettivi e interessi legittimi.
La lezione si sofferma, poi, sulla regola della causa petendi, introdotta inizialmente dalla Legge Crispi del 1889, poi confermata dalla L. Tar del 1971, nonché costituzionalizzata nell’art. 103 Cost. e, infine, introdotta negli artt. 7 e 30 del c.p.a.
Successivamente, si passa all'analisi della regola del riparto di giurisdizione in tema di diritti fondamentali ex art. 2 Cost., per concludere con alcune riflessioni critiche circa la indegradabilita’ o inaffievolibilita’ dei diritti fondamentali.
La presente lezione sviluppa i principi generali in materi adi processo amministrativo. In primo luogo, evidenzia la centralità del principio del giusto processo ex art. 111 Cost., cui consegue quello della ragionevole durata del processo.
Alcuni cenni sono dedicati al principio di terzietà e l’imparzialità del giudice: a questo tema risulta strettamente legata la tematica dell’indipendenza del giudice di cui agli artt. 101, ultimo comma, e 108, ultimo comma, Cost..
Ulteriore corollario del principio del giusto processo è l’obbligo di motivazione dei provvedimenti giurisdizionali (art. 111, comma 6, Cost.).
Una menzione è dedicata al principio del doppio grado di giurisdizione, attuato nel processo amministrativo soltanto in seguito all’istituzione dei Tribunali amministrativi regionali (avvenuta per effetto della L. 1034/1971).
Opera, inoltre, il duplice divieto di abuso del diritto e del processo; divieto che, ai sensi dell’art. 2 Cost., dell’art. 1175 c.c. e dell’art. 88 c.p.c., sanziona le condotte sostanziali e i comportamenti processuali non jure di esercizio del diritto.
La disamina prosegue con i princìpi del processo amministrativo di matrice più strettamente processuale (artt. 63 e 64 c.p.a): il principio della domanda, il principio dispositivo con metodo acquisitivo, i principi del contraddittorio procedimentale e dell’accessibilità dei documenti amministrativi, il principio dell’impulso processuale di parte, il principio della concentrazione, della collegialità e dell'oralità.
La lezione verte sul ricorso al TAR, ovvero l'istanza con cui si instaura il processo amministrativo. Una delle principali novità del c.p.a. è data dall’introduzione del principio dell’inderogabilità della competenza del giudice di primo grado e dalla possibilità riconosciuta a quest’ultimo di sollevare la questione d’ufficio, indipendentemente da un rilievo di parte.
La trattazione evidenzia i soggetti legittimati, nonché gli interessi tutelati e i principali atti oggetto di ricorso al TAR.
Si passa, successivamente, ai termini di decadenza entro cui può essere esperito il ricorso, iscrizione a ruolo, i termini per la costituzione delle parti, nonché per il deposito dei documenti, delle memorie e delle repliche.
La fase istruttoria è informata al principio dispositivo attenuato dal metodo acquisitivo. Si fa menzione, poi, dell'udienza di merito e della riunione in camera di consiglio.
La lezione si conclude con la fase decisoria, la quale prevede tre possibili esiti: l'accoglimento del ricorso, il rigetto del ricorso, la modifica parziale dell'atto.
La presente lezione tratta sinteticamente i cd. riti speciali, delineando la relativa disciplina, nonché l'elenco delle materie soggette al rito speciale.
La disamina prosegue con l'art. 119 c.p.a., il quale sostituisce l’art. 23 bis della L. n. 1034 del 1971, prevedendo un rito abbreviato (caratterizzato per lo più da termini dimezzati, salve alcune eccezioni) comune a determinate materie, tassativamente indicate dal comma 1 della disposizione.
Si menziona succintamente anche l'iter procedimentale in caso di procedimento cautelare.
Infine, qualche cenno è dedicato al cd. rito appalti. Il Codice dei contratti pubblici (D.lgs. 36/2023) ha abrogato il rito c.d. “super-speciale” in materia di impugnazioni di atti dell’Amministrazione aggiudicatrice, precedentemente istituito dal D.lgs. 50/2016 con una modifica dell'art.120 c.p.a. attraverso l’art. 209, confermando tuttavia l’impianto processuale previgente, inserendo alcune modifiche (tra cui la precisazione delle modalità di impugnazione degli atti di gara e disciplinando più dettagliatamente i termini e le procedure).
La presente lezione tratta sinteticamente l'istituto dell'appello al Consiglio di Stato ex art. 100 c.p.a., evidenziando in primo luogo la genesi e l'affermazione del principio del doppio grado di giudizio grazie alla Legge TAR (L. 6 dicembre 1971, n. 1034) e, in secondo luogo, i provvedimenti appellabili.
La lezione in esame tratta il giudizio di ottemperanza, individuando in primo luogo la nozione e i presupposti fondamentali.
Si prosegue poi con l'art. 114 del c.p.a., norma che individua le tappe di questo giudizio, i tempi e i termini e focalizza l'attenzione, in particolare, sui poteri attribuiti al giudice dell’esecuzione.
La disamina prosegue con le modalità di instaurazione del giudizio di ottemperanza, evidenziando il superamento della vecchia impostazione normativa. Tale superamento forgia un nuovo modello di giudizio di ottemperanza, questa volta costruito come un giudizio ad impulso di parte.
La lezione in oggetto tratta la tutela cautelare nel processo amministrativo: natura giuridica, disciplina, struttura e funzione.
Si rinviene, poi, il fondamento costituzionale della tutela cautelare agli artt. 24 e 113 Cost.. Sul piano sovranazionale la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, all’art. 6.. sancisce il diritto a un processo equo e in tempi ragionevoli, principio che si riflette nella necessità di strumenti processuali adeguati a evitare danni irreparabili nelle more del giudizio.
La disamina prosegue con l'analisi delle diverse tipologie di tutela cautelare, disciplinate dal Legislatore: la sospensione dell’efficacia dell'atto impugnato; misure cautelari atipiche; misure cautelari ante causam; misure cautelari monocratiche; misure cautelari in corso di esecuzione.
Si delinea brevemente, in ultima analisi, l'iter procedimentale nella tutela cautelare, con una menzione al contributo della giurisprudenza della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato, in particolare, in ordine alla definizione dei confini e dei criteri di applicazione.
La presente lezione tratta le giurisdizioni amministrative speciali, in particolare la Corte dei Conti e il Tribunale delle Acque pubbliche.
La disamina si sofferma dapprima sulla normativa di riferimento in materia di responsabilità amministrativa per danno erariale, delineando poi l'iter procedimentale nel giudizio di accertamento, nelle sue peculiarità.
Successivamente, si passa alla disamina della competenza di controllo ex art. 100 co. 2, Cost.. e alla schematizzazione delle funzioni della Corte dei Conti in tre categorie: il controllo preventivo sugli atti del Governo; il controllo successivo sulla gestione del bilancio dello Stato; il controllo sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria.
Un breve cenno è dedicato all'ampliamento legislativo delle funzioni, ad opera della riforma del titolo V Cost., della Corte dei conti rispetto alle Regioni ed agli Enti locali.
Si evidenzia la singolare la forma di controllo collaborativo ex art. 7 co. 8 della L. 131/2003 ed il ruolo della Corte dei Conti come la suprema magistratura di controllo, caratterizzata dalla duplice funzione giurisdizionale e di controllo.
In ultima analisi, la lezione si sofferma sul Tribunale superiore delle acque pubbliche, la cui giurisdizione trova il proprio fondamento costituzionale negli artt. 102 comma 2, 108, 111 comma 2 e 113 Cost..
Rilevano anche le prescrizioni di cui agli artt. 103, 117 comma 2 lett. l e 125 Cost..
La lezione in esame affronta il tema delle fasi di gara nella procedura degli appalti.
La disamina si apre con le quattro tipologie di procedura di scelta del contraente: la procedura aperta, la procedura ristretta, la procedura competitiva con negoziazione e il dialogo competitivo (artt. 60-64 del Codice dei Contratti pubblici).
Si passa, successivamente, alla trattazione della fase dell'aggiudicazione e della stipula del contratto.
In ultima analisi, di delineano le forme di stipulazione ex art. 18 D.Lgs. 36/2023 (Nuovo Codice dei Contratti pubblici).
La lezione tratta il tema della responsabilità disciplinare nella P.A.
L'analisi parte dal Codice di comportamento dei dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni, introdotto nel nostro ordinamento dall’art. 58-bis, comma 1°, del D.lgs. 29/93, successivamente abrogato e sostituito.
Dopo successivi interventi normativi, è stato emanato il D.P.R. del 16 aprile 2013, n. 62, il nuovo Codice di comportamento, disponendo l’abrogazione di quello precedente. La lezione si sofferma sulle principali disposizioni.
Infine, la trattazione evidenzia le principali novità introdotte dal D.P.R. 81 del 13 giugno 2023.
In ultima analisi, brevi cenni sono dedicati alla disciplina del whistleblowing e agli artt. 8 e 13 del Codice di comportamento dei dipendenti pubblici.
La lezione in oggetto affronta il tema della privatizzazione del pubblico impiego, delineando il processo storico di privatizzazione avviato attraverso la Legge delega n. 421 del 1992, attuata mediante D.lgs. 29/1993. Tale processo ha subito ulteriori sviluppi prima con il D.lgs. 80/1998 e poi con il D.lgs. 165/2001 (Testo unico sul pubblico impiego – TUPI).
La disamina si sofferma, successivamente, sugli atti di macro organizzazione e micro organizzazione.
Un breve cenno è dedicato anche al reclutamento del personale per mezzo di concorsi pubblici ai sensi dell'art. 97 co. 3 Cost.. e al regime delle mansioni dei pubblici dipendenti ex art. 52 del D.lgs. n. 165/2001.
Infine, una breve menzione è dedicata ad altre peculiarità del pubblico impiego.
la lezione in oggetto affronta il tema della normativa europea in materia di e-Government, che si basa su un quadro strategico volto a digitalizzare la P.A., migliorare l’interoperabilità tra gli Stati membri e garantire servizi online sicuri e accessibili.
La disamina si sofferma dapprima sul Piano d’azione e-Europe 2002, poi sul Piano Strategico i2010 e, inoltre, sulla Strategia per il mercato unico digitale.
Si prosegue, poi, con il Piano d’azione per l’e-Government 2016-2020. Si evidenziano, in particolare, i principi ispiratori dell'e-Government.
Infine, una menzione è data al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che, a seguito della pandemia da Covid-19, ha dato un forte impulso al processo di e-Government a livello europeo e nazionale.
La lezione in oggetto tratta il tema della sostenibilità nella P.A. Nel contesto delle politiche eco-sostenibili, volte ad affrontare le sfide ambientali e promuovere uno sviluppo sostenibile, le Amministrazioni locali e centrali lavorano sinergicamente per sviluppare programmi e progetti che contribuiscano alla tutela dell’ambiente e alla lotta contro il cambiamento climatico.
La trattazione segnala i principali interventi in materia fino al Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) 2021-2030, in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo.
In ultima analisi, brevi cenni sono dedicati alle specifiche competenze all’interno delle Amministrazioni pubbliche, che includono: gestione ambientale, efficienza energetica, fonti rinnovabili, economia circolare, pianificazione e progettazione sostenibile.
La lezione in esame affronta il tema dell'innovazione e dell'IA nella P.A., soffermandosi in particolare sulla ratio cui è ispirato il processo di digitalizzazione nella sfera pubblica (Amministrazione Pubblica più efficiente, trasparente e inclusiva), orientato verso l'efficienza e l'innovazione nei servizi ai cittadini.
Tuttavia, si evidenziano le problematiche fondamentali relative alla sicurezza dei dati, alla privacy degli utenti e all’etica dell’automazione dei processi decisionali, che devono essere orientati ad assicurare il pieno bilanciamento dell’innovazione tecnologica con i diritti individuali e i principi democratici.
Brevi cenni sono dedicati ad alcune possibili applicazione dell'IA, ad esempio nella gestione documentale, nella sanità pubblica, nei sistemi di trasporto pubblico.
La lezione in oggetto affronta il tema delle nuove frontiere della digitalizzazione, soffermandosi sui processi di automazione nei procedimenti amministrativi.
La disamina si apre con la nozione di algoritmo, la sua ratio e funzione. Sulla natura giuridica, si fronteggiano due ricostruzioni differenti.
La lezione si sofferma, inoltre, sui principi che informano l'automazione nei procedimenti amministrativi e la decisione algoritmica, inizialmente elaborati dalla giurisprudenza e, successivamente, trasposti sul piano normativo.
La lezione in oggetto segnala alcune recenti e significative pronunce della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato.
In particolare, la Corte Costituzionale interviene in tema di legittimità della limitazione temporale della responsabilità amministrativa (colpa grave) dei funzionari pubblici (sent. n. 132/2024) e ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 21 - nonies della L. n. 241 del 1990 nella parte in cui stabilisce in via generale il termine finale di un anno (dal momento di adozione dell’atto invalido) per l’esercizio da parte dell’Amministrazione del potere di annullamento d’ufficio di provvedimenti ampliativi illegittimi (sent. n. 88/2025).
Le principali sentenze del Consiglio di Stato degli ultimi anni vertono su: discrezionalità tecnica, diritto d'accesso, responsabilità Covid-19, giurisdizione.
In particolare, Il C.d.S. ha emesso alcune sentenze-chiave, segnando profondi cambiamenti nel diritto amministrativo italiano, in materia di appalti, PNRR, concorrenza e responsabilità della P.A..
La presente lezione affronta il tema della tutela degli interessi diffusi, delineando la nozione e gli orientamenti giurisprudenziali che si sono succeduti circa il processo di differenziazione ai fini dell’individuazione del soggetto che può proporre l’azione in giudizio.
La lezione evidenzia, inoltre, la distinzione tra base legale ai fini della legittimazione sostitutiva ai sensi dell’art. 81 c.p.c. e base legale ai fini della individuazione in generale della legittimazione mediante il processo di qualificazione giuridica e differenziazione dell’interesse diffuso.
Brevi cenni, infine, sono dedicati alla partecipazione procedimentale ex art. 9 della L. 241/1990, ed alla caratteristica principale dei cd. interessi plurisoggettivi, ovvero la giuridicità sostanziale dell’interesse.
La presente lezione tratta il principio di leale collaborazione nella relazione tra Stato, Regioni e autonomie locali.
In primo luogo, si pone in evidenza l'importanza del ruolo centrale e strategico delle Conferenze nel raccordo politico - istituzionale tra Stato ed autonomie territoriali.
Si evidenzia, poi, l'incidenza del principio di leale collaborazione prima e poi successivamente alla riforma del titolo V della parte II della Costituzione del 2001.
La lezione cita la cd. "attrazione in sussidiarietà", con le pronunce giurisprudenziali di riferimento.
Nella fase conclusiva, si menziona brevemente il tema, dibattuto in dottrina, dell’idoneità delle Conferenze a rappresentare le sedi di raccordo fra Stato e autonomie territoriali, nei casi in cui la decisione incide sull’allocazione delle competenze legislative.
La lezione in oggetto tratta la responsabilità per danno erariale, il il suo fondamento e la sua natura.
Si delinea la finalità dell'azione della Corte dei Conti, ovvero quella di garantire che eventuali comportamenti illeciti o gravemente negligenti da parte di funzionari e amministratori pubblici non producano conseguenze permanenti per le finanze dello Stato o degli enti territoriali.
La lezione si concentra principalmente sulla "Legge Foti", una riforma che ha previsto, in specifiche circostanze, una riduzione fino al 70% dell’importo del danno erariale accertato, nonché sulla sentenza n. 9 del 23 gennaio 2026 della Corte dei conti - Sezione giurisdizionale per la Toscana.
La presente lezione affronta il tema delle forme di partenariato pubblico-privato, una forma giuridica evoluta di cooperazione tra soggetti pubblici e operatori privati, finalizzata non solo alla realizzazione, ma anche alla gestione integrata di opere e servizi di interesse collettivo.
La lezione delinea la distinzione tra il PPP contrattuale, attuato mediante accordo bilaterale senza creazione di un nuovo soggetto giuridico e il il PPP istituzionalizzato, che postula la costituzione di una società mista pubblico-privata, con soggettività giuridica autonoma.
La disamina si sofferma poi sugli aspetti procedimentali, sulla governance e il controllo, sull'evoluzione del PPP alla luce del Nuovo Codice dei contratti pubblici.
La presente lezione offre un breve riepilogo sulle aree di intervento delle più recenti riforme del diritto amministrativo, con uno sguardo verso le nuove prospettive di riforma nell'ordinamento italiano.
In particolare, le riforme più recenti sono intervenute in materia di semplificazione (L. 123/2025); digitalizzazione dei servizi (L. 200/2025); nelle autonomie locali, conferendo ad esse un potere maggiore nella gestione delle risorse e nella pianificazione territoriale (L. 145/2025).
Ancora, le modifiche normative hanno ridefinito i confini della responsabilità della P.A. (L. 175/2025).
La disamina si sofferma, poi, sulla recentissima riforma organica intervenuta in materia di responsabilità erariale (L. 1/2026), la quale segna un passaggio rilevante nel tentativo di ridefinire l’equilibrio tra tutela delle finanze pubbliche ed esigenze di funzionalità dell’azione amministrativa.
Di particolare rilievo il ruolo della Corte Costituzionale (sent. n. 132/2024), che aveva chiarito che la limitazione temporanea della responsabilità per colpa grave poteva trovare giustificazione solo come misura eccezionale.
La prspettiva delineata dalla Corte era quella di superare un approccio esclusivamente incentrato sull’elemento psicologico e intervenire sulla ripartizione del rischio del danno (una delle innovazioni più significative della riforma vi è la tipizzazione della colpa grave).
La disamina prosegue con l'analisi del DL. n. 19/2026 che disciplina le nuove regole sulla trasparenza nella PA..
La lezione conclusiva del corso delinea un veloce riepilogo di alcuni concetti chiave del diritto amministrativo e alcune prospettive di applicazione pratica.
In primo luogo, si ripercorrono i principi fondamentali nel diritto amministrativo: legalità, imparzialità e buon andamento, trasparenza, proporzionalità e ragionevolezza.
La disamina si sposta poi sul procedimento amministrativo, in particolare sulle regole tecnico-operative del Processo Amministrativo Telematico (PAT), introdotte con Decreto del Presidente del Consiglio di Stato del 9 maggio 2025.
La lezione, successivamente, tratta una novità della riforma Cartabia, relativa alla materia della giurisdizione e del ruolo del G.A..
In conclusione, l'ultima parte della lezione è dedicata alla digitalizzazione, uno dei più importanti processi di ammodernamento e aggiornamento del settore pubblico.
Evoluzione della normativa in materia di appalti pubblici, dalle norme sulla contabilità dello stato (R.D. 2440 del 1923 e R.D. 827 del 1924) a quelle pro-concorrenziali di derivazioni europea (Direttive 2014/23-2014/24-2014/25). Il D.Lgs. 163/2006, il Dlgs. 150/2014, la genesi del nuovo codice, D.Lgs. 31 marzo 2023 n. 36 e la sua entrata in vigore
Si analizzerà il Titolo I del D.Lgs. 31 marzo 2023 n. 36 dedicato per la prima volta alla codificazione dei principi generali in tema di appalti pubblici. Si analizzeranno i “principi-valori” (principio del risultato, della fiducia, accesso al mercato) a contenuto pluridimensionale e i “principi regole” riferiti a singole fattispecie (quali buona fede, affidamento, solidarietà e sussidiarietà orizzontale, auto-organizzazione amministrativa, autonomia negoziale, conservazione dell’equilibrio contrattuale, tassatività delle cause di esclusione, applicazione dei contratti collettivi di lavoro).
Si analizzerà l'ambito di applicazione del Codice dei Contratti pubblici da un punto di vista oggettivo, ossia a quali contratti si applica il codice dei contratti pubblici.
Ci si soffermerà poi sui settori speciali quali gas ed energia termica, elettricità, acqua, servizi di traporto, servizi dei porti e degli aeroporti, servizi postali, estrazione di gas, carbone e altri combustibili. Segnatamente, si esaminerà in quali casi le imprese pubbliche e i soggetti titolari di diritti speciali o esclusivi in tali settori sono tenuti al rispetto delle norme in materia di appalti pubblici.
Si esamineranno le misure approntate dal nuovo codice dei contratti pubblici per promuovere appalti socialmente responsabili per garantire le pari opportunità generazionali, di genere e di inclusione lavorativa per le persone con disabilità o svantaggiate, la stabilità occupazionale del personale impiegato, nonché l'applicazione dei contratti collettivi nazionali e territoriali di settore.
In questa lezione si vedranno le varie fasi della procedura di affidamento: dalla determina a contrarre adottata dalla stazione appaltante sino alla stipulazione del contratto di appalto.
Si analizzeranno le disposizioni del nuovo codice dei contratti pubblici che introducono il c.d. e-procurement attraverso un sistema di piattaforme interconnesse
Nella presente lezione si partirà dalla definizione di stazione apapltante ed ente concedente per descrivere le varie tipologie di stazioni appaltanti ed enti concedenti come soggetti aggregatori e centrali di committenza. Si analizzerà inoltre il sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti, alla luce delle novità introdotte dal D.Lgs. 36/2023.
In questa lezione si esamineranno i compiti e le funzioni del responsabile unico di progetto (RUP) e le sue nuove competenze alla luce del nuovo codice dei contratti pubblici.
Inoltre, si definiranno gli operatori economici che possono essere controparti contrattuali di un contratto di appalto, con un focus particolare sulle RTI alla luce delle novità introdotte a opera del D.Lgs. 36/2023.
Nella presente lezione si esamineranno le principali caratteristiche della procedura aperta, ristretta, competitiva con negoziazione, dialogo competitivo, partenariato per l’innovazione, procedura negoziata senza pubblicazione del bando.
Nella presente lezione saranno definiti gli appalti c.d. sotto-soglia. Si tratterà dell'affidamento diretto e dei relativi limiti, nonchè del principio di rotazione a presidio della tutela della concorrenza e della massima partecipazione degli operatori economici agli appalti pubblici.
Nel corso della lezione si analizzeranno poi le semplificazioni introdotte dal nuovo codice dei contratti pubblici in riferimento ai c.d. appalti sotto soglia comunitaria.
Nella presente lezione si esaminerà la Parte II del Libro II del D.Lgs. 36/2023, che detta la disciplina degli istituti e delle clausole comuni agli appalti.
Segnatamente si tratterà delle previsioni che consentono la partecipazione alle gare di appalto da parte di PM quali la suddivisione in lotti, nonchè di quelle che mirano a tutelare l'operatore economico, come le clausole di revisione dei prezzi a ricorrere di determinate circostanze. Inoltre si tratterà dello strumento di acquisto dell'accordo quadro e delle relative clausole anti-abuso.
Le stazioni appaltanti potrebbero avere la necessità di avere feedback dal mercato prima di indire una gara, per comprendere anche le caratteristiche dei beni e dei servizi da acquistare e redigere la documentazione di gara. In questa lezione, si esamineranno le consultazioni preliminari di mercato, strumento che le stazioni appaltanti possono utilizzare per raggiungere questo fine. Inoltre, si esaminerà la disciplina sugli avvisi di preinformazione, con cui la stazione appaltante rende nota l’intenzione di bandire appalti per l’anno successivo e in quali casi essi costituiscono documenti di gara veri e propri.
Ogni gara di appalto è corredata da un set di documenti. Secondo il codice dei contratti pubblici questi sono il bando, l'avviso di gara o la lettera d'invito; il disciplinare di gara; il capitolato speciale; nonchè le condizioni contrattuali proposte. Nella presente lezione si esamineranno le cartteristiche dei singoli documenti di gara, la loro generarchia in caso di conflitto e dunque la c.d. lex specialis di gara.
Nella presente lezione, invece, si esamineranno i documenti che l'operatore economico deve presentare per partecipare a una gara d'appalto: la domanda di partecipazione; il documento di gara unico europeo; l'offerta tecnica ed economica; ogni altro documento richiesto per la partecipazione alla procedura di gara. Si esaminerà quindi l'istututo del soccorso istruttorio, che mira a far sanare eventuali errori materiali dell'operatore economico, nell'ottica di leale collaborazione tra amministrazione e operatore economico.
Nella presente lezione si analizzeranno le norme del nuovo codice dei contratti pubblici dedicate ai requisiti generali di partecipazione da parte degli operatori economici. Segnatamente, si esamineranno le cause di esclusione automatica (ossia quelle obbligatorie, in cui alla stazione appaltante non è lasciato alcun margine di apprezzamento valutativo circa la sussistenza dei presupposti) e le cause di esclusione non automatica (che richiedono una valutazione discrezionale della stazione appaltante ad esito di un contraddittorio con l’operatore economico).
Si passerà quindi ad esaminare il procedimento di esclusione dalla gara dell'operatore economico.
Si analizza il contratto di avvalimento, per come riformato a opera dell'art. 104 del Codice dei contratti pubblici.
Si analizzano i criteri di aggiudicazione degli appalti pubblici. Si esamierà il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, del prezzo più basso per forniture e servizi standardizzati e la terza possibilità del prezzo o costo fisso.
Nell'ambito dell'esecuzione del contratto assume particolare importanza il ruolo del direttore dei lavori, che costituisce ausiliario del RUP al fine della corretta esecuzione del contratto di appalto. si esamineranno in questa lezione i compiti e funzioni del direttore dei lavori, nonchè si specificherà chi può essere nominato direttore dei lavori.
Inoltre, nel corso della lezione si tratterà del contratto di subappalto e si analizzeranno le modifiche recepite dal nuovo codice.
Nella presente lezione si tratteranno le cause di modifica dei contratti in corso di esecuzione, nonchè i limiti quali-quantitativi entro cui sono ammesse dalla nuova disciplina sui contratti pubblici.
Può accadere che nel corso dell'esecuzione del contratto di appalto, si verifichi un inadempimento dell'appaltatore oppure l'appatatore si trovi in stato di insolvenza ovvero ancora che la stazione appaltante ritenga più conveniente sciogliersi dal contratto di appalto con quel determinato operatore economico. In questa lezione si esamineranno gli istituti della risoluzione de contratto di appalto, del recesso e dell'insolvenza dell'appaltatore, per come disciplinati dal nuovo codice dei contratti pubblici.
In questa lezione si esamineranno i rimedi alternativi alla tutela giurisduzione contemplati dal codice dei contratti pubblici.
Segnatamente si esaminerà l'istututo dell'accordo bonario, per il caso di riserve. L'arbitrato per la risoluzione delle controversie, nonchè il collegio consultivo tecnico per la risoluzione e la prevenzione di controversie di natura tecnica, quando la sua nomina è obbligatoria e quando solo facoltativa.
In questa lezione si esaminerà il contratto di concessione, quale contratto tipo del partenariato pubblico privato, le caratteristiche del contratto di concessione e segnatamente il trasferimento del rischio operativo in capo al concessionario. Si vedranno le caratteristiche distintive tra il contratto di appalto e quello di concessione.
In questa lezione si esamineranno le norme del codice dei contratti pubblici sulla finanza di progetto, quale particolare modalità di finanziamento delle concessioni. Si porrà in particolare attenzione alla figura del promotore, nonchè della società di scopo.
In questa lezione si esamineranno due contratti tipici di PPP quali sono la locazione finanziaria e il contratto di disponibilità. Si porrà in particolare attenzione alle tipologie di opere per le quali è utile per pubblica amministrazione ricorrere a tali tipologie di contratti.
La lezione sarà incentrata sullo studio delle fonti del diritto privato distinguendo tra fonti di cognizione e fonti di produzione.
Le singole fonti verranno poi analizzate in base al principio gerarchico spiegando quando l'una prevale rispetto all'altra. Al riguardo si terrà conto anche della impossibile contrarietà di una data fonte rispetto a quella ad essa gerarchicamente sovraordinata e, in particolare, analizzando il controllo di legittimità costituzionale pevisto dall'ordinamento.
In ultimo, a completamento della lezione, si accennano i limiti posti dai vincoli derivanti da obblighi internazionali e comunitari.
In questa lezione si affronta il tema dei soggetti di diritto partendo dalle definizioni di capacità giuridice e capacità di agire, spiegando i relativi modi di acquisto e le tipologie di atti che presuppongono requisiti e condizioni determinate dalla legge. La lezione prosegue poi sul'analisi della disciplina prevista in materia di capacità di agire del minore, illustrando quali sono le autorizzazioni necessarie al compimento di negozi giuridici, tenendo conto delle modifiche apportate dalla Riforma Cartabia sul processo civile.
La lezione è incentrata sul tema, iniziato in quella precedente, dei soggetti di diritto. In particolare si analizzeranno le disposizioni previsti dal codice civile per quanto concerne la capacità di agire del minore emancipato, interdetto, inabilitato e beneficiario dell'amministrazion di sostegno. Si illustreranno le procedure e le autorizzazioni richieste dalla legge al fine di compiere atti giuridici da parte di tali soggetti, tenendo conto delle modifiche apportate dalla Riforma Cartabia in materia.
In questa lezione si analizzerà la capacità delle persone giuridiche, in particolare quella degli enti distinguendoli in base ai criteri previsti dalla legge: presenza della struttura associativa, tipo di scopo perseguito, tipo di autonomia patrimoniale.
La lezione verà sulla spiegazione della distinzione tra fatto ed atto giuridico. Proseguendo si illustreranno le classificazioni dei vari negozi giuridici, distinguendo tra fattispecie semplici e complesse, fattispecie collegate, negozi inter vivos e mortis causa, negozi a titolo gratuito e a titolo oneroso, unilaterale e bilaerali e/o plurilaterali. In conclusione si analizzerà il negozio giuridico dal punto di vista sia spaziale che temporale, con un collegamento all'istituto della prescrizione e della decadenza.
La lezione verte sulla materia dei beni e dei diritti reali. In particolare si analizza la definizione fornita dal legislatore circa la qualificazione dei beni che possono formare oggetto di diritto. Proseguendo si illustreranno le classificazioni giuridiche dei beni fornite dal codice civile, in paricolare distinguendo tra beni immateriali e materiali, generici o specifici, fungibili e infungibili, divisibili e indivisibili, produttivi e non produttivi. Oltre alla classificazioni si avrà modo di analizzare le universalità di beni sia mobili che immobili, concludendo – sui beni che possono formare oggetto di diritto– con la definizione di pertinenza.
Proseguendo lo studio sarà incentrato sui diritti che nel dettaglio possono essere vantati sui beni, partendo dal diritto di proprietà, per poi seguire con l'analisi del modi di acquisto a titolo originario di questo stesso diritto.
La lezione prosegue nella trattazione iniziata con quella precedente concernente i beni e i diritti reali. In particolare si conclude l'argomento dei modi di acquisto della proprietà a titolo originario spiegando l'istituto dell'usucapione.
Per concludere lo studio circa il diritto di proprietà si esamineranno le azioni a difesa di tal diritto distinguendo tra a) azione revocatoria, b) azione negatoria, c) azione di regolamento dei confini e d) azioni per l'apposizione dei termini. Di queste si studieranno i requisiti, i termini di prescrizione e i relativi effetti seguendo le norme previste dal codice civile.
Proseguendo la lezione verterà sullo studio del diritto di possesso distinguendolo dalla detenzione e spiegando la particolare ipotesi di interversione. Anche per tal diritto si procederà successivamente allo studio delle azioni a sua difesa distinguendo tra a) azioni di reintegrazione, b) azione di manutenzione e c) azione di nunciazione.
A conclusione dello studio circa i diritti che possono vantarsi sui beni giuridicamente intesi, si analizzeranno quelli reali di godimento.
La lezione è incentrata sul diritto di famiglia. In particolare si spiegheranno i requisiti stabiliti dalla legge in virtù dei quali venga a configurarsi un nucleo familaire suscettibile di validi rapporti giuridici. Proseguendo si analizzerà il matrimonio, spiegando la differenza tra quello regolato dal diritto civile e quello invece regolato dal diritto canonico; si analizzerà altresì la struttura dell'atto, illustrando le tesi sulla natura giuridica di questo stesso. Proseguendo si spiegherà l'istituto della filiazione, quali sono i diritti dei figli, quali gli obblighi.
La lezione è incentrata sulla disamina del rapporto coniugale. In particolare si spiegheranno gli istituti della seprazione e dell'accordo di separazione, e lo scioglimento del matrimonio la cui causa è il divorzio. Nel dettaglio si illustrano quali sono i requisiti e le condizioni richieste dalla legge per poter addivenire all'uno o all'altro modo di estinzione del rapporto coniugale e, in particolare, quali sono gli effetti che ne derivano –sia per quanto riguarda i diritti personali che i diritti ti tipo patrimoniale.
In questa lezione si analizzerà il regime patrimoniale della famiglia, illustrando quale è quello previsto dalla legge, in mancanza di convenzioni matrimoniali, e come questa si sia evoluta nel tempo passando dalla seprazione dei beni alla comunione legale. Nel dettaglio poi si prosegue con l'analisi del fondo patrimoniale e della comunione dei beni per quanto concerne gli effetti sui diritti che competano ai titolari del rapporto coniugale, nonchè quelli spettanti ai propri discendenti.
In questa lezione si affronterà il tema di una particolare tipologia contrattuale a titolo gratuito quale quella delle donazioni. Anzitutto si spigheranno i criteri distintivi in base ai quali essa può essere individuata, in particolare partendo dalla definizione giuridica di liberalità e gratuità; gratuità che non sempre determina la qualificazione di un negozio come donazione, pertanto, si avrà modo di illustrare in quali casi nonostante la ricorrenza di tale requisito si è in presenza di contratti del tutto differenzi e non assimilabili a delle liberalità. Proseguendo la lezione si incentrerà sulla disciplina dettata dal codice, partendo dalla capacità di donare e di ricevere per donazione; quale può essere l'oggetto della donazione, distinguendo dal caso in cui essa consista in un dare o nell'assunzione di un obbligo; quale la forma richiesta per l'atto. In conclusione si analizzeranno particolari tipi di donazione regolati in modo differenziato dal codice civile, quale quella abnuziale, modale, il negozio misto con donazione e la donazione indiretta.
In questa lezione si inizierà lo studio delle obbligazioni. In particolare si analizzeranno i requisiti del rapporto giuridico dal quale possa desumersi la nascita di un obbligazione, ciò spiegando l'importanza della relizzazione dell'interesse altrui e la necessaria bilateralità del rapporto stesso– quali elementi essenziali della fattispecie in esame. Proseguendo si analizzeranno, in particolare, i tipi di interesse che le diverse tipologie di obbligazioni previste dall'ordinamento mirano a comporre e cosa possa formare oggetto di obbligazione– inteso come il comportamento che l'obbligato è tenuto ad avere. L'oggetto della prestazione e, quindi, dell'obbligo verrà poi analizzato in base alle classificazioni emerse: nel dettaglio si spiegherà in cosa consiste l'obbligo di un fare, o di un non fare, l'obbligo di un dare e la necessaria patrimonialità della prestazione, comune a tutti i tipi di obbligazioni assunte.
In questa lezione si analizzano le vicende che interessano il rapporto obbligatorio. Anzitutto si illustreranno ed esamineranno i modi di estinzione dell'obbligazione, partendo dall'adempimento. Al riguardo si analizzeranno le disposizioni del codice civile che regolano il comportamento che il debitore è tenuto ad avere nell'adempiere alla prestazione oggetto dell'obbligo da lui assunto; nel dettaglio si spiegherà cosa si intende per diligenza e correttezza e, come questi criteri debbano essere valutati al fine di decretarne il rispetto da parte del debitore. Si analzizeranno altresì i requisiti dell'adempimento, quali l'esattezza e l'integralità, spiegando quando il creditore possa o non possa ritenere sufficiente un adempimento soltanto parziale. Al riguardo si avrà modo di spiegare l'istituto della datio in solutum che consente al debitore di eseguire una prestazione diversa da quella dovuta con il consenso espresso del creditore. In ultimo si analizzeranno le disposizioni del codice civile per quanto concerno il tempo e il luogo dell'adempimento.
In questa lezione si esamineranno i modi di estinzione del rapporto obbligatorio diversi dall'adempimento, distinguendo tra i modi satisfattori e i modi non satisfattori– a seconda che all'estinzione del rapporto si accompagni o non il contestuale soddisfacimento dell'interesse del creditore. Si avrà modo pertanto di spiegare l'istituto della compensazione e della confuzione, quali modi satisfattori di estinzione dell'obbligazione, e l'istituto della novazione, della remissione del debito e dell'impossibilità sopravvenuto, quali modi non satisfattori di estinzione dell'obbligazione. Gli istituti, nel dettaglio, verranno analizzati sulla base dei requisiti richiesti dalle norme dettate dal codice civile e delle teorie eleborate dalla dottrina e dalla giurisprudenza in ordine alla loro natura giuridica, la quale, si riflette sulla strutturazione del tipo di negozio giuridico utilizzabile e, di conseguenza, sui suoi effetti.
In questa lezione si analizzeranno le possibili modificazioni del rapporto obbligatorio, distinguendo tra i tipi di modificazione oggettiva-soggettiva, e le modifificazioni che riguardano il lato attivo e passivo del rapporto obbligatorio. Nel dettaglio, per quanto concerne le modificazioni soggettive attinenti al lato attivo del rapporto si analizzerà il contratto di cessione del credito e, segnatamente, la natura giuridica dello stesso, i requisiti richiesti dalle norme del codice civile e le diverse tipologie di cessione a cui è possibile ricorrersi. In particolare, poi, si spiegheranno quali sono gli effetti per quanto riguarda sia il rapporto tra cedente e cessionario sia il rapporto tra debitore ceduto e terzo cessionario. A completamento della lezione si analizzerà l'istituto della surrogazione per pagamento, che è il secondo modo attraverso il quale è possibile realizzare una modificazione soggettiva del lato attivo di un rapporto obbligatorio.
In questa lezione si analizzeranno le modificazioni soggettive del lato passivo. Anzitutto si partirà dall'istituto della delegazione spiegando che con questo stesso l'ordinamento giuridico permette di estinguere con un unico adempimento due distinti rapporti obbligatori, quale quello intercorrente tra delegante e delegato e, quello esistente tra delegante e delegatario. A tal riguardo si distinguerà tra delegatio promittendi, quando il delegato assume soltanto l'obbligazione del delegante, e delegatio solvendi, cioè quando il delegato estingue direttamente l'obbligazione del delegante. Ancora, si terrà conto dei diversi tipi di delegazione distinguendo tra quella titolata e astratta, al coperto e allo scoperto, liberatoria e cumulativa. La lezione prosegue poi con l'analisi dell'espromissione e l'accollo seguendo gli stessi criteri adottati per la spiegazione dell'isituto della delegazione, pertanto, si illustreranno quali sono i requisiti richiesti dalle norme del codice civile, quali sono le teorie elaborate dalla dottrina e giurisprudenza in ordine alla loro struttura dal punto di vista negoziale e quali sono gli effetti che ne derivano in termini di rapporti tra le parti.
La lezione è incentrata sul fenomento dell'inadempimento. Nel dettaglio si analizzeranno i requisiti richiesti dalle norme del codice civile al fine di poter decretare il mancato adempimento da parte del debitore della prestazione da lui dovuta e l'imputabilità dello stesso inadempimento ad un suo comportamento. A tal riguardo di spiegherà l'importanza della valutazione circa la diligenza utilizzata dal debitore, spiegando in quali casi e per quali motivi il debitore, quandanche inadempiente, non è tenuto al risarcimento del danno o, comunque, il creditore non può più pretendere l'adempimento. Tutto quanto spiegato sarà poi cordinato con le norme dettate in tema di colpa e dolo: si spiegherà quando la valutazione della colpevolezza e dell'intenzionalità possa condurre all'imputabilità dell'inadempimento al debitore, quando invece non rileva in ogni caso tale valutazione. Proseguendo la lezione continua sull'analisi del tipo di risarcimento dovuto al creditore distinguendo tra il danno causato da un illecito aquiliano (o extracontrattuale) e il danno come conseguenza diretta dell'inadempimento. La lezione si conclude con la spiegazione degli istituti a cui le parti di un rapporto obbligatorio possono ricorrere, al fine di evitare le conseguenze dell'inadempimento, quali la clausola penale e la caparra confirmatoria.
La lezione si incentra sull'analisi dei requisiti essenziali di un contratto, che sono fondamentali per la sua validità– quali la volontà delle parti, la causa, l'oggetto del contratto e la forma quando richiesta dalla legge a pena di nullità. Nel dettaglio si analizzano i tipi di accordi dai quali possa sorgere l'esistente di un contratto tra le parti che lo hanno raggiunto, spiegando in quali casi, e in quali invece non, rileva al tal fine la volontà –e quindi lo scopo– voluto dalle parti. Proseguendo si spiegherà in particoalre cosa si intende per causa del contratto, illustrando al riguardo le teorie elaborate dalla dottrina in ordine alla sua natura giuridica. Dalla causa del contratto si avrà modo di analizzare altresì la possibilità per i privati, ad espressione dell'autonomia negoziale, di concludere negozi cd. atipici e negozi cd. misti o collegati. A conclusione della lezione si spiegheranno quali sono i requisiti richiedi dalle norme del codice civile in ordine all'oggetto del contratto.
In questa lezione, continuando con gli argomenti spiegati nella precedente, si analizzerà l'ultimo requisito richiesto dalle norme del codice civile in ordine alla validità di un contratto e, segnatamente della forma– quando questa sia richiesta a pena di nullità. Si spiegherà qual è, in generale, la funzione a cui puo assurgere la forma di un negozio giuridico, quale quella di esteriorizzazione dell'atto umano, rendere possibile la pubblicità del negozio stesso, dirimere controversie. Al riguardo si terrà conto della distinzione tra la forma richiesta ad substantiam e quella richiesta ad probationem, spiegando gli effetti che derivano dall'uno e dall'altro tipo. Proseguendo si analizzeranno altresì gli elementi accidentali del contratto, quindi quelli che dalle norme del codice civile non risultano essere essenziali– in particolare per quanto concerne la condizione, il termine ed il modus.
La lezione è incentrata sullo studio delle ipotesi di invalidità del contratto quali la nullità e l'annullabilità. Anzitutto si partirà dalla definizione del concetto di nullità, illustrando quali sono le teorie elaborate dalla dottrina al riguardo– in particolare si distinguerà dall'ipotesi in cui il contratto nullo tolleri delle eccezioni per quanto riguarda la produzione di un qualche suo effetto e le ipoteci in cui, invece, non si ammette nessuna eccezione. Proseguendo si esporranno le diverse classificazioni della nulità eleborate da dottrina e giurisprudenza e si analizzeranno, poi, nello specifico le singole cause di nullità. In ultimo si analizzerà l'azione di nullità, nel dettaglio per quanto riguarda i soggetti che possono esperirla, se vi sono termini per il suo esercizio e se sia possibile sanare in qualche modo la nullità di un negozio giuridico.
Per quanto concerne l'annullabilità, allo stesso modo, si spiegherà anzitutto qual è il suo fondamento e la sua natura giuridica. Proseguendo si analizzeranno anche per tale vizio le singole ipotesi di annullabilità previste dalle norme del codice civile e, in conclusione, si illustreranno i modi attraverso i quali è possibile rimediare all'annullabilità di un contratto.
In questa lezione, per proseguire poi nella successiva, si analizzeranno le vicende che interessano il contratto. Nel dettaglio si spiegheranno gli istituti della risoluzione, della rescissione e della cessione. Partendo dalla rescissione si illustreranno i requisiti richiesti dalle norme del codice civile affinchè il contratto possa essere rescisso, distinguendo tra l'ipotesi di rescissione perchè si è contratti in stato di pericolo e, l'ipotesi, invece, in cui si è contratti in stato di bisogno. Proseguendo si esaminerà l'azione di rescissione in termini di soggetti che possano esercitarla, tempi richiesti, e possibilità di rimediare allo squilibrio contrattuale verificatosi. A seguire si analizzerà l'istituto della risoluzione del contratto, in particolare, per quanto concerne quella per inadempimento. Al riguardo si avrà modo di illustrare quali sono i rimedi esperibili dalle parti al fine di evitare l'esercizio dell'azione di risoluzione, la quale, richiede certamente tempi notamente lunghi. In particolare si inizierà a trattare, per poi proseguire nella successiva lezione, delle ipotesi di risoluzione di diritto.
La lezione continua sulla trattazione delle vicende del contratto, affrontata nella lezione precedente. Nel dettaglio si esaminano le altre due ipotesi di risoluzione di diritto quali il termine essenziale e la clausola risolutiva espressa. Al riguardo si avrà modo di illustrare quali sono i requisiti richiesti quali, invece, gli effetti dell'uno e dell'altro. Proseguendo la lezione sarà incentrata sugli altri due tipi di risoluzione e, cioè, quella per impossibilità sopravvenuta della prestazione ed eccessiva onerosità della stessa. In conclusione al tema trattato si analizzerà l'istituto della cessione del contratto, spiegando la sua natura giuridica –in base alle teorie elaborate in dottrina– e di conseguenza, la struttura richiesta per il negozio; quali sono gli effetti, in particolare, per quanto concerne i rapporti tra ceduto e cedente, ceduto e cessionario e tra cedente e cessionario.
In questa lezione si esaminerà l'istituto della rappresentanza. L'analisi verte anzitutto sulla distinzione tra rappresentanza diretta e indiretta, spiegando quali sono gli effetti prodotti nell'uno e nell'altro caso, quali sono i poteri riconosciuti al rappresentante e quali sono le fonti. Ulteeriore distinzione che sarà affrontata nel prosieguo della lezione è quella tra rappresentanza legale e volontaria. Per quella legale si rinvia alle lezioni precedenti sulle autorizzazioni necessarie, al fine di compiere negozi giuridici, nei casi in cui il rappresentato sia un incapace; pertanto, in particolare, l'esame verterà sul tipo di rappresentanza volontaria con espresso riferimento alla procura. Si analizzeranno i requisiti richiesti dal codice civile affinchè questa possa essere valida, quando non è possibile conferirla, quali tipologie si distinguono. In ultimo si esamineranno i vizi che possono inficiare il negozio di rappresentanza e l'ipotesi di conflitto di interessi tra rappresentante e rappresentato.
In questa lezione si esaminerà il contratto di compravendita. Uno dei contratti più ricorrenti nell'attività negoziale di diritto privato dei singoli. Anzitutto si partirà dall'analisi della sua natura giuridica, dei requisiti richiesti per esso dalle norme, e sulle caratteristiche del negozio che si riflettono sui relativi suoi effetti. Proseguendo si distinguerà tra i diversi tipi di vendita quali a) la vendita di cosa generica, b) la vendita alternativa, c) la vendita di cosa futura e d) la vendita di cosa altrui. Si analizzeranno poi, nel dettaglio, le obbligazioni gravanti in capo al venditore con riferimento alla particolare garanzia per evizione e garanzia per i vizi; in cocnlusione si esamineranno gli obblighi invece gravanti in capo al compratore.
In questa lezione si analizzeranno gli altri contratti di tipo traslativo, diversi dalla vendita, quali a) il riporto, b) la permuta e c)la somministrazione.
Per tutte e tre le tipologie contrattuali si esamineranno anzitutto i requisiti richiesti dalle norme del codice civile per quanto concerne, in particolare, la forma, i soggetti, l'oggetto e gli effetti. Ogni singolo contratto sarà spiegato dal punto di vista dei suoi elementi essenziali, così da fornire le competenze necessarie al fine di poter comprenderli e capire come essi vengano utilizzati nell'attività contrattuale dei privati.
In questa lezione si esamineranno i contratti di godimento e i contratti di prestito.
Per i contratti di godimento, in particolare, si studieranno a) la locazione e b) l'affitto.
Per i contratti di prestito, in particolare, si studieranno a) il comodato e b) il mutuo.
Per ogni tipologia contrattuale esaminata si spiegheranno i requisiti richiesti dal codice civile per quanto riguarda la loro struttura, la capcità dei soggetti, l'oggetto delle prestazioni. L'analisii sarà arricchita dagli orientamenti giurisprudenziali circa la loro natura giuridica e le possibili fattispecie atipiche che potrebbero configurarsi.
In questa lazione si tratteranno i contratti per la prestazione di servizi, in particolare del contratto di appalto e del contratto di mandato.
Le due tipologie contrattuali saranno esaminate in relazione alle norme previste dal codice civile per quanto riguarda i loro requisiti, i soggetti che possono stipularli, l'oggetto della prestazione e i relativi effetti.
In particolare per quanto riguarda l'appalto si esamineranno gli obblighi e i diritti in capo all'appaltatore e il committente; cosa comportano le modifiche apportare al progetto inizialmente pattuito, distinguendo tra quelle necessarie, non necessarie volute dall'appaltatore e non necessarie volute dal committente. L'analisi conclude con i tipi di responsabilità previsti in capo all'uno e l'altra parte del rapporto,
In particolare per il mandato, essendo esso convenuto finalizzato al compimento di attività giuridica per conto di un soggetto, si studieranno gli atti che possono essere compiuti dal mandatario e quali sono gli effetti che si producono nella sfera giuridica del mandante.
In questa lezione si esamineranno i contratti aleatori e i contratti di garanzia.
Partendo dai contratti aleatori si spiegheranno anzitutto i requisiti in base ai quali un contratto può definirsi tale. In particolare analizzando il concetto di alea la cui definizione non è stata fornita dal legislatore; si esporranno pertanto le teorie elaborate dalla dottrina sul tema. Proseguendo, si distinguerà tra i contratti che sono aleatori per legge e quelli che invece sono tali per volontà delle parti. Al riguardo si concluderà con lo studio del contratto di assicurazione.
Passando all'esame dei contratti di garanzia si esaminerà a) la fideiussione e b) l'anticresi. Entrambi saranno esaminati in base ai criteri stabiliti dal codice civile per quanto concerne i requisiti, i soggetti, l'oggetto e i relativi effetti. L'esame è arricchito dall'esposizione delle posizioni dottrinali e giurisprudenziali.
In questa lezione si esamineranno i contratti nelle liti. In particolare a) la transazione, b)la cessione dei beni ai creditori, c) il compromesso e d) il sequestro convenzionale. La lezione sarà inizialmente incentrata sulla disamina dei caratteri generali del contratto stipulabile al fine di risolvere una controversia. L'esame verterà sulla causa del contratto che è determinante ai fini della configurazione di siffatto tipo contrattuale se la risoluzione della controversia è elemento essenziale del contratto. Al riguardo si esporranno le teorie dottrinali e giurisprudenziali prevalenti elaborate sul tema. Le suddette tipologie contrattuali, nel dettaglio, verranno esaminate in base alle norme previste dal codice civile– talvolta anche del codice di procedura civile– per quanto concerne i requisiti, i soggetti, l'oggetto e i relativi effettivi. I contratti nelle liti non costituendo una categoria unitaria e circoscritta, richiederanno altresì l'esposizione, durante il corso della lezione, degli orientamenti dottrinali e giurisprudenziali in ordine alle singole caratteristiche previste per essi.
In questa lezione si esamineranno i contratti che hanno un contenuto socialmente tipico, i quali, hanno avuto origine e diffusione negli ordinamenti giuridici di stampo anglosassone. In particolare si esamineranno tre figure contrattuali particolarmente diffue nell'ambito dell'attività negoziale dei privati (anche del pubblico).
In particolare si studieranno a) il contratto di leasing, b) il contratto di factoring, c) di brokeraggio e d) di sponsorizzazione. Essendo contratti atipici si ricostruiranno le prevalenti tesi dottrinali e giurisprudenziali in ordine ai loro requisiti, carattere essenziali e capacità dei soggetti stipulanti. L'analisi è arricchita dall'individuazione degli schemi contrattuali tipici che ad essi sono assimilabili, fornendo le competenze necessarie al fine di individuarne la disciplina applicabile
Partendo dalle fonti e dall’evoluzione normativa, ripercorreremo le tematiche e le caratteristiche che contraddistinguono il rapporto di pubblico impiego. Affronteremo il tema della contrattazione collettiva e dell’accesso al pubblico impiego, per poi analizzarne i principali attori, e concluderemo con un cenno alla giurisdizione in materia.
Partendo dalle fonti e dall’evoluzione normativa, ripercorreremo le tematiche e le caratteristiche che contraddistinguono il rapporto di pubblico impiego. Affronteremo il tema della contrattazione collettiva e dell’accesso al pubblico impiego, per poi analizzarne i principali attori, e concluderemo con un cenno alla giurisdizione in materia.
Seconda parte
Sul corretto uso delle risorse finanziarie pubbliche (controlli di gestione e responsabilità amministrativo-contabile), nonché l'attività principale con la quale la P.A. provvede ad impegnare le spese previste in bilancio, ossia la stipulazione di contratti passivi...
L'integrazione europea è il processo di integrazione industriale, politico, legale, economico (e in alcuni casi anche sociale e culturale) di tutti o alcuni ...
I trattati dell'Unione europea sono l'insieme di trattati internazionali, stipulati tra gli Stati membri, che pongono le basi dell'ordinamento giuridico ...
Le fonti del diritto e i principi generali
Il principio di sussidiarietà e il principio di proporzionalità
Le fonti del diritto dell'Unione Europea
L'interpretazione delle norme e i principi generali del diritto
Il diritto derivato vincolante: i regolamenti e le direttive
Il diritto derivato non vincolante: le raccomandazioni e i pareri
Differenza tra diretta applicazione ed effetti diretti
Le direttive e gli effetti diretti
Principi alla base delle competenze del diritto dell'Unione Europea
La struttura istituzionale dell'Unione Europea: il Consiglio europeo
La struttura istituzionale dell'Unione Europea: il Consiglio
La struttura istituzionale dell'Unione Europea: il Coreper
La struttura istituzionale dell'Unione Europea: la Commissione europea
La struttura istituzionale dell'Unione Europeo: l'Alto rappresentante per gli affari esteri
La struttura istituzionale dell'Unione Europea: il Parlamento Europeo
La struttura istituzionale dell'Unione Europea: la Corte di giustizia
La struttura giurisdizionale dell'Unione Europea
Il ricorso per annullamento e i vizi degli atti comunitari
Il ricorso in carenza: caratteristiche, requisiti ed effetti
Il rinvio pregiudiziale: finalità e particolarità
Il rinvio pregiudiziale e pronuncia della Corte di giustizia
La funzione consultiva della Corte di giustizia
L'adattamento al diritto dell'Unione Europea
Percorsi normativi e legislativi: la legge comunitaria
La legge europea e la legge di delegazione europea
La Corte Costituzionale, la legge comunitaria e l'approccio dualista
La politica estera e di sicurezza comune (PESC) e l'azione estera dell'Unione Europea
La politica estera e di sicurezza comune: caratteristiche specifiche
L'azione esterna dell'Unione Europea
Questa tipologia si ha quando il Pubblico ufficiale si impossessa di un oggetto che viene destinato ad un'altra finalità rispetto a quella originariamente prevista.
Il peculato, tra appropriazione e “distrazione” (Parte 2) - Prof. Avv. Giovanni Manca
Concussione, corruzione e induzione indebita. Un confine assai labile (Parte 1) – Prof. Avv. Pietro Pomanti
Concussione, corruzione e induzione indebita. Un confine assai labile (Parte 2) – Prof. Avv. Pietro Pomanti
L’abuso d’ufficio. Una disposizione tradizionalmente problematica. Cosa resta della fattispecie incriminatrice all’esito dell’ultima riforma?
L'eccesso di potere è un vizio di legittimità dell’atto amministrativo che si manifesta nel cattivo uso del potere da parte della Pubblica amministrazione o nella deviazione del potere da quei principi generali stabiliti dal legislatore, come la correttezza, la buona fede o la diligenza.
Omissione e rifiuto d’atti d’ufficio; interruzione di pubblico servizio e diritto di sciopero (Parte 1) – Avv. Andrea De Lia
Omissione e rifiuto d’atti d’ufficio; interruzione di pubblico servizio e diritto di sciopero (Parte 2) – Avv. Andrea De Lia
Truffa aggravata, malversazione e indebita percezione di erogazioni. Il microsistema di tutela dell’intervento statuale nell’economia – Avv. Gaia Gandolfi
Truffa aggravata, malversazione e indebita percezione di erogazioni. Il microsistema di tutela dell’intervento statuale nell’economia – Avv. Gaia Gandolfi
Violenza, minaccia e resistenza a soggetto qualificato (Parte 1) – Avv. Ludovico Bin
Violenza, minaccia e resistenza a soggetto qualificato (Parte 2) – Avv. Ludovico Bin
Millantato credito e traffico di influenze illecite. Gli effetti di una assimilazione imposta dall’Europa. Il problema delle c.d. “lobby” e finanziamento illecito alla politica – Prof. Avv. Bartolomeo Romano, Ordinario di Diritto penale presso l’Università di Palermo
Present simple, present continuous, past simple, past continuous, present perfect, future, will, be going to, may, might, will, have to, be allowed to, must/mustn’t.
Present simple, present continuous, past simple, past continuous, present perfect, future, will, be going to, may, might, will, have to, be allowed to, must/mustn’t.
Present simple, present continuous, past simple, past continuous, present perfect, future, will, be going to, may, might, will, have to, be allowed to, must/mustn’t.
Connettivi tra frasi, aggettivi, pronomi, avverbi, preposizioni, relative clauses (where, which, who, which, whose, that). Passive form: present simple, past simple, interrogative form. Should, ought to, have better to, should/shouldn’t have to.
Connettivi tra frasi, aggettivi, pronomi, avverbi, preposizioni, relative clauses (where, which, who, which, whose, that). Passive form: present simple, past simple, interrogative form. Should, ought to, have better to, should/shouldn’t have to.
Connettivi tra frasi, aggettivi, pronomi, avverbi, preposizioni, relative clauses (where, which, who, which, whose, that). Passive form: present simple, past simple, interrogative form. Should, ought to, have better to, should/shouldn’t have to.
Present perfect continuous, used to, get/be used to, first conditional, second conditional, Wish + past simple, could, was/were able to, managed to, third conditional, wish + past perfect, mixed conditionals.
Present perfect continuous, used to, get/be used to, first conditional, second conditional, Wish + past simple, could, was/were able to, managed to, third conditional, wish + past perfect, mixed conditionals.
Present perfect continuous, used to, get/be used to, first conditional, second conditional, Wish + past simple, could, was/were able to, managed to, third conditional, wish + past perfect, mixed conditionals.
Past perfect. Before, after, when, by the time, because, already, never. Passive: present perfect passive, present continuous passive, past perfect passive, past continuous passive, will passive, be going to passive. Use of the -ing form. Phrasal verbs (get, make, do).
Past perfect. Before, after, when, by the time, because, already, never. Passive: present perfect passive, present continuous passive, past perfect passive, past continuous passive, will passive, be going to passive. Use of the -ing form. Phrasal verbs (get, make, do).
Past perfect. Before, after, when, by the time, because, already, never. Passive: present perfect passive, present continuous passive, past perfect passive, past continuous passive, will passive, be going to passive. Use of the -ing form. Phrasal verbs (get, make, do).
Parole di uso quotidiano (famiglia, emozioni, oggetti, contesti giuridici ed economici, cibo, vestiti, ambiente, parti del corpo)
Parole di uso quotidiano (famiglia, emozioni, oggetti, contesti giuridici ed economici, cibo, vestiti, ambiente, parti del corpo)
Brevissimi cenni sul sistema giuridico e amministrativo britannico.
L'hardware si riferisce a tutti i componenti fisici e tangibili di un computer o di un sistema informatico. È tutto ciò che puoi toccare e vedere. Include il computer stesso (la scatola), la tastiera, il mouse, il monitor, la stampante, e tutti i componenti interni come il processore, la memoria RAM, l'hard disk, la scheda madre e la scheda video. Senza hardware, non esisterebbe il computer!
Il software è l'insieme delle istruzioni, dei programmi e dei dati che dicono all'hardware cosa fare. A differenza dell'hardware, il software è intangibile: non lo puoi toccare, ma è ciò che rende il computer "intelligente" e funzionale. Si divide principalmente in software di sistema (come il sistema operativo) e software applicativo (come i programmi per scrivere, navigare su internet o giocare).
Un sistema operativo (SO) è il software più importante di un computer. È come il "cervello" che gestisce tutte le operazioni di base, permettendo all'hardware e al software di comunicare tra loro. Senza un sistema operativo, un computer non potrebbe funzionare. Gestisce la memoria, i processi, i file e le periferiche (stampanti, mouse, ecc.). Esempi comuni sono Windows, macOS e Linux.
Approfondiamo il cuore del sistema operativo, focalizzandoci su come interagisce con te e gestisce il computer!
Vediamo più nel dettaglio come questo "cervello" ti permette di utilizzare il computer in modo efficace e quali sono le sue responsabilità quotidiane.
La seconda parte sui sistemi operativi si concentra sulle loro funzioni principali e sull'interazione con l'utente. Il SO fornisce un'interfaccia grafica (quello che vedi sullo schermo, con icone e finestre) che ti permette di usare il computer in modo intuitivo. Gestisce anche l'installazione e la disinstallazione dei programmi, la sicurezza, gli aggiornamenti e l'organizzazione dei file e delle cartelle sul disco.
Una rete di computer è un insieme di due o più dispositivi interconnessi (come computer, stampanti, smartphone) che possono comunicare tra loro e condividere risorse (file, stampanti, connessione internet). Lo scopo principale di una rete è facilitare lo scambio di informazioni e la collaborazione tra utenti. Esistono diversi tipi di reti, come le LAN (Local Area Network) che collegano dispositivi in un'area limitata (es. casa, ufficio) e le WAN (Wide Area Network) che coprono aree geografiche più ampie.
Questa sezione approfondisce i componenti e i concetti base delle reti. Si parlerà di server (computer che offrono servizi ad altri dispositivi della rete), client (dispositivi che usufruiscono dei servizi del server), router (dispositivi che indirizzano il traffico di dati tra diverse reti) e switch (dispositivi che collegano i dispositivi all'interno di una singola rete). Verranno spiegati anche i concetti di indirizzo IP e i protocolli di comunicazione che permettono ai dispositivi di "parlarsi".
Internet è la più grande rete di computer al mondo, una "rete di reti" globale che collega miliardi di dispositivi e milioni di reti più piccole. Permette lo scambio di informazioni, la comunicazione e l'accesso a una quantità illimitata di risorse. I suoi servizi più noti includono il World Wide Web (le pagine web che navighiamo), la posta elettronica, i servizi di messaggistica e lo streaming.
La seconda parte su Internet si concentra sui servizi e gli strumenti per navigare. Verranno spiegati i browser web (programmi come Chrome, Firefox, Edge) usati per visualizzare le pagine web, il concetto di URL (l'indirizzo di una pagina web), i motori di ricerca (come Google) per trovare informazioni, e la differenza tra sito web e pagina web. Si parlerà anche della sicurezza base online e dell'importanza di navigare in modo consapevole.
La posta elettronica (email) è un servizio che permette di inviare e ricevere messaggi digitali su una rete, principalmente Internet. È uno degli strumenti di comunicazione più diffusi nel mondo professionale e personale. Per usare la posta elettronica, hai bisogno di un indirizzo email (es. nomecognome@esempio.it) e di un client di posta (un programma o un servizio web) per gestire i tuoi messaggi.
Questa parte approfondisce l'uso pratico della posta elettronica. Si tratterà di come scrivere e inviare un'email, allegare file, gestire la casella di posta (cartelle, spam), rispondere e inoltrare messaggi. Verranno anche spiegate le regole di buona condotta (netiquette) per le comunicazioni via email e i concetti di sicurezza legati al phishing e alle email malevole.
Gli applicativi (o "applicazioni" o "app") sono programmi software specifici progettati per svolgere compiti particolari per l'utente. A differenza del sistema operativo, che gestisce il computer, gli applicativi sono ciò che usiamo per lavorare, divertirci o comunicare. Esempi comuni includono i programmi di videoscrittura, fogli di calcolo, browser web, programmi di grafica, lettori multimediali e videogiochi.
La seconda parte sugli applicativi si concentra sull'installazione, gestione e aggiornamento. Verrà spiegato come scaricare e installare un'applicazione, come disinstallarla, l'importanza degli aggiornamenti per la sicurezza e le nuove funzionalità. Si parlerà anche delle diverse categorie di applicativi (desktop, web, mobile) e dei software a pagamento versus software gratuiti (freeware, open source).
Microsoft PowerPoint è un software per la creazione di presentazioni. Permette di combinare testo, immagini, grafici, video e audio in slide (diapositive) per comunicare idee in modo visivo e coinvolgente. È ampiamente utilizzato in ambito lavorativo, accademico e personale per esporre progetti, lezioni o resoconti.
Questa sezione coprirà le funzionalità base di PowerPoint. Si imparerà a creare una nuova presentazione, inserire testo e immagini, utilizzare layout predefiniti, applicare temi e sfondi, e gestire l'ordine delle slide. Verranno introdotte anche le modalità di visualizzazione e le opzioni di salvataggio del file.
Microsoft Outlook è un client di posta elettronica e un gestore di informazioni personali integrato. Non è solo per le email, ma offre anche funzionalità di calendario, gestione contatti, attività e note. È molto usato in ambienti professionali per organizzare la comunicazione e il lavoro.
Maturità Classica e Laurea in Giurisprudenza conseguita presso l'Università degli Studi di Cagliari. Avvocato iscritto all'Albo. Esperienza di docenza presso la scuola pubblica. Attività di collaborazione presso studio legale. Attività continua di studio e formazione nel diritto ci...
chi è Nicoletta Fois ?Avvocato del Foro di Milano, Giacomo Conti opera da diversi anni nel campo della compliance privacy e GDPR e del diritto delle nuove tecnologie, con particolare focus sul diritto delle piattaforme online e del rapporto platoform2business e relativo ai profili di tutela dell’utente commerciale. L’avvocato Conti &egrav...
chi è Giacomo Conti ?Giulia Angelozzi è un avvocato che si occupa di contenzioso civile in materia di appalti, diritto assicurativo e commerciale. Giulia si è laureata presso l’Università degli Studi di Roma Tre, con lode. Ha collaborato come summer research assistant presso l’Università di Cambridge (Reg...
chi è Giulia Angelozzi ?Laureata in Giurisprudenza all'Università degli Studi di Napoli Parthenope con votazione 110/110 con lode discutendo una tesi sulle partecipazioni rilevanti nelle società per azioni quotate. Svolge la pratica notarile e frequenta Corsi di aggiornamento in ambito notarile. ...
chi è Aurora Di Maio ?Saverio Setti è Dirigente presso il I Reparto Reclutamento, Affari Giuridici ed Economici del Personale dello Stato Maggiore, oltre ad essere consulente esterno per la Procura Generale militare presso la Suprema Corte di cassazione e professore a contratto di diritto militare presso l'Università Link Campus di Roma. Formatosi...
chi è Saverio Setti ?E' iscritta all'Ordine degli Avvocati del foro di Roma. Svolge attività accademiche, come Cultore della materia, presso il Dipartimento di Diritto ed economia delle attività produttive, Università degli Studi di Roma "La Sapienza", per l'insegnamento di Diritto del Mercato e degli Strum...
chi è Valeria Lucia ?Dott. Gianluca Dente è Dirigente del Ministero dell'Economia e delle Finanze - Dipartimento delle Finanze è attualmente direttore della Ragioneria Territoriale dello Stato di Pesaro-Urbino. Servizio affari generali, contenzioso, antiriciclaggio Servizio riscontro e vigilanza su enti, uffici e altre g...
chi è Gianluca Dente ?Il Comitato Scientifico di Formazione Cammino Diritto è composto da professori universitari, magistrati, notai, avvocati e dirigenti pubblici di consolidata preparazione ed esperienza, capaci di accompagnare gli iscritti ai Corsi online in un percorso innovativo ed unico nel panorama nazionale. Il coinvolgimento di num...
chi è Formazione Cammino Diritto ?Mirko Forti è attualmente ricercatore in Diritto dell'Unione europea presso l'Università degli Studi della Tuscia. Ha conseguito la Laurea Magistrale con lode in Giurisprudenza presso l'Università di Pisa (2014) e il Dottorato di Ricerca in Diritto Internazionale ed Europeo presso l'Universit...
chi è Mirko Forti ?Già Professore ordinario di Diritto penale presso l'Università degli Studi di Foggia, è Avvocato cassazionista. ...
chi è Adelmo Manna ?Professore associato di Diritto penale presso l’Università di Cagliari, avvocato penalista patrocinante in Cassazione ...
chi è Giovanni Manca ?Alessio Giaquinto è Avvocato, fondatore e direttore responsabile della Rivista scientifica ANVUR Cammino Diritto. È iscritto nell'Elenco speciale dell'Ordine dei Giornalisti della Campania. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Salerno con una tesi in diritto processual...
chi è Alessio Giaquinto ?Avvocato patrocinante in Cassazione e davanti alle Magistrature superiori, Dottore di Ricerca in Diritto e Processo penale presso l´Università degli Studi di Macerata. Docente di Diritto penale presso l'Università di Brescia ed altri atenei. Abilitato alle funzioni di professore di seconda fascia nel sett...
chi è Andrea De Lia ?Penalista patrocinante in cassazione, membro della Redazione di Cammino Diritto – settore Diritto penale ...
chi è Gaia Gandolfi ?Linda Brancaleone è dottoressa magistrale in giurisprudenza presso il Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Sociologia dell'Università "Magna Græcia" di Catanzaro, dove si è laureata con una tesi in diritti umani (settore disciplinare IUS/20). Collabora con le cattedre di Filosofi...
chi è Linda Brancaleone ?Chi è il Dott. Raffaele Giaquinto: Un Ponte tra Diritto e Digitale Con una carriera che si snoda all'intersezione tra la robustezza del diritto e la dinamicità dell'informatica, il Dott. Raffaele Giaquinto è una figura poliedrica e innovativa. Attualmente Direttore e Responsabile dello Sviluppo So...
chi è Raffaele Giaquinto ?


